Toy Story 4

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di film in live-action e abbiamo anche introdotto qui un regista veramente bravo come Ti West attraverso una pellicola davvero interessante e che onora un certo tipo di cinema, The House of the Devil. Samantha è una studentesse universitaria che vuole cambiare appartamento  dato che la sua compagna di stanza le causa problemi. Riesce a trovarne uno ma è costoso e lei non sa dove trovare in poco tempo i soldi. Tutto cambia quando trova un annuncio per fare la babysitter e lei si presenta a casa del richiedente. L’uomo che l’ha contattata le rivela che in realtà dovrà badare a una vecchia e per convincerla le dà in anticipo una grande quantità di soldi. Così Samantha rimane lì ma le cose si faranno molto inquietanti. La storia è molto semplice e lineare ma presenta vari elementi anni ’70-’80 come lo slasher, la casa infestata e altri idee molto interessanti. Quello che però convince è proprio lo stile che riprende perfettamente quello degli anni ’70, usando perfino la tecnologia di allora come una 16mm e dando all’insieme un aspetto retro. Le ambientazioni sono ottime così come è stupenda la fotografia. Inoltre il film è una lunga e costante costruzione della tensione che esploderà nel finale. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo dunque nel mondo dell’animazione e torniamo di nuovo dalla Pixar per parlare del quarto capitolo di una saga che amo profondamente.
Ecco a voi Toy Story 4, pellicola animata del 2019 scritta da Andrew Stanton e Stephany Folson e diretta da Josh Cooley.

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Trama:
Il film inizia 9 anni prima con Woody (Tom Hanks) e gli altri giocattoli che tentano di salvare RC, riuscendoci. Poco dopo però Bo Peep (Annie Potts) viene venduta a un’altra persona e Woody è costretto a lasciarla andare. Passano gli anni e ora Woody e i giocattoli di Andy appartengono alla piccola Bonnie Anderson (Madeleine McGraw) che tratta tutti quanti bene anche se Woody viene spesso lasciarlo da parte, sentendosi così inutile. Un giorno Bonnie deve andare all’orientamento dell’asilo ma è agitata e spaventata e Woody decide di andare con lei anche se all’asilo è vietato portare i giocattoli. Bonnie qui si sente sola e, con l’aiuto di Woody, crea Forky (Tony Hale), un giocattolo fatto con una forchetta di plastica e altri scarti e Bonnie torna felice. Con grande sorpresa di Woody, Forky prende vita e lo sceriffo capisce quanto quel giocattolo sia importante per la bambina per affrontare l’asilo e gli impedirà di finire nella spazzatura, visto che è quello che Forky si sente. Tutto cambierà quando Bonnie e i suoi genitori partiranno con il camper per andare in vacanza e Woody incontrerà vecchie e nuove conoscenze.

Diciamo che l’idea di un nuovo capitolo non mi aveva mai convinto. Penso che Toy Story 3 fosse il finale perfetto per questa storia e continuo a pensarla così ancora oggi. Questo perché il quarto capitolo non è male, ha tanti pregi che vanno sottolineati ma anche dei difetti su cui non posso sorvolare.

In realtà l’idea di un possibile seguito arrivò poco dopo l’uscita di Toy Story 3 e l’idea fu proprio di John Lasseter, il creatore di Toy Story e il fondatore della Pixar, che iniziò a scrivere il soggetto insieme ad Andrew Stanton, a cui si unirono anche Pete Docter e Lee Unkrich. Come sceneggiatori vennero invece scelti Rashida Jones e Will McCormack. Secondo quanto diceva Lasseter, il tutto era stato ideato per pura passione e il progetto venne tenuto nascosto per diverso tempo perfino a Edwin Catmull e al suo successore Jim Morris, i presidenti di allora della Pixar. Nel 2015 iniziarono a uscire le prime informazioni che parlavano del film come di una commedia romantica, una storia d’amore tra Woody e Be Poop, con Woody e Buzz che decidono di cercarla e riportarla indietro. Tra le cose interessanti c’era l’intenzione di non realizzare questo film come un continuo del terzo e in generale di separarlo dalla trilogia originale (uno spin-off forse? Non hanno mai specificato bene la cosa) e inoltre doveva essere Lasseter stesso il regista, con John Cooley come co-regista. Poi nel 2017 Lasseter abbandona la regia (immagino per gli scandali sulla sua pessima condotta con i dipendenti) e in seguito anche gli sceneggiatori Jones e McCormack lasciarono il progetto per divergenze di dee e viene assunta Stephany Folsom che scartò ben tre quarti della sceneggiatura originale (e ammetto che avrei voluto sapere alcune delle idee iniziali, anche se avevo letto qualcosa riguardante il presunto script originale e, se è vero, diciamo che la sceneggiatura non mi convinceva del tutto).

Parlando del lato tecnico, il film convince perfettamente sia per quanto riguarda l’uso del 3D sia per quanto riguarda la regia. Fin dai primissimi minuti il film sa stupire con il salvataggio di RC, rimasto fuori durante un temporale, e qui rimaniamo sorpresi per la cura messa nel realizzare la pioggia e l’acqua, i dettagli inerenti i piccoli detriti (come foglie e rametti) e soprattutto l’effetto bagnato sui giocatoli e come è reso bene attraverso l’illuminazione. Tutti questi elementi inoltre sono valorizzati da una regia ottima, capace di gestire molto bene i tempi e di creare anche delle sequenze molto belle dove sfrutta la profondità di campo. Basti pensare alle sequenze successive in cui vediamo vari momenti che Woody e gli altri giocattoli passano con Andy fino ad arrivare a Bonnie, una sequenza in realtà molto complessa con la telecamera che segue perfettamente i movimenti dei personaggi e delle transizioni ben studiate e fluide. La regia si dimostrerà molto ispirata in varie sequenze e nelle scene d’azione sarà capace di creare sequenze movimentate e dinamiche che metteranno in mostro un 3D stupendo, ma di dimostrerà anche ottima in sequenze più calme e riflessive. Il ritmo funziona benissimo e non annoia mai, funzionando bene sia nelle scene d’azione sia in quelle comiche (e quest’ultime saranno molte), intrattenendo lo spettatore.

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Le ambientazioni sono stupende, anche in questo caso luoghi di tutti i giorni che attraverso gli occhi dei giocattoli acquisiscono una prospettiva del tutto nuova e certamente il luna park sa colpire alla grande, anche se ho preferito di più il negozio di antiquariato, ricco di elementi, oggetti e anche di bellissimi tagli di luce. La fotografia sarà curata, ricca di sfumature, ma soprattutto sarà il character design a convincere. Tralasciando il fatto che anche qui i modelli dei personaggi che conosciamo è migliorato, i nuovi personaggi sanno convincere e rimangono impressi, personaggi ispirati ovviamente a giocattoli esistenti e ricchi di bellissimi dettagli come il tessuto dei loro vestiti e altre piccole minuzie che rendere la Pixar incredibile. In generale il lato tecnico di questo film è eccellente, ma il vero problema a mio avviso riguarda la sceneggiatura.

In questo caso vorrei cominciare con i lati positivi come ad esempio i nuovi personaggi. Diciamo che mi sono piaciuti quasi tutti e li ho trovati ben caratterizzati a partire da Bunny (Jordan Peele) e Ducky (Keegan-Michael Key) due peluche, un coniglio e una papera, che sono sempre attaccati (letteralmente) e come duo comico funzionano alla grande, c’è una grande sintonia tra i due e riescono a divertire (la sequenza in cui immaginano i piani per prendere le chiavi è esilarante, con un’atmosfera horror stile anni ’80). Li ho apprezzati molto così come molti altri tra cui l’antagonista, Gabby Gabby (Christine Hendricks). Lei è ossessionata dal voler essere presa da una bambina, una in particolare, ma non può per un difetto di fabbrica. Quello che ho trovato interessante di lei è che al contrario di villain come Lotso con Gabby si può ragionare e discutere, ma il desiderio di appartenere a una bambina è talmente forte che le farà fare scelte estreme. Forse l’unico dei nuovi che non ho apprezzato molto è Forky ma più per quel che rappresenta che per il personaggio in sé, ma ci torneremo presto. Molte battute convincono, molti personaggi sono simpatici e la storia per buona parte del tempo procede bene, ma è qui che arrivano i problemi. Uno dei problemi maggiori per me è che non ho quasi riconosciuto i vecchi personaggi.

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La loro caratterizzazione era completamente diversa da quello che abbiamo visto in precedenza, in special modo Buzz (Tim Allen), qui ridotto a macchietta comica con le sue gag sulla voce interiore (praticamente le voci registrate nei suoi pulsanti che scambia per la sua coscienza) e onestamente non capisco perché in questo capitolo sia così sciocco e infantile quando nei capitoli precedenti era molto più maturo e riflessivo. Tra l’altro anche Woody è diverso dal solito, ma la nuova situazione in cui si trovava, una situazione a cui non è abituato e dove lui non è il giocattolo preferito, era un concetto interessante ma non mi ha convinto del tutto l’importanza data a Forky. Sì, lui è importante per Bonnie perché non l’ha fatta sentire sola all’asilo, ma è veramente qualcosa che può creare un bambino piccolo e che verrà dimenticato dopo poco tempo. Diciamo che per quel che rappresenta gli hanno dato troppo peso. In tutto ciò però quello che ha veramente deluso, quello che ha sconvolto soprattutto i fan di vecchia data come me è la scelta finale di Woody. Toy Story 4 è un film recente ma in generale non faccio mai spoiler neanche di film molto vecchi e di certo non ho intenzione di iniziare qui. A ogni modo la decisione finale di Woody è per me un tradimento enorme a tutto quello che sono stati i tre capitoli precedenti di Toy Story e in particolar modo al finale del terzo. Penso che la parola tradimento sia perfetta per descrivere quel momento e non lo dico in maniera emotiva, ma attraverso una riflessione a mente fredda. E secondo me la cosa rovina molto questo film, un film che non è affatto male e che anzi mostra delle bellissime idee.

Per concludere, Toy Story 4 è un film tecnicamente stupendo, con una regia fatto molto bene, un character design convincente e delle ottime sequenze. I nuovi personaggi convincono molto ma il problema riguarda quelli vecchi e il finale che tradisce i precedenti Toy Story. Nonostante tutto è un film che consiglio, non è una tragedia e non è affatto un brutto film, anche se non lo faccio con lo stesso entusiasmo dei precedenti.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

22 pensieri riguardo “Toy Story 4

          1. L’ho letto e mi sono ricordata che l’avevo visto, in televisione, come il secondo capitolo, ma l’avevo visto! Hai ragione: è bellissimo e meritava di essere la conclusione della storia.

                1. I capitoli precedenti hanno dimostrato il contrario, proprio perché c’erano i creatori originali che avevano qualcosa da dire in linea con la storia originale. Fare ottimi seguiti si possono fare assolutamente, ma in questo caos mancavano gli artisti originali.

                    1. Il punto è che fino ad allora la Pixar ci aveva abituato molto bene visto che sfornava dei film incredibili ogni volta. Poi quando la Disney l’acquisì le cose andarono peggio a livello qualitativo.

  1. Avrai capito che perlopiù sono molto scettico sulla disney e sulla pixar cintemporanee.
    E Forky estremizza l’ambiguità del worldbuilding: se tratto come giocattolo un’accetta, questa prende vita? MAH.

    1. In realtà quel concetto ci poteva anche stare visto che Forky è comunque una creazione di Bonnie che lo considera un giocattolo. Il problema però è altro. Come ad esempio il fatto che Woody arrivi a sentirsi in quel modo per via di Forky. Anch’io da piccolo ho avuto “giocattoli” creati da me, ma duravano qualche giorno e basta. Qui viene dato tanto peso a Forky. E poi il finale è il vero problema, un finale che tradisce tutto quello che era stato Toy Story fino a quel momento.

    1. Ottimo! Quando vedrai il terzo capitolo sarà un’esperienza unica. Quella era la conclusione perfetta per Toy Story e ti consiglio caldamente di recuperarlo. Uno dei film più belli della Pixar in assoluto.

  2. I love this one, particularly the little fork who thinks is a toy like others are. It made me think of our consumer society and reconsider what is trash and what is not.
    Thanx for tout review that brings me back to this moving movie.

    1. Oh! This was a beautiful interpretation of Forky honestly. I must be honest, I never thought of it that way. Still I have some contrast with this movie, especially for the fact that in the end, with Woody’s choice to leave, it basically betrays everything Toy Story taught. An din general the old characters were really different in personality.

  3. Anche secondo me il terzo è la degna conclusione di un’epopea giocattolosa, niente da aggiungere. Il quarto ha una sua dignità, va dato onore a Disney\Pixar di alzare il livello a ogni cambio generazionale (di hardware e software) e anche senza i suoi maestri storici (mi sconcerta sempre quante persone abusino della posizione predominante per infastidire quando non molestare i dipendenti) però … però… Però secondo me siamo qui alla svolta, quando l’intrattenimento supera l’arte e si sa, l’arte insegna, l’intrattenimento lucra (non è mia, ma di Gene Youngblood… roba di 60 anni fa, pensa te.

    Va dato onore ai fondatori di Pixar (e anche un po’ a Lucas) per avere costruito questa corazzata dedita all’animazione.

    ok, off topic.

    1. Il terzo rimane ancora la degna conclusione. Questo quarto capitolo era tecnicamente incredibile, sul lato tecnico non ho niente da dire se non dei grossi complimenti perché hanno fatto un lavoro eccelso, ma è proprio la storia che mostra un tradimento nei confronti dei primi tre capitoli, un tradimento che sento con molta forza (anche se non sarà mai infame come quello presente nel remake live-action di Lilo & Stitch. In quel caso mi sono proprio arrabbiato).

  4. Io non sentivo proprio l’esigenza di un nuovo, il terzo era una chiusura stupenda, qui alcuni personaggi come woody e buzz fanno passi indietro nella caratterizzazione, la trama mi sembra molto forzata. Dovevano lasciare il finale del terzo.

    1. Concordo assolutamente. Il terzo era la conclusione perfetta e questo quarto si è dimostrato un tradimento verso tutto quello che Toy Story ci aveva mostrato nei primi tre capitoli. C’erano delle cose buone e non è un film brutto. Però non ho apprezzato il finale e come sono stati trattati i personaggi vecchi.

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