Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo, come al solito, siamo tornati a parlare di animazione e siamo rimasti in casa Pixar per parlare di un loro seguito, il quarto capitolo di una saga a cui sono molto legato ma che qui mostra dei problemi, Toy Story 4. Woody e gli altri giocattoli di Andy ora appartengono a Bonnie e la bambina gioca con loro e li tratta bene, anche se molto spesso lascia Woody in disparte, facendolo sentire inutile. Un giorno Bonnie deve andare all’orientamento d’asilo e, vendendo che è spaventata, Woody la segue a scuola e qui la bambina, con l’aiuto dello sceriffo, costruisce con degli scarti Forky, che diventerà il suo giocattolo preferito e Woody capisce quanto questo sarà importante per la bambina per affrontare l’asilo. Un giorno la famiglia di Bonnie va in vacanza con un camper e in questo viaggio Woody ritroverà Bo Peep. Questo film è tecnicamente stupendo, con una regia fatta molto bene e capace di creare sequenze curate e capaci di sfruttare al massimo la forza del 3D. I modelli sono stupendi così come lo è il design dei nuovi personaggi, le ambientazioni sono ricche di dettagli e la fotografia è piena di bellissimi tagli di luce e sfumature. I nuovi personaggi convincono molto nella loro caratterizzazione così come l’umorismo e la storia fino a un certo punto. Invece non ho riconosciuto i vecchi personaggi, troppo diversi nel comportamento da com’erano nei primi tre film ma soprattutto è i finale che delude, un vero e proprio tradimento agli insegnamenti precedenti. Alla fine è un film che consiglio, anche se non con lo stesso entusiasmo degli altri.
Torniamo ai film in live-action e anche questa volta introduciamo un regista che apprezzo molto e che meriterebbe di essere conosciuto di più.
Ecco a voi High Spirits – Fantasmi da legare (High Spirits), pellicola comica fantastica del 1988 scritta e diretta da Neil Jordan.

Trama:
Peter Plunkett (Peter O’Toole) è il proprietario di un antico castello in Irlanda, ereditato dopo la morte del padre, ma fa grande fatica a gestirlo con l’attività di albergatore, è pieno di debiti e se non ripaga tutto in tre settimane dovrà venderlo al signor Brogen. Così gli viene l’idea di rendere il castello un luogo infestato dai fantasmi attraverso vari tecniche teatrali per ingannare i turisti americani. I turisti arrivano ma il trucco viene svelato quasi subito e questi se ne vogliono andare subito, tra cui Sharon (Beverly D’Angelo) la figlia di Brogen venuta lì per creare problemi. Suo marito, Jack (Steve Guttenberg), si sente in colpa per la situazione del castello ma quella notte incontra veramente due fantasmi, Mary (Daryl Hannah) e Martin (Liam Neeson), rompendo per sbaglio la maledizione che gravava su di lei. Infatti ogni notte Mary viene uccisa da Martin ma Jack, mettendosi in mezzo, a posto fine a tutto ciò. E qui nascerà una storia d’amore tra Jack e Mary.
Neil Jordan è un regista veramente bravo che però in molti non conoscono e penso che l’unica sua opere nota sia Intervista con il vampiro, anche se per me rimarrà sempre nel cuore per film come In compagnia dei lupi e Byzantium. Sto di fatto che ho voluto introdurlo con un’opera poco conosciuta e che considero anche molto sottovalutata.

Iniziamo quindi con il lato tecnico che si dimostra fatto bene sotto tutti i punti di vista e che certamente riesce a risaltare grazie alla regia. Basti pensare solo all’inizio del film che si apre con una bellissima inquadratura sul lago di notte e sullo sfondo si vede il castello Plunkett su una collina e circondato dalla vegetazione, un’immagine che sa essere evocativa e affascinante. Qui il regista userà varie tecniche con grande cura tra varie carrellate, campi medi e perfino piani sequenza, il tutto in questi primi minuti senza però che ciò rovini il ritmo. Infatti il film scorre bene, non ha mai dei punti morti e succedendo vari eventi interessanti ma anche così il film non sarà mai frenetico. Il ritmo è costante e ben equilibrato e sa destreggiarsi molto bene tra i vari momenti comici e anche con quelli più drammatici e romantici.
Tutto ciò viene gestito bene dalla regia che sa muoversi molto bene ed è capace di creare sequenze slapstick ottime (come ad esempio l’arrivo dei turisti all’hotel) con un bel montaggio e con alcune idee simpatiche. In tutto ciò un altro elemento a convincere è l’ambientazione, in particolar modo gli interni di questo bellissimo castello che risulta grande e imponente ma allo stesso tempo riesce a dare quella sensazione di decadenza e di incuria che diventerà maggiore quando Peter deciderà di renderlo un luogo infestato. Anche la fotografia funziona bene dato che in certi momenti avrà dei tagli di luce gotici e in altri, soprattutto quando Jack e Mary saranno insieme, in cui ci sarà una luce più forte che rende le scene quasi idilliache. In generale il lato tecnico funziona molto bene e lo stesso vale per la storia.

Una cosa da sottolineare è l’umorismo del film che, almeno dal mio punto di vista, funziona benissimo. Infatti qui passeremo da un tipo di umorismo slapstick con in vari personaggi protagonisti di situazioni assurde che continueranno a crescere sempre di più (senza però oltrepassare un certo limite), fino a un tipo di commedia più cattiva, un black humor che si può vedere anche all’inizio quando Peter è sul punto di impiccarsi, una scena macabra ma che risulta molto divertente e simpatica e questo non sarà certamente l’unico momento. Le varie situazioni sono interessanti, passando dai dipendenti del castello che fanno di tutto per fare credere ai turisti dell’esistenza dei fantasmi fino all’arrivo dei veri fantasmi e qui avremo delle belle idee come ad esempio lo spettacolo teatrale con le figure di cartone. Le idee non mancano affatto, certo di tanto in tanto troveremo qualche battuta un po’ più banale e infantile, ma di solito anche qui riusciremo a sorridere (specialmente una battuta pronunciata da Jack in riva al lago che mi fa sempre ridere). La commedia funziona ma un elemento che mi ha sorpreso e che funziona è qualche momento agrodolce tra Jack e Mary, due personaggi molto dolci alla ricerca del vero amore ma intrappolati in una situazione difficile per loro.
Per concludere, High Spirits – Fantasmi da legare non è certamente un capolavoro, ma a mio avviso è un film molto sottovalutato, un film che mostra un lato tecnico curato e fatto bene, con un’ottima regia, un bel ritmo e un’ambientazione convincente. Anche la storia e i personaggi convincono, con momenti vari e pieni di idee e anche una storia d’amore niente male. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Non lo conoscevo affatto, sembra carinissimo! La trama mi ricorda un po’ Il Fantasma di Canterville di Oscar Wilde, sono sicura che mi piacerebbe!
E’ un film davvero piacevole e simpatico. Non è certamente un capolavoro ma a mio avviso si difende bene e ha delle belle idee.
L’ho visto tantissimo tempo fa e lo ricordo poco, ma ricordo che mi era piaciuto. Poi Peter o’Toole mi è sempre piaciuto tantissimo.
Anche a me. E’ un film da rivedere perché a mio avviso ha delle belle idee ed è molto sottovalutato.
Io ad esempio l’avevo dimenticato prima di leggere la tua recensione.
Se mai dovessi rivederlo fammi sapere che cosa ne pensi!
Sicuramente.