Dinosauri (film)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati nuovamente a parlare della settima arte e abbiamo deciso di parlare di un’opera leggera, di un blockbuster che aveva molti spunti interessanti ossia Bullet Train. Il film parla di Ladybug, un ex-killer a cui, dopo essersi preso una lunga pausa per riflettere meglio su se stesso, viene affidata una missione: recuperare una valigetta da un treno shinkansen. La missione sembrerebbe molto semplice ma sul treno lui non sarà l’unico a cercare quell’oggetto. Per un motivo altri sicari si troveranno su quel treno e dovranno combattere per ottenere i propri obiettivi. Quella che era iniziata come una missione tranquilla si trasformerà in una lotta frenetica. Il film ha una buona regia, in special modo nelle scene d’azione che hanno delle belle coreografie e sono montate bene, oltre che a una buona messa in scena, con l’ambientazione del treno e le luci al neon. Purtroppo ha dei difetti legati a battute troppo lunghe, un minutaggio che forse necessitava di qualche minuto in meno e una CGI non sempre convincente. Però riesce a far ridere e a divertire, soprattutto grazie a dei personaggi ricchi di personalità che, nonostante non siano tridimensionali, rimarranno impressi per il loro comportamento e il loro modo di relazionarsi. Lo consiglio!
Questa volta ho intenzione di riprendere un progetto che per troppo tempo ho rimandato e che alla fine mi accingo a scrivere. Rieccoci con la maratona dei classici Disney. Ammetto che ne sentivo la mancanza, l’ultimo articolo era stato diverso tempo fa con Fantasia 2000, e spero di poter continuare con regolarità. Senza perdere altro tempo, continuiamo a esplorare il Periodo Sperimentale delle Disney.
Ecco a voi Dinosauri (Dinosaur), pellicola animata del 200 scritta da John Harrison e Robert Nelson Jacobs e diretta da Ralph Zandog ed Eric Leighton.

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Trama:
Il film si apre con un Carnotauro che attacca un gruppo di erbivori. Durante la fuga, un uovo di Iguanadonte viene lasciato solo e preso da vari predatori che tentano di mangiarlo ma, per un motivo e un altro, non ci riescono e alla fine l’uovo finisce sull’isola di alcuni lemuri. Plio (Alfre Woodard) è incuriosita dall’uovo e quando si schiude vorrebbe tenere il piccolo mentre suo padre Yar (Ossie Davis) è inizialmente contrario, ma poi si intenerisce e decide di accogliere il cucciolo di Iguanadonte. Passa il tempo e Aladar (D. B. Sweeney) cresce in armonia con gli altri lemuri, con cui trascorre una vita giocosa, fino a quando un meteorite impatta in mare a poca distanza dall’isola. Aladar e la sua famiglia sono gli unici a sopravvivere al cataclisma. Mentre vagano in una landa deserta, si imbattono in un grande branco di dinosauri erbivori in viaggio verso i Terreni di Cova, un luogo che dovrebbe essere stato salvato dal cataclisma. Il branco è guidato da Kron (Samuel E. Wright), un Iguanadonte disposto a lasciar morire gli ultimi pur di raggiungere la meta. Aladar non approva questo suo modo di agire ma altri problemi attanagliano il gruppo: due Carnosauri sono sulle loro tracce.

Il Periodo Sperimentale della Disney fu un momento davvero particolare per lo studio e penso che questo film lo rappresenta alla perfezione. Sicuramente la Disney aveva capito quanto le persone fossero affascinate dall’animazione in CGI, basti guardare il successo ottenuto dalla Pixar. Proprio per questo motivo hanno deciso anche loro di usare questa tecnica, anche se non possedevano gli stessi mezzi della Pixar.

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Iniziamo con la sua produzione. Il tutto partì grazie al grande Phil Tippett. Lui fu il creatore della Go-motion e lavorò agli effetti speciali di film importanti come Jurassic Park (in quell’articolo approfondisco parecchio l’argomento su questo grande effettista). Anche prima del film di Spielberg lui aveva fatto qualcosa riguardo i dinosauri, infatti diresse e animò il corto animato in go-motion Prehistoric Beast nel 1975. Anni dopo, quando lavorava insieme a Paul Verhoeven a Robocop, gli venne in mente di realizzare un lungometraggio animato insieme al regista e con protagonisti i dinosauri. L’idea piacque molto a Verhoeven e i due iniziarono a lavorare alla storia. Il protagonista doveva essere uno Stiracosauro e le vicende narrate erano molto più cupe e violente, il tutto quasi simile a un documentario naturalista e con un finale tragico che avrebbe visto l’estinzione dei dinosauri. I due fecero vedere il progetto a Jeffrey Katzenberg, l’allora presidente della Disney, ma per motivi di budget abbandonarono il progetto. Da lì in poi questo progetto ebbe molte difficoltà a emergere, soprattutto quando Jurassic Park entrò in produzione. Fecero poi dei tentativi in digitale ma gli esperimenti non andarono molto bene e per questo decisero di utilizzare un metodo particolare che vedremo in seguito. Qui la storia cambiò molto. Fecero in modo che i dinosauri parlassero, per rendere il tutto più commerciale, rendere il tutto un viaggio e cambiando altri elementi come ad esempio il protagonista che da Stiracosauro divenne un Iguanadonte, e il cattivo che inizialmente era un singolo T-Rex e si trasformò in due Carnotauri (immagino sempre per non sembrare simile a Jurassic Park). E dopo di ciò iniziamo a parlare del film in generale.

Prendiamo prima in considerazione il lato tecnico e la sua particolarità. Se i dinosauri sono realizzati in digitale lo stesso però non vale per i paesaggi che sono riprese reali di luoghi esistenti. Una tecnica usata per cercare di lenire le lacune che avevano con questa tecnologia ma che, ammetto, ha dato alla pellicola un senso di unicità. Gli ambienti sono molto belli e maestosi, ma è la CGI a interessarci di più. Quest’ultima si amalgama molto bene con gli ambienti e con la varie situazioni che si ritroveranno a vivere. Nonostante siano passati più di vent’anni, e in qualche punti si nota un po’ di vecchiaia, questi effetti si dimostrano ancora di grande qualità e soprattutto sono ricchi di dettagli, specialmente nella pelle dei dinosauri stessi. L’unica cosa che non mi piace è sono i colori desaturati. Sì, i coloro sono abbastanza spenti, soprattutto nella pelle dei dinosauri e questo in parte rovina la bellezza delle immagini.

Mi interessa poi passare alla sceneggiatura che presenta dei tratti abbastanza interessanti. Sicuramente una delle cose che salta di più all’occhio è la trama. Non perché sia complessa o altro, ma perché ricorda in diverse occasione Alla ricerca della Valle Incantata, una bellissima pellicola animata diretta da Don Bluth negli anni ’80. Tanti elementi sono simili: un cataclisma che distrugge l’equilibrio dell’ambiente, un gruppo di dinosauri erbivori che cercano rifugio in un luogo rimasto integro e inseguiti da un predatore. Le cose collidono parecchio e l’avevo notato anche quando ero piccolo (visto che da bambino amavo alla follia i dinosauri, guardavo spesso le due pellicole). Inoltre i personaggi di questo film non mi fanno impazzire. Faccio veramente fatica a ricordarne uno, anche perché non hanno momenti memorabili o caratterizzazioni veramente complesse. Come ad esempio la famiglia di lemuri di Aladar. Sono quattro personaggi eppure non riescono a rimanere impressi, l’unico che ci riesce è Zui (Max Casella), ma solo per il suo aspetto appariscente e perché è la spalla comica. Il personaggio che in realtà mi ha sorpreso più di tutti è sicuramente Bruton (Peter Siragusa). Lui è il braccio destro di Kron, esegue tutti i suoi ordini e crede al suo pensiero ossia che solo il più forte deve sopravvivere. A un certo punto, grazie all’altruismo di Aladar, cambierà idea e subirà un vero e proprio cambiamento. Tutti gli altri personaggi rimangono uguali dall’inizio alla fine, mentre lui ha proprio una crescita, cosa che mi ha sorpreso molto, e mi è dispiaciuto vederlo così poco. Invece apprezzo molto Aladar, il protagonista. Non sarà un personaggio con una crescita come Bruton o incredibilmente complesso, ma è un protagonista veramente positivo e portatore di buoni valori. Lui deciderà di aiutare i deboli del branco, coloro che potrebbero morire perché non riescono a stare al passo e lo fa senza nessun secondo fine (vero, Aladdin?), ma solo perché vuole aiutare. Questa cosa è molto semplice, ma da dei messaggi molto belli. Quello che infatti apprezzo del film sono le tematiche e il modo in cui vengono affrontate. Aiutare il prossimo, non abbandonare nessuno, fare gioco di squadra, sono tematiche molto importanti, narrate con semplicità ma senza una retorica spicciola e solo attraverso la storia. Questo film è imperfetto, ma sicuramente merita di essere visto.

Per concludere, Dinosauri è una pellicola animata interessante per via della sua natura particolare. Il lato tecnico riesce a essere ottimo ancora oggi, la storia è semplice e purtroppo molti personaggi sono dimenticabili ma in compenso riesce a parlare molto bene di tematiche importante attraverso le azioni e al protagonista. Un film che vi consiglio.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

17 pensieri riguardo “Dinosauri (film)

  1. Non sarà un film perfetto, ma come primo tentativo non mi sento di criticarlo eccessivamente sotto il livello tecnico. È in complesso un buon film, di una durata che comunque ridotta rispetto alle altre produzioni animate che stavano emergendo. I personaggi sono un po’ piatti e non troppo caratterizzati, ma fanno il loro lavoro. Trama semplice e lineare, ma come dico sempre, non è un difetto, ma un pregio se riesci a sviluppare qualcosa di interessante. Dinosauri rimarrà per sempre il primo in CGI di Topolino e, malgrado sembra uno di quei film finiti nel dimenticatoio, meriterebbe più rispetto.

    1. Sì, alla fine è un buon film che riesce a trasmettere anche un buon messaggio. È uno dei primi tentativi in digitale della Disney anche se non è il primo film completamente in digitale. Quel primato ce l’ha Chicken Little, visto che gli sfondi di Dinosauri sono reali e quindi è considerato un film a tecnica mista. Però è anche vero che non bisogna dimenticarlo.

                    1. Io non sono migliore di nessuno e anche tu sei molto brava quando parli di animazione. Ricordati sempre l’articolo che hai scritto su Biancaneve. Non sottovalutarti, sei più brava di quanto tu pensi.

  2. Tecnicamente molto interessante, la trama pesca almeno da 3-4 film diversi, personaggi abbastanza piatti.
    Ma fu un bel tentativo di fare un prodotto disney diverso dal solito e sarei stato curioso di vedere altre cose così

    1. Il periodo sperimentale della Disney mi affascina proprio per queste produzioni così particolari e fuori dai loro schemi. Questo film è certamente imperfetto, ma è comunque piacevole.

  3. Non l’ho visto, ma appena hai raccontato la storia, senza sapere che lo avresti esplicitato, ho pensato subito a Piedino ed agli altri amici della Valle Incantata: e forse il problema di questo film (che se non ricordo male all’epoca fu un flop) è che è troppo derivativo; così a pelle, sembra che gli autori abbiano detto: rifacciamo la Valle Incantata, ma come Jurassic Park. E quando devi confrontarti con uno dei film più influenti e importanti degli ultimi 40 anni, be’, rischi seriamente di scivolare.

    P.S.: temo che i colori siano desaturati proprio perché i mezzi tecnici erano quello che erano. Così non c’è bisogno di una definizione esagerata e non si vedono i difetti.

    1. No, il film non fu un flop, ebbe un buon successo ai tempi, uno dei pochi film del periodo sperimentale Disney a non floppare. Anche la critica non fu così negativa anche se onestamente penso si potesse fare di più per quanto riguarda i personaggi e anche la storia. Ovviamente è un’opera derivativa ma non è mai questo il problema, se si sa come raccontare una storia davvero interessante. Per il resto è un film che considero valido.

  4. Trovo che sia uno dei progetti Disney più interessanti mai realizzati. I motivi per cui non ha avuto successo o viene spesso dimenticato sono tanti, a partire dal fatto che è più un film destinato ad un pubblico adulto anche se i dinosauri ai bimbi son sempre piaciuti. Dal punto di vista tecnico mi ha lasciato a bocca aperta fin da quando l’ho visto al cinema e anche con l’home video nn sono rimasto deluso. Menzione speciale anche per la canzone “Can somebody tell me who I am” dei Blue Orange, molto bella.

    1. In realtà non è stato ai flop ai tempi, anzi fu uno dei pochi successi Disney durante il periodo sperimentale. Purtroppo però viene spesso dimenticato rispetto a tanti altri, ma bisognerebbe ricordarlo soprattutto come uno dei primi tentativi Disney di entrare nel mondo del digitale. È un’opera imperfetta ma è davvero interessante e ricca di spunti visivi.

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