La canzone di Achille – Madeline Miller

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo parlato ancora una volta di horror e l’abbiamo fatto con Man in the Dark, diretto da Fede Alvarez. Una pellicola che aveva un’idea di base molto interessante ossia che il cattivo fosse cieco e utilizzava questa sua condizione per creare delle scene interessanti in cui il buio e i suoni erano fondamentali. Una pellicola che funziona in primis proprio per la regia e la messa in scena. L’ambientazione della casa è ottima e ricca di stanze diverse dove poter creare delle sequenze di tensione e azione affascinanti. Una fotografia che riesce a sottolineare ancor di più la tensione e cupezza della storia e un cattivo che solo per la sua presenza saprà mettere paura. Da vedere.
Inoltre consiglio a tutti di recuperare i due articoli pubblicati da Shiki: Anna, un racconto meraviglioso scritto da lei e poi Sky – Children of Light, un gioco davvero molto interessante e sorprendente sotto molti punti di vista. 
Dopo Man in the Dark avevo intenzione di parlare di un altro horror. Ne avevo in mente uno perfetto, diverso dagli altri tre, che aveva perfino una tematica veramente importante e attuale, ma ho deciso di rimandare quella recensione. Questo perché volevo parlare di qualcos’altro, differenziare gli argomenti di cui tratto. Quindi cosa fare? Cambiare genere? Non proprio. Ho deciso di passare dal cinema alla letteratura. Ormai è da molto che non parlo più di libri e l’ultima volta che l’ho fatto è stato con Oggetti in Terapia. Negli ultimi tempi sto leggendo molti libri e fumetti (finalmente, aggiungerei, visto che c’è stato un periodo in cui stavo leggendo davvero poco). E tra le varie letture ci sono opere dedicate all’antica Grecia e alla mitologia greca. Ne sono stato sempre affascinato e non penso che mi annoierà mai. Tra questi libri ce n’è uno che ho molto apprezzato per una scelta coraggiosa che è stata fatta, per come ha deciso di approfondire un certo personaggio e per il suo forte valore emotivo.
Ecco a voi La canzone di Achille (The Song of Achilles), romanzo del 2011 scritto da Madeline Miller.

La-canzone-di-achille-the-song-of-achilles-madelline-miller

Trama:
Il protagonista della storia è Patroclo, figlio del re Menezio. Patroclo è un ragazzino gentile e sensibile e viene mal visto dal padre, che lo considera un fallimento e non una persona degna di diventare re.
Durante un litigio con un ragazzo nobile più grande di lui, Patroclo lo uccide involontariamente e per questo motivo viene esiliato e spedito a Ftia dal re Peleo, famoso per accogliere chiunque abbia bisogno di riparo. Qui Patroclo incontra altri principi esiliati come lui, ma non riesce a fare amicizia con nessuno, almeno fino a quando non incontra Achille, figlio di Peleo e della dea Teti. Lui è destinato a diventare il semi-dio più forte e conosciuto di tutta la storia, l’aristos achaion, il migliore di tutti i greci. Inizialmente Patroclo astio per Achille, ma rimarrà sorpreso quando proprio il Pelide si interesserà a lui e lo vorrà come suo amico fidato. I due passano molto tempo insieme e crescono insieme, fino a scoprire di amarsi profondamente. I due ormai sono legati e rimarranno insieme anche durante la guerra di Troia, luogo in cui l’oracolo ha predetto la morte del Pelide. La profezia si avvererà, non importa cosa facciano, e Patroclo vuole fare in modo che il suo amato viva il più a lungo possibile. 

Penso che sulla mitologia greca si siano dette veramente tante cose, specialmente per quanto riguarda Iliade e Odissea. Parlando proprio del primo poema di Omero, si è detto molto a riguardo, su Elena e Paride, sulla guerra, sulle battaglie, sugli eroi e su Achille stesso. Personaggi e punti di vista che abbiamo sempre visto e che conosciamo benissimo. Per questo ho trovato interessante la scelta di Miller di narrare questa storia attraverso gli occhi di Patroclo.
Tutti conosciamo questo personaggio, l’amante di Achille, la ragione per cui Achille torna a combattere dopo il furioso litigio con Agamennone, un nome conosciuto ma di cui non conosciamo tanto la storia. Quindi ho trovato davvero interessante vederlo come protagonista.

La cosa più affascinante è che il fulcro di tutta questa storia non sarà la guerra di Troia, Elena, le battaglie, gli eroi ma la figura di Achille. Noi siamo abituati a vedere questo eroe come il guerriero più forte di lui, colui capace di cambiare le sorti della guerra, il più grande combattente di tutti i tempi, bellissimo, infallibile e pieno di orgoglio. Una specie di eroe al di sopra degli uomini, nonostante la sua mortalità e nonostante anche lui commetta degli errori. In questi libro vediamo altro di lui, non solo questo, e una delle cose interessanti infatti è che Achille per buona parte della storia lo vedremo fuori dal contesto della guerra. Lo vediamo da piccolo nella sua casa a Ftia, che suona la lira e canta. Lo vediamo stare insieme a Patroclo e affezionarsi a lui. Lo vediamo da Chirone, il centauro buono che ha addestrato diversi eroi in passato, dove gli viene insegnato come muoversi nella natura e scopre la bellezza della libertà. Ed è proprio qui con Chirone che l’amore tra i due si concretizza, dove diventeranno un’unica cosa. In questa parte Achille viene descritto da Patroclo come una persona intelligente e onesta, a volte un po’ ingenuo, una persona che fa fatica a capire i sotterfugi degli altri o alcuni sentimenti negativi. 

In tutti il romanzo si darà grande peso al suo destino da eroe. Gli verranno date due scelte: vivere una vita lunga ma nella più completa oscurità con il corpo cadente e senza la sua divinità, oppure una vita breve ma piena di gloria, dove il suo nome verrà ricordato per sempre da tutti e si parlerà di lui come del più grande di tutti. Ed è qui che vediamo come Achille abbia paura di sparire, di essere dimenticato. Tutta la sua breve esistenza si basa su quello, sulla gloria, lui è nato solo per raggiungere quell’obiettivo e non può sopportare l’oblio. Tutto questo è in parte dovuto anche da sua madre, la dea Teti. 

Con Teti introduciamo i personaggi secondari, personaggi che saranno molto attivi nella vicenda e fedeli al mito. Teti è un personaggio ricorrente nell’opera. La madre di Achille, colei che lo consiglia e lo avverte dei pericoli. Una dea fredda, che vuole che il figlio diventi il migliore di tutti. Le sue ragioni sono molto forti, visto quello che gli dei le hanno fatto (in caso andate a leggere come fu concepito Achille). Un personaggio affascinante e anche ambiguo per certi versi, perché non si riesce a comprendere se voglia veramente bene a suo figlio o lo usi solamente per tornare nelle grazie delle altre divinità. Inoltre odierà a morte Patroclo, che condividerà come un ostacolo per suo figlio. 

Nella storia avremo modo di conoscere anche gli altri eroi e re che parteciperanno alla guerra. Odisseo sarà scaltro, intelligente, affabile, quasi divertente e il primo a capire la situazione. Diomede, un uomo pronto all’azione, un po’ volgare ma leale. Per non parlare di Agamennone, un uomo che è stato capace di unire tutte le polis della Grecia, ma pieno di orgoglio e talmente cieco di hubris (superbia, eccesso di orgoglio) che non vedrà quanto le sue azioni faranno del male ai greci (cosa che succederà anche con Achille). Il personaggio che però mi ha sorpreso di più è Briseide. Briseide è il bottino di guerra che Agamennone prende ad Achille per punirlo, rubandogli l’onore. Questo almeno nella storia originale. Qui invece è una donna con una forte personalità e caratterizzata molto bene, in maniera realistica, che viene salvata da Patroclo e Achille per impedire che subisca un triste destino nelle mani degli altri greci. Diventa un personaggio ricorrente nella seconda parte, anzi diventa una grande amica di Patroclo. 

I troiani invece vengono sempre visti da lontano da Patroclo, quindi non saranno approfonditi come i greci, eppure solo dai loro movimenti e dalle loro azioni potremo capire il loro comportamento Paride ad esempio viene definito vanitoso mentre Ettore, nonostante non abbia un dialogo con Patroclo, si mostra come un uomo pronto, serio, devoto, qualcuno pronto a combattere per il proprio popolo. 
E Patroclo? Patroclo è un personaggio non fatto per combattere. Da molti la sua sensibilità e bontà verrà scambiata per codardia, ma in più occasioni darà prova di grande animo e sarà un grande appoggio per Achille e gli altri. Ma non voglio dilungarmi di più su questa storia perché, anche se ormai è conosciuta, attraverso questa storia ci sono risvolti interessanti e dei personaggi che rimangono nel cuore. 

Per concludere, La canzone di Achille è una bellissima rivisitazione del mito greco ma soprattutto è un’ottima storia d’amore e io sono sempre felice di leggere storie d’amore sincere e non melense. Inoltre l’autrice è stata brava a parlare della tematica dell’omosessualità con naturalezza, visto che nell’antica Grecia era vista in questo modo (se leggete le poesie o anche solo i miti lo noterete subito), ma soprattutto apprezzo l’umanità che è stata data ad Achille. Un libro meraviglioso che vi consiglio di leggere.
Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

13 pensieri riguardo “La canzone di Achille – Madeline Miller

  1. Molto interessante la trama del librio e il risalto che tu vi dai con la recensione. Lo metto in lista nei regali di Natale, intasnto io come regali desidero soltanto libri!!! Buon pomeriggio 😉

  2. Ultimamente sto vedendo i libri della Miller ovunque, tanto che ho pensato anche di comprarli, ma un passaggio nella tua recensione mi ha messo sul chi vive: quando parli di Briseide dici che è un personaggio caratterizzato “in maniera realistica”. Ma in maniera realistica secondo quale metro di giudizio? L’Iliade è un poema epico e, in quanto tale, secondo me perde di forza (e di senso) a volerlo calare in una prospettiva più romanzesca (in senso stretto). Questo è quello che mi insospettisce di queste riletture.

    (Lo so che non è granché, un commento critico come mio primo segno di vita sul vostro blog :-).)

    1. Pensala in questo modo: Briseide è una ragazza straniera che viene presa come schiava dai micenei ma grazie a Patroclo evita di fare una brutta fine e di finire nella mani di qualcuno con scopi poco nobili. Lei si affeziona a Patroclo e Achille, impara la loro lingua, passa gli anni insieme a loro. Il tutto viene narrato con grande naturalezza e realismo. In realtà è fatto molto bene e non preoccuparti per la critica, può essere un ragionevole dubbio.

        1. Diciamo che comunque L’Iliade portava avanti dei modo di vivere e approcciarsi che gli antichi greci conoscevano bene, quindi penso che in realtà non sia un difetto ma, come hai giustamente sottolineato, prima bisogna leggere per togliersi il dubbio. Spero veramente che ti piaccia!

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