Il mostro della cripta

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di animazione e lo abbiamo fatto non con la Disney ma con un piccolo e interessante film francese, Un gatto a Parigi. Una storia di un ladro di gioielli e di una famiglia con una bambina che ha smesso di parlare dopo la morte del padre e con una madre impegnata nel catturare il criminale che ha ucciso il marito. Due storie che si uniranno proprio grazie a un gatto. Un film che scorre benissimo e con dei personaggi carismatici, un’opera che riesce a stupire grazie al lato tecnico, specialmente nel character design completamente originale ispirato alle opere di Modigliani e dai colori accesi pieni di vita. Un’opera che cita anche grande film del cinema come Quei bravi ragazzi di Scorsese e lo fa con gusto e intelligenza. Un film unico con una forte personalità che vi farà divertire parecchio e che difficilmente dimenticherete.
Dopo l’animazione torniamo a parlare di film in live-action e questa volta torniamo in Italia. Avrò ripetuto questa cosa un centinaio di volte sul blog, e in realtà mi dispiace ripeterlo, ma il cinema italiano ha ancora molto da dare, contrariamente a quanto pensano ancora in molti. Per anni siamo stati abituati a un pessimo tipo di cinema che veniva tremendamente pubblicizzati e occupava numerose sale, impedendo ad altre opere, sempre italiane, più belle e degne di essere visti sul grande schermo, di avere successo. Penso che sia anche questo uno dei motivi per cui il cinema italiano è così poco rispettato dagli italiani stessi, ma ci sono degli artisti in quel campo che stanno facendo del proprio meglio per creare qualcosa di unico. L’anno scorso per esempio è stato un anno pieno di ottimi film italiani: Freaks Out, Diabolik dei Manetti Bros (che devo ancora recensire), They Talk, Shadows, Letto n° 6 e molti altri. Sono tutti film che escono dagli schemi del cinema italiano attuale e provano a portare qualcosa di nuovo oppure di riportare in auge il cinema di genere, un tipo di cinema in cui noi italiani eravamo molto bravi. Tra queste c’era proprio un film che attendevo molto di un regista che abbiamo già trattato in passato.
Ecco a voi Il mostro della cripta, pellicola horror comica del 2021 scritta dai Manetti Bros., Paolo Logli, Alessandro Pondi e Cristiano Ciccotti e diretta da Daniele Misischia.

Trama:
All’osservatorio di Roma uno scienziato avvista qualcosa di strano nello spazio, ma viene ucciso da un misterioso assassino prima che possa diffondere la notizia. Dopo questo evento ci spostiamo nel paesino di Bobbio, dove vive Giò Spada (Tobia De Angelis). Lui è un grande appassionato di cinema dell’orrore e, annoiandosi a morte in quel borgo, ha iniziato a dirigere un horror amatoriale insieme ai suoi amici: Alberino (Nicola Branchini), Christian (Ludovico Girardello) e Milva (Eleonora Branchini). Giò cerca anche di far partecipare Vanessa (Amanda Campana), la ragazza che ama, con risultati alquanto deludenti. Inoltre lui è un fan del fumetto Squadra 666, realizzato da Diego Busivirici (Pasquale Petrolo). Leggendo l’ultimo volume, Il mostro della cripta, Giò nota delle incredibili somiglianze con Bobbio e certi eventi sono molto simili. Tutto cambia quando un’amica di Vanessa viene uccisa in modo analogo al fumetto e allora Giò andrà da Diego  per cercare risposte a questo mistero, legato in qualche modo ai Valmont, una strana famiglia del posto.

Avevamo già parlato di Misischia anni fa con il suo primo lungometraggio, The End? – L’inferno fuori, una pellicola horror sugli infetti ambientato per il 90% del tempo dentro un ascensore che mi aveva divertito molto e che ho avuto la fortuna di vedere al cinema. Mi rattrista non aver potuto vedere Il mostro della cripta in sala, anche perché la distribuzione è stata limitata e ovviamente non è arrivato dalle mie parti. Peccato.

Parlando del film, ci sono vari elementi da tenere in considerazione, primo fra tutti il periodo in cui tutto è ambientato ovvero gli anni ’80. Ormai parlare di quegli anni ricchi a livello cinematografico è diventato quasi una moda, ci sono tante pellicole che adottano questa strategia e che usano l’effetto nostalgia per attirare le persone, delle volte senza neanche impegnarsi per creare qualcosa di veramente interessante. Il mostro della cripta non fa questo errore.
Ovviamente il film fa diverse citazioni a un cinema horror di fine anni ’70 e degli anni ’80 anche attraverso il protagonista, grande appassionato del genere. Nella sua camera vediamo moltissimi poster che ci mostrano le pellicole horror del periodo e anche certe scene del film fanno dei riferimenti a questo tipo di horror (la citazione a Shining mi fa morire dal ridere), ma Il mostro della cripta non si limita solo a questo. Ci sono anche citazioni e messe in scena molto più sottili e intelligenti che mostrano una grande conoscenza del genere e spaziano dal grande Joe Dante fino ad arrivare a registi nostrani come Fulci e Bava.

Un altro enorme pregio del film è che non si limita a citare e onorare queste opere del passato ma, prendendo spunto da diverse pellicole dell’orrore, riesce a creare una storia originale sia nella messa in scena che nella narrazione. Infatti questa storia ha delle evoluzioni molto interessanti e fuori di testa, che la rendono davvero gradevole e divertente, inoltre sul finale riesce a sorprendere, ma purtroppo non posso approfondire più di tanto per evitare spoiler.

A livello tecnico possiamo in parte notare che è una pellicola costata veramente poco, ma possiamo anche notare un enorme impegno e soprattutto tanta passione. Si vede una buona costruzione della messa in scena e il regista prova più volte a creare inquadrature e sequenze davvero interessanti, come in certi casi le ottime riprese sbilenche. Anche il ritmo è tra gli elementi ottimi di quest’opera, visto che riesce in molte occasioni a essere costante sia nelle scene d’azioni che nelle scene comiche, non annoiando mai, e alcune transizioni mi sono piaciute molto per la fluidità con cui fanno continuare o cambiare una scena.

Parlando degli elementi comici, ho apprezzato le divertenti citazioni ai vari horror del passato ma soprattutto ho apprezzato le interazioni dei vari personaggi, ragazzi e persone normali che si ritrovano catapultati in una situazione folle e assurdo e cercano, a modo loro, di uscirne. Il protagonista è divertente e simpatico ma il personaggio che riesce a strappare più risate è sicuramente quello di Diego. Un fumettista cinico, con la battuta sempre pronta che riesce a convincere anche grazie all’interpretazione di Pasquale Petrolo, che in molti conoscono come Lillo. Lillo mi è sempre piaciuto come comico, soprattutto perché ha sempre dimostrato di avere dei tempi comici veramente azzeccati, che rendono la battuta e la situazione ancor più spassosa.

Anche l’elemento horror fa la sua porca figura. Ci sono diversi momenti splatter in cui il sangue non mancherà per niente ma anche degli elementi gore ben realizzati, con budella di fuori, teste che esplodono, arti mozzati e così via. Su questo punto il film non ci va leggero (e di questo ne sono molto contento) e inoltre gli effetti risultano molto convincenti anche grazie alla presenza di Sergio Stivaletti che, con gli effetti artigianali, è sempre stato un maestro.

Purtroppo il film non è esente da difetti che, a mio avviso, sono principalmente due: la lunghezza e la recitazione. Nel primo caso ammetto che, per quello che ci mostra, un’ora e cinquanta minuti di pellicola sono troppi e l’opera avrebbe giovato decisamente di più con una ventina di minuti in meno. Inoltre alcuni attori recitano in maniera abbastanza pessima e, se li mettiamo a confronto con Lillo o anche solo con De Angelis, la differenza è molto netta.

Per concludere, Il mostro della cripta è un film che ha i suoi difetti ma che riesce a intrattenere e divertire. Fin dalle prima inquadrature possiamo vedere tutto l’impegno e la passione messa in questo progetto ed è anche per questo motivo che dimostra di avere una forte personalità e soprattutto un’anima. Un’opera che vi consiglio di vedere assolutamente.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

20 pensieri riguardo “Il mostro della cripta

  1. Ecco, questo film me lo vedrò sicuramente, visto che è già uscito in DVD/bluraydisc. Ho già per le mani un altro film, ancora da vedere: “They talk”, produzione italiana.
    Lillo, l’attore, l’ho seguito dagli albori, quando lavorava con Greg e il gruppo Latte e i suoi derivati. Mi ha sempre divertito.
    Grazie per la recensione, sempre completa e semplice.

    1. Grazie mille per il tuo commento! Questo film è sicuramente pieno di imperfezioni, ma ha tanta energia e passione e inoltre ha dei momenti davvero folli e simpatici. Sono questi i film che bisogna supportare.

  2. Grazie. Del cinema italiano potrei parlarne per ore, ma ne parlerei praticamente sempre male (salvo solo pochissimo). Ovviamente non ti scrivo un commento di settecento pagine, ma posso dirti che la cosa che mi ha dato più fastidio, da sempre, è l’estremo pressapochismo col quale vengono realizzati i film italiani. Poi la lista continuerebbe fino a domani. Ma la recensione e il tuo giudizio li ho apprezzati. Non so se guarderò questo film, ma se lo farò sarà grazie a te ^_^

    1. Posso capire il tuo pensiero. In realtà ci sono opere che sono molto più profonde e interessanti e attente a certi dettagli, purtroppo non vengono distribuite a dovere ed è sopravvissuto il concetto nel pubblico italiano che il nostro cinema sia scadente. Ci sono però opere molto valide anche oggi e, se si continua così, forse si potrebbe portare la nostra cinematografia verso la direzione giusta.

  3. Come al solito una bella e completa recensione e soprattutto sincera, sincerità che ti contradistingue sempre senza mai apparire di parte, bravo è questo che di te mi piace 👏👏👏

    1. Grazie mille! Cerco di fare del mio meglio nel parlare di tali opere, per dargli giustizia ed essere il più oggettivo possibile, ma senza dimenticare anche le emozioni e sensazioni che mi ha trasmesso. Quest’opera è piena di imperfezioni, ma è fatta davvero con grande passione e voglia di raccontare.

  4. Mi incuriosisce molto, specialmente dopo averti letto. Lillo mi sta molto simpatico, specie per il suo lavoro in radio, nei film di solito lo trovo un po’ troppo impostato… ma sarà una cosa mia!

    1. Qui diciamo che ha saputo divertirmi molto di più rispetto ad altre pellicole. È un film davvero simpatico, ha i suoi difetti ma almeno ci prova realmente a fare qualcosa di diverso dal solito.

        1. Ah, ok. Nessun problema. Ammetto che avevi suscitato molto la mia curiosità. Lillo è sempre stato un ottimo comico che è riuscito a parlare di certe problematiche del nostro paese in maniera intelligente. A livello cinematografico ha alti e bassi, ma è un artista che apprezzo.

  5. Pensavo di essere l’unica persona ad aver visto questo film! Me lo hanno proposto tempo fa… Beh, devo dire che hai perfettamente ragione. La recitazione veramente per certi versi terribile. Un film che ritengo un po’ strambo, ma sì: si vede che hanno messo amore!

    1. Sono felice di trovare altri che l’hanno visto! Ammetto che forse non è per tutti, anche perché va a toccare un cinema di genere che andava molto forte negli anni 60, 70 e 80 ma che nel corso degli anni è andato quasi a scomparire. Però lo apprezzo molto e sono felice che sia stato prodotto.

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