Soul (film)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare di horror e questa volta l’abbiamo fatto con un film di Eli Roth, un regista molto interessante che ha sempre mostrato un profondo amore per il genere e lo dimostra anche qui con il suo Thanksgiving. Siamo nel giorno del ringraziamento e il RightMart decide di aprire per il Black Friday, attirando un’enorme folla. Jessica, figlia del proprietario del centro commerciale, viene convinta dai suoi amici e farli entrare per primi e questo causa l’ira della folla che entra violentemente nell’edificio, causando diversi morti. Passa un anno e il RightMart vuole rimanere aperto per il Black Friday ancora una volta ma in città si aggira un assassino vestito come il padre pellegrino John Carver che sta uccidendo tutti le persone coinvolte nella tragedia dell’anno scorso. Il film ha un’ottima messa in scena e ha un inizio davvero forte in cui capiamo che tipo di film vedremo e assistiamo a scene gore realizzate con dei bei effetti artigianali, scene crudeli ma con un pizzico di ironia. In seguito il film convincerà molto e gli omicidi saranno originali, diversificati e in linea con quello che abbiamo visto all’inizio. La storia vuole mandare un forte messaggio, una forte critica sociale contro il capitalismo e il consumismo estremo della società odierna, mostrando quanto le persone possa diventare avide e questo messaggio sarà sempre presente. Forse nel finale perde un po’ il mordente, ma è un film che consiglio assolutamente!
Ritorniamo nel mondo dell’animazione e torniamo dalla Pixar per parlare di una loro opera nata con enormi ambizioni e che voleva parlare di tante cose interessanti.
Ecco a voi Soul, pellicola animata del 2020 scritta da Pete Docter, Kemp Powers e Mike Jones e diretta da Pete Docter e Kemp Powers.

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Trama:
Joe Gardner (Jamie Foxx) è un insegnante delle medie insoddisfatto della propria vita che aspira però a diventare un musicista jazz. Un giorno un suo ex allievo lo informa che c’è un posto disponibile per entrare nella band della jazzista Dorothea Williams (Angela Bassett) e Joe si presenta subito, impressionando tutti per le sue doti al pianoforte. Joe però è talmente contento della cosa che non guarda dove va e cade in un tombino, morendo, e andando nell’Oltremondo. Joe non accetta la propria morte e nel tentativo di scappare finisce nell’Antemondo, un luogo dove sono presenti le anime dei giovani nascituri a cui viene plasmata una personalità. Joe viene confuso per un educatore e gli viene affidata 22 (Tina Fey), un’anima che è rimasta lì per millenni e che non vuole andarsene. Così i due partiranno per un’avventura, con Joe che cercherà di tornare alla sua vita e 22 che invece cercherà di rimanere lì.

Anche questo, come Onward, ebbe la sfortuna di incontrare il Covid e il lockdown. Al contrario di Onward però non era ancora uscito in sala e il film venne rimandato fino a quando Disney non decise di metterlo direttamente in streaming sulla sua piattaforma (e un po’ mi dispiace, avrebbe meritato il grande schermo).

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Come sempre iniziamo dal lato tecnico e, so bene di essere ripetitivo quando parlo della Pixar, gli animatori riescono nuovamente a fare un lavoro eccezionale, dimostrandosi tra i migliori in assoluto con l’animazione 3D e con dei registi capaci tutto ciò viene valorizzato ancor di più. Gli ambienti del film sono magnifici e si differenziano tra quelli del nostro mondo e quelli dell’Antemondo. Nel primo caso avremo un luogo realistico, una riproduzione fedele e impressionante della città di New York in cui riusciamo a immedesimarci perfettamente nella sua caoticità e vivacità attraverso i suoi enormi edifici, i suoi negozi e soprattutto attraverso la moltitudine di persone che percorrono quelle strade. Il tutto è rappresentato in maniera realistica sia nel design sia attraverso l’illuminazione. L’Antemondo invece sarà tutto l’opposto e avrà un design più semplice ma al contempo affascinante e intelligente, un luogo con forme rotonde e morbide che sa sorprendere per i suo colori, colori rassicuranti e calmi, basati principalmente su sfumature di azzurro che lo rendono un posto pacifico.

Un altro elemento che ho apprezzato è il character design. In questo film Docter e Kemps si sono impegnati molto nel realizzare personaggi afro-americani molto diversificati sotto ogni aspetto, cercando di dare loro giustizia visto che in passato nel mondo dell’animazione sono stati rappresentati come stereotipi razzisti. Infatti il design del protagonisti è veramente stupendo e lo stesso vale per i personaggi secondari che avranno caratteristiche uniche e saranno riconoscibili con il classico stile Pixar. E qui bisogna dire che hanno fatto un lavoro eccezionale con l’illuminazione che aiuta a dare alla loro pelle diverse tonalità di nero proprio per sottolineare le enormi differenze degli afro-americani. Qui ho anche apprezzato il lavoro che hanno fatto con i capelli e le barbe, ricche di dettagli impressionanti. Nell’Antemondo mi è piaciuto molto il design delle anime, realizzate in maniera vaporosa ed eterea e con tratti semplici e rotondi (in linea con il loro mondo) e ho apprezzato le differenze tra le anime di coloro che devono andare sulla Terra, con questa enorme testa rotonda e pochi tratti, e quelle di chi è morto che invece mantiene alcuni dei tratti di quando erano in vita. Ciò che però ho veramente amato sono i Jerry e come sono stati realizzati. Loro sono delle semplici linee che avranno forme semplici e stilizzate, un design magnifico che prende ispirazione da quel genio dell’animazione che era Osvaldo Cavandoli che con La Linea creò qualcosa con possibilità infinite. Tutto ciò ovviamente è valorizzato da una regia che sa creare un’ottima messa in scena e certi momenti rimangono veramente impressi, come quando Joe suona il pianoforte e si prede in un assolo, con il mondo attorno a lui che scompare e rimane solo Joe con la sua musica oppure quando finisce nell’Antemondo per la prima volta. Il lato tecnico è incredibile e la sceneggiatura voleva veramente parlare di qualcosa di molto profondo.

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Il film ha tante belle idee che possiamo ad esempio vedere con l’Antemondo e il suo funzionamento oppure come in seguito si evolve la storia (che non dirò perché ha delle sorprese interessanti). Apprezzo come abbiamo parlato della musica e soprattutto dl jazz, cercando di far capire al pubblico la sua bellezza. Apprezzo anche come hanno scritto Joe e 22, una coppia molto differente da buddy movie che funzionano benissimo insieme. Joe è un uomo adulto che ha subito tante delusioni nella sua vita ma che non ha mai smesso di credere nella musica, nella sua passione, mentre 22 è molto cinica e detesta ogni cosa della Terra. Attraverso il loro viaggio i due inizieranno a capire molte cose di loro e aspetti che non avevano considerato. Joe ad esempio capirà come la sua passione rischi più volte di diventare una vera e propria ossessiona, facendogli chiudere gli occhi davanti al resto, mentre 22 inizierà pian piano ad apprezzare la vita stessa.

Ed è qui che il film mostra chiaramente il proprio messaggio perché quest’opera vuole parlare della vita, della bellezza della vita e delle gioie che si provano attraverso le piccole cose, senza dover per forza cercare il successo assoluto, mostrando bene anche come una vita semplice possa essere ricca e felice. E per buona parte della storia lo fanno benissimo, soprattutto nelle sequenze in cui 22 inizierà a conoscere la vita sulla Terra e a provare felicità per cose semplici come gustare una pizza oppure osservare la bellezza di ciò che la circonda. Quello che volevano fare era veramente ambizioso, ma a mio avviso nella parte finale si perde un po’ nella retorica, velocizzando il ritmo e la realizzazione di Joe di cosa sia veramente importante nella vita, per non parlare del finale in sé troppo buono, un punto in cui potevano veramente rischiare e fare qualcosa di maturo. Peccato che non l’abbiano fatto perché questo film aveva la possibilità di essere molto di più.

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Per concludere, Soul non è un capolavoro ma è un film eccellente, sicuramente uno dei migliori di questi ultimi anni della Pixar, un film con un lato tecnico mostruoso, con un design curato e incredibile e una regia stupenda. La storia ha dei personaggi stupendi e approfonditi e un messaggio di fondo importante che per buona parte viene narrato con maturità anche se si perde un po’ nel finale. Nonostante tutto è un film che consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

10 pensieri riguardo “Soul (film)

  1. Condivido la tua opinione sul film al 100%: eccezionale dal punto di vista tecnico, considerando che la Pixar non poteva correre il rischio nè di ricalcare nè di denigrare alcuna cultura nel rappresentare la vita prima e dopo la vita; ingegnoso per le trovate di sceneggiatura e la descrizione dei personaggi; ambizioso nel voler trasmettere un messaggio così profondo e complesso anche ai più giovani. Dove invece secondo me non è stata efficace è proprio nel finalizzare il messaggio, che viene lasciato aperto mentre la storia si conclude troppo frettolosamente e in modo ambiguo, e anche nella scelta di inserire dell’umorismo troppo facile (il gatto)probabilmente per catturare i più piccoli. In ogni caso un prodotto molto interessante. Anche qui Disney Plus all’uscita pubblicò anche una gran bella quantità di contenuti speciali interessanti.

    1. Si vedeva che la Pixar ci credeva in questo progetto ma purtroppo non aveva lo stesso coraggio di un tempo perché avrebbero fatto delle scelte completamente differenti specialmente nel finale e nell’uso di un certo umorismo che ormai non è più quello della vecchia Pixar ma è sempre più simile a quello della Disney. Nonostante tutto è un film veramente bello.

  2. Questo film narrativamente non mi ha detto niente. Non è stato in grado di coinvolgermi. Alla vigilia avevo molte aspettative, ma non so come qualificarlo, visto che non è né bello, né brutto. Forse dovrei rivederlo tra qualche anno. Comunque la tua recensione è davvero apprezzabile. Ottimo lavoro ^_^

    1. Grazie mille, amica mia. In generale voleva parlare della vita nella sua interezza e nelle piccole cose. E in parte ci è anche riuscito ma poi gli è mancato il coraggio necessario per diventare un’opera incredibile. Ironicamente Wolfwalkers, che è uscito nello stesso anno, riusciva a parlare meglio di questi argomenti attraverso l’amicizia delle due ragazzine.

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