La monella Chie, vol. 1

Buon 2024 a tutti!
Spero che abbiate passato le feste mangiando tanto e spendendo il tempo con i vostri cari.

Oggi sono qui per iniziare l’anno nuovo con un manga che mi ha catturata a prima vista; sto parlando di La monella Chie, scritto e disegnato da Etsumi Haruki.

Etsumi Haruki, nato nel 1947 a Osaka, si è laureato nell’università d’arte Tama di Tokyo e debutta nel 1978 con la sua opera Sei – Tora Button Ondo nella rivista Heibon Punch Oh!. Nello stesso anno pubblica Jarinko Chie (La monella Chie) nella rivista Weekly Manga Action. Il manga viene trasposto in Anime e nel 1980 vince il 26esimo Shogakukan Manga Award.
Il manga verrà serializzato per circa 20 anni. Ora è completo in patria, con 67 volumi.
L’anime, Chie the Brat in inglese (sempre Jarinko Chie in giapponese), è del 1981, serializzato fino al 1983, con 63 episodi. Esiste anche un film anime, dello stesso anno (1981), sempre dal titolo Chie the Brat.

In Italia, pubblicato dalla Toshokan, sono per ora usciti due volumi, ma vi parlerò solo delle premesse del primo.

Questo è un manga (contrariamente a quanto scritto nell’introduzione, all’inizio del volume) ed è un lasciapassare per un mondo appartenente ormai al passato, che riecheggia tra le sue pagine. Siamo nel Giappone del 1970, a Osaka, dove una bambina di nome Chie deve andare a scuola ma anche occuparsi del negozio di famiglia, che cucina frattaglie, per campare. Il padre è uno scansafatiche, che fa a botte e combina solo guai.
Chie ha un bel temperamento è riesce a tener testa a tutti, ma si vergogna molto del padre. Infatti con lui non parla mai della sua vita scolastica.
Per lo più Chie si vede di nascosto con la madre, per non destare la gelosia del padre. In ogni occasione in cui incontra la madre, la bambina si mette i suoi pochi abiti migliori. Lei cerca anche un modo per farli riappacificare, ma prima suo padre deve trovare un lavoro…

In questo primo volume assistiamo a molte avventure e disavventure diverse, che fanno divertire ma spesso un po’ a denti stretti.
Parlando del padre di Chie, Tetsu, lui non è una cattiva persona, ma è un disadattato che ha bisogno di essere aiutato e indirizzato, a causa soprattutto del suo temperamento, che Chie ha ereditato ma che riesce a gestire bene, difendendosi da alcuni bulletti che la prendono in giro e a volte persino dalla Yakuza, con cui suo padre si immischiato.

I disegni sono tipici degli anni 70 e li adoro, con espressioni a volte esagerati, minimali ma anche dettagliati quando è necessario. Hanno una loro identità, cosa che molti manga di adesso per me hanno perso.

Se amate in genere commedia, slice of life, con un sottofondo amaro, vi consiglio di recuperare questo manga. Io presto leggerò il secondo volume e ne parlerò sicuramente, magari in modo più dettagliato.

Spero che portino in Italia le trasposizioni animate.

Fran Ryougi (click per il mio blog personale)

40 pensieri riguardo “La monella Chie, vol. 1

    1. Nel mio caso non si tratta solo del minimale, perchè quando vuole sa avere diversi dettagli. Ma mi ha l’idea che abbia più personalità, che in molti manga di adesso si è un po’ persa.

      1. Non sono molto amante di fumetti e manga, ma qualche anno fa avevo provato ad approcciarmi a quest’ultimi. Mi sono sentita sopraffatta dall’enorme quantità di dettagli ed elementi presenti. Al massimo riesco a gestire le comic strips americane o inglesi, ma solo minimaliste, come I Peanuts o B.C.

  1. La Toshokan è un continuo attentato al portafogli, sta pubblicando molti fumetti di buon livello e diverse provenienze, per di più con una stampa impeccabile
    .
    La monella Chie mi attira molto, ho un debole per il tratto usato dagli autori giapponesi del passato, forse perché, avendo visto le serie animate degli anni ’70 quando ero bambino, mi piacciono le atmosfere che trasmettono certi paesaggi.
    Purtroppo, questo fumetto ha una caratteristica che per me è un problema: è una serie davvero lunga, mi darebbe problemi di spazio 😅
    Aspetterò di saperne di più da te 🙂

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