Il tesoro della Sierra Madre

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di animazione e l’abbiamo fatto con la DreamWorks scrivendo, purtroppo, un articolo dedicato ai suoi film peggiori un’altra volta, iniziando con Spirit – Il Ribelle, proseguendo con Ruby Gillman – La ragazza con i tentacoli e arrivando infine a Trolls 3 – Tutti insieme. Nel primo caso ci troviamo davanti a un’opera noiosa sia a livello registico che di storia, con un design che funziona solo con i personaggi principali e con un ritmo molto lento. La storia dovrebbe parlare di avventura, ma quest’ultima non si sente affatto così come non si sente il pericolo. Con Ruby Gillman abbiamo un design ottimo per Ruby e gli altri kraken, anche per come sono stati animati, ma orrendo per gli umani che sono sproporzionati. La storia è frenetica ma alla fine non riesce a raccontare quasi niente, nonostante avesse al suo interno tematiche come l’adolescenza e i conflitti generazionali e alla fine ci troviamo davanti a un’opera vuota che il trailer riassumeva perfettamente. Infine abbiamo Troll 3 – Tutti insieme che mostra gli stessi difetti dei capitoli precedenti, con una storia a volte fastidiosa che viene perfino mangiata da numerose cover musicali che non portano avanti la trama. Tre film brutti e noiosi e mi dispiace veramente tanto perché la DreamWorks è capace di fare molto di più.
Torniamo a parlare di live-action e, dopo lo scorso articolo, avevo bisogno di parlare di un film bello e questa volta ho deciso di portare un’opera meravigliosa che ha fatto la storia.
Ecco a voi Il tesoro della Sierra Madre (The Treasure of the Sierra Madre), pellicola western d’avventura del 1948 scritta e diretta da John Huston.

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Trama:
La storia è ambientata in Messico nel 1925 e mostra due americani, Fred C. Dobbs (Humphrey Bogart) e Bob Curtin (Tim Holt) che tentano di fare soldi nella città di Tampico. Le cose qui però non vanno bene e finiscono con l’elemosinare i soldi e a dormire sulle panchine. Le cose peggiorano quando vengono raggirati da un imbroglione che li fa lavorare molto e non li paga. In questa situazione vanno a dormire in una bettola e qui incontrano un vecchio, Howard (Walter Huston), che dice di essere un cercatore d’oro con una grande esperienza. Alla fine i due decidono di iniziare la loro ricerca dell’oro e chiedono aiuto a Howard, comprando tutto il necessario. Grazie all’aiuto e all’esperienza del vecchio, i tre riescono a trovare una vena d’oro su una montagna e inizieranno a raccoglierlo, ma le cose non andranno come sperato.

John Huston è stato un regista grandioso e lo ha dimostrato con diverse opere, in particolar modo con questa, considerata da molti come uno dei suoi film più belli, un lavoro immenso e capace di ispirare grandi registi come Sam Raimi e Stanley Kubrick. Spero veramente di fare un buon lavoro con questa recensione.

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Iniziamo subito parlando del lato tecnico e fin da qui posso dire che il film è straordinario, un’opera che a distanza di quasi ottant’anni è ancora molto moderna. La regia stessa è moderna e attuale, una regia precisa e quadrata capace di creare inquadrature stupende e in grado di riprendere alla perfezione dei bellissimi paesaggi ma soprattutto capace di descrivere le sensazioni e lo stato d’animo dei personaggi. Il regista riesce a dare grande forza al momento, riprendendo perfettamente gli attori dando al tutto un’ottima profondità di campo, ma la sua non sarà una regia statica e anche nei movimenti sarà di altissima qualità, con movimenti laterali, in avanti e perfino delle carrellate che avranno una costruzione stupenda e, nelle scene d’azione, donano all’insieme una forte dinamicità senza essere mai confusionario ma sempre preciso e con movimenti studiati nei dettagli. Un altro elemento che il regista azzecca sono i tempi. Il ritmo di questo film a mio avviso è perfetto, ha una costruzione fatta in maniera incredibile e capace di evolversi benissimo.

Anche all’inizio si prende i suoi tempi per presentarci i tre personaggi principali e la loro situazione e l’introduzione a Tampico è perfetta ne come mostra tutti gli aspetti di quello che vedremo svilupparsi in futuro come appunto la febbre dell’oro. Huston sa creare diversi momenti carichi di tensione e uno dei miei preferiti è la scena in cui i tre si alzano di notte per controllare che la loro parte d’oro sia al loro posto, una sequenza molto tesa in cui sembra che le cose possano sfuggire al controllo e che la paranoia possa avere il sopravvento. Scene di tensione così saranno tante e tutte costruite con cura, così come anche le scene d’azione (principalmente le sparatorie contro i banditi), ma anche le scene comiche che riescono a mettere il sorriso. Le musiche sono azzeccate ma quello che adoro di più è certamente la fotografia che funziona sia durante il giorno, con dei tagli di luce capace di valorizzare la bellezza dei paesaggi, sia di notte, con un uso dell’oscurità moto simile all’espressionismo che crea scene meravigliose. A livello tecnico il film è mostruoso e la sceneggiatura si dimostrerà intelligente e ben costruita.

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Come ho detto in precedenza, il film si prenderà i suoi tempi sia nel presentarci i personaggi sia nella loro evoluzione. L’inizio è veramente grandioso per come veniamo introdotti ai tre personaggi, con Fred e Bob che cercano di sopravvivere come possono e Howard che invece si dimostra un vecchio con una grande esperienza e che ha visto tante cose. Qui ho sempre adorato il discorso che fa quest’ultimo riguardo all’oro, riguardo al desiderio e all’ossessione di trovare di più ancora e ancora, qualcosa in cui lui stesso sembra essere caduto in passato e questo bellissimo discorso pone le basi dell’intera storia. E pian piano che andrà avanti la trama e troveranno l’oro il loro carattere si delineerà sempre di più e si evolverà in maniera affascinante. Il più interessante è sicuramente Dobbs, un uomo che cercava di sopravvivere come meglio poteva e che si imbarca in quest’avventura pieno di sicurezze e con la convinzione che non si farà prendere dalla febbre dell’oro quando invece sarà proprio lui a subirne il fascino, molto di più rispetto agli altri. Lui cadrà spesso preda del dubbio e della paranoia, temendo per la sua parte, temendo che i suoi soci possano allearsi contro di lui e pian piano le emozioni prenderanno il sopravvento su di lui e diventerà sempre più avido.

Tra l’altro adoro come anche piccoli dialoghi riescano a delineare perfettamente le personalità dei vari protagonisti come ad esempio la risposta che danno alla domanda “Cosa farai con tutti quei soldi?” e mentre Howard e Curtin penseranno al loro futuro, Dobbs si dimostra pronto a sperperarli il prima possibile, a usarli per mostrare il suo potere. Anche Howard e Curtin sono molto interessanti e al contrario di Dobbs si dimostrano più razionali ma soprattutto più leali. Nonostante siano più positivi, il film non li dipinge come eroi bensì come antieroi perché anche loro si fanno prendere dalla paranoia e dall’avidità, rischiando di fare azioni tremende e perfino Howard afferma più volte che, se fosse stato più giovane, avrebbe fatto come Dobbs. Tra l’altro anche i personaggi secondari e di contorno hanno una caratterizzazione stupenda, arricchendo la storia. Basti pensare al truffatore o al capo dei banditi che attraverso il loro aspetto e il loro comportamento riescono a dirci molto di loro. Il film non annoierà mai, succederà sempre qualcosa legato alla ricerca dell’oro e che li porterà a cambiare o rilevare la loro vera natura. E come non parlare poi di quel finale? Un finale stupendo che considero perfetto in tutto e per tutto.

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Per concludere, Il tesoro della Sierra Madre è un vero e proprio capolavoro, con una regia incredibile e ancora oggi moderna, dei tempi e un montaggio azzeccati e sequenze indimenticabili e con dei personaggi caratterizzati in maniera profonda (oltre che interpretati da attori mostruosi) e una storia scritta benissimo. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

13 pensieri riguardo “Il tesoro della Sierra Madre

  1. Concordo su tutto, è un film splendido, capace di passare dal tono della commedia al thriller psicologico in poche inquadrature. Credo che, al di là della vicenda narrata, abbia rappresentato in maniera perfetta un tratto universale e trasversale della natura umana; per questo il film ci coinvolge così tanto ancora oggi.

  2. What a film ! It’s a true masterpiece. Bogart is unforgettable in this movie. He even inspired Lucas and Spielberg for Indiana Jones. Your text allows us to rediscover this gem. Thank you !

    1. Thank you very much for your comment. This movie is incredible and still today is able to inspire new artists. And it is still modern in the way of storytelling and directing.

  3. Del resto, pur non essendo un B Movie, è pur vero che Tarantino ha dimostrato come da perle rarissime e spesso misconosciute vengano fuori citazioni invidiabili.
    Questo film, ammetto, non lo conosco. Pur avendo frequentato per anni postacci come Notturno Magazine.

    1. Se non l’ha mai visto allora ti consiglio caldamente di recuperarlo. E’ un’opera davvero affascinante e ancora oggi molto moderna sia nella regia sia nella scrittura. Sarà una bella esperienza.

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