Oggetti in terapia – Giovanna Fileccia

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo continuato a parlare dei lungometraggi animati della Disney e lo abbiamo fatto con il settimo classico, I Tre Caballeros. Un film antologico con protagonista Paperino che aveva lo scopo di far conoscere agli statunitensi un’America Latina inedita, piena di cultura e tradizioni ma anche di modernità. Una pellicola che doveva riavvicinare i rapporti tra USA e Sud America. Un film molto interessante che doveva avere lo stesso scopo di Saludos Amigos, anche se in questo caso ci furono alcune differenze: I Tre Caballeros verso la seconda parte si perde completamente nelle varie situazione, dimenticandosi completamente del significato originale, ma mostrando scene folli e assurde che davano assoluta libertà all’animazione, creando immagini incredibili al pari degli elefanti rosa di Dumbo. Non è un capolavoro o un grande film, ma è divertente da guardare.

Dopo aver discusso di questa pellicola, passiamo a un argomento differente dal cinema: la letteratura. L’ultima volta che ho parlato di un libro è stato Il Segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati, uno dei miei scrittori italiani preferiti, come molti di voi sanno ormai. Quindi, dopo tanto tempo, mi sembrava giusto tornare a parlare di un’altra forma di arte che ho sempre amato. E anche questa volta parlerò di un libro italiano. Però ho deciso a dedicarmi a qualcosa di meno conosciuto e con un grande potenziale, un piccolo libro che ho scoperto qui su WordPress e che già dalla trama mi aveva incuriosito parecchio. Non credo che questa sarà una recensione lunga (il libro è molto breve, si può leggere in una giornata e soprattutto non voglio rivelare troppo), ma voglio comunque provare a descrivere al meglio ciò che vi ho lasciato. Quindi, senza perdere altro tempo, iniziamo con la recensione.
Ecco a voi Oggetti in Terapia, romanzo scritto da Giovanna Fileccia e pubblicato da Scatole Parlanti. Il blog dell’autrice è QUI.

Trama:
Durante un temporale, l’affermato psichiatra Armando Fieravalli ritrova a casa sua una vecchia agenda su cui aveva scritto delle storie interessanti. Questi racconti avevano come protagonisti degli oggetti che parlavano dei propri problemi legati ai loro proprietari. Lo psichiatra allora decide di mandare questi racconti a una casa editrice e, dopo questo evento, vediamo vari oggetti recarsi dallo psicoterapeuta Orologio a Pendolo che, grazie all’aiuto di Penna a Sfera, farà terapia di gruppo, cercando di aiutarli come può.

La trama è molto semplice, ma fin da subito si dimostra davvero interessante e ricca di spunti. Dopo il ritrovamento dell’agenda per un po’ di tempo la storia si concentrerà sui vari oggetti, sulle loro funzioni, sui loro problemi e sui loro proprietari. In questa terapia Orologio a Pendolo darà la parola a un oggetto alla volta, per quanto possibile, e cercherà di arrivare a una soluzione. Partiamo per esempio con il primo oggetto a prendere la parola, Scarpa Gioiello Destra, la quale si lamenterà di rompersi sempre perché la sua proprietaria tende a poggiare tutto il suo peso sul lato destro. Ci saranno molti altri interventi e quelli che più di tutti mi hanno colpito sono stati Carillon, Automobile, Telefonino (e insieme a lui Cerchietto) e per finire Lavagna. Tutti questi oggetti parleranno dei loro problemi, diversi gli uni dagli altri, mentre il tutto verrà trascritto da Penna a Sfera. E su questo punto arriva un elemento interessante del libro, ossia la narrazione. Specialmente in questa sezione avremo gli scambi di battute tra Orologio a Pendolo e i vari personaggi, ma avremo anche gli interventi di Penna a Sfera che, essendo la segretaria, prenderà appunti sulle varie sessioni, inserendo di tanto in tanto le proprie impressioni, e scrivendo tutto in prima persona. 

Andando avanti con la terapia e i vari racconti degli oggetti, ci rendiamo conto di quale sia il problema di tutti loro: i proprietari. Questo perché i proprietari non li terranno assolutamente in considerazione, anzi li tratteranno in maniera superficiale, lasciandoli malmessi o in luoghi che non apprezzano. Da qui viene fuori l’importanza di certi oggetti nella vita di tutti i giorni e di come sono fondamentali per tutti noi. Il tutto viene fatto in maniera davvero divertente e a volte utilizzando delle situazioni normali e di tutti i giorni ma con grande intelligenza. Il libro non parlerà solo di questo e a un certo punto arriverà la svolta, un punto in cui il mondo degli oggetti e quello di Fieravalli si incontreranno, portando un’evoluzione interessante, ma non voglio discutere oltre per non rivelare troppo. 

Un libro davvero molto affascinante che in più punti mi ha davvero sorpreso ma che soprattutto riesce a lasciare dei messaggi molto importanti, tra cui il rispetto verso gli oggetti e gli altri e come anche le nuove generazioni debbano essere educate a questi valori. Una lettura che mi ha sorpreso e che consiglio.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

 

[The Butcher]

11 pensieri riguardo “Oggetti in terapia – Giovanna Fileccia

    1. Buon giorno The Butcher, se non fossi l’autrice mi fionderei ad acquistarlo! Che bella recensione hai scritto: empatica e coinvolgente e interessante!
      Sono lietissima che ti sia piaciuto.
      Oggetti in terapia non è un libro per tutti: è particolare “diverso” e ti fa vedere le cose dall’altra parte dello specchio e chi, oggi, vuole fare questo? Chi oggi vuole approfondire, divergere, approfondirsi, vedersi oltre?
      Tu l’hai fatto e io ti ringrazio di cuore sia per quanto hai scritto, che per averlo consigliato.
      Un ringraziamento anche a chi ha già commentato e a chi commenterà, a chi l’ha già acquistato e a chi lo acquisterà.

      Mi piacerebbe ribbroggarlo nel mio blog. Posso?

  1. L’ha ripubblicato su GIOVANNA FILECCIA Io e il Tutto che mi attorniae ha commentato:
    Ribloggo un’altra bellissima recensione a OGGETTI in TERAPIA. Questa volta è a cura di The Butcher. Sono lietissima che gli sia piaciuto. Oggetti in terapia non è un libro per tutti: è particolare “diverso” e fa vedere le cose dall’altra parte dello specchio e chi, oggi, vuole fare questo? Chi oggi vuole approfondire, divergere, approfondirsi, vedersi oltre?
    The Butcher l’ha fatto e io lo ringrazio di cuore sia per quanto ha scritto, che per averlo consigliato.
    Un ringraziamento anche a chi ha già commentato e a chi commenterà, a chi l’ha già acquistato e a chi lo acquisterà.

    Oggetti in Terapia, romanzo scritto da Giovanna Fileccia e pubblicato da Scatole Parlanti.

    Trama:
    Durante un temporale, l’affermato psichiatra Armando Fieravalli ritrova a casa sua una vecchia agenda su cui aveva scritto delle storie interessanti. Questi racconti avevano come protagonisti degli oggetti che parlavano dei propri problemi legati ai loro proprietari. Lo psichiatra allora decide di mandare questi racconti a una casa editrice e, dopo questo evento, vediamo vari oggetti recarsi dallo psicoterapeuta Orologio a Pendolo che, grazie all’aiuto di Penna a Sfera, farà terapia di gruppo, cercando di aiutarli come può.

    La trama è molto semplice, ma fin da subito si dimostra davvero interessante e ricca di spunti. Dopo il ritrovamento dell’agenda per un po’ di tempo la storia si concentrerà sui vari oggetti, sulle loro funzioni, sui loro problemi e sui loro proprietari. In questa terapia Orologio a Pendolo darà la parola a un oggetto alla volta, per quanto possibile, e cercherà di arrivare a una soluzione. Partiamo per esempio con il primo oggetto a prendere la parola, Scarpa Gioiello Destra, la quale si lamenterà di rompersi sempre perché la sua proprietaria tende a poggiare tutto il suo peso sul lato destro. Ci saranno molti altri interventi e quelli che più di tutti mi hanno colpito sono stati Carillon, Automobile, Telefonino (e insieme a lui Cerchietto) e per finire Lavagna. Tutti questi oggetti parleranno dei loro problemi, diversi gli uni dagli altri, mentre il tutto verrà trascritto da Penna a Sfera. E su questo punto arriva un elemento interessante del libro, ossia la narrazione. Specialmente in questa sezione avremo gli scambi di battute tra Orologio a Pendolo e i vari personaggi, ma avremo anche gli interventi di Penna a Sfera che, essendo la segretaria, prenderà appunti sulle varie sessioni, inserendo di tanto in tanto le proprie impressioni, e scrivendo tutto in prima persona. 

    Andando avanti con la terapia e i vari racconti degli oggetti, ci rendiamo conto di quale sia il problema di tutti loro: i proprietari. Questo perché i proprietari non li terranno assolutamente in considerazione, anzi li tratteranno in maniera superficiale, lasciandoli malmessi o in luoghi che non apprezzano. Da qui viene fuori l’importanza di certi oggetti nella vita di tutti i giorni e di come sono fondamentali per tutti noi. Il tutto viene fatto in maniera davvero divertente e a volte utilizzando delle situazioni normali e di tutti i giorni ma con grande intelligenza. Il libro non parlerà solo di questo e a un certo punto arriverà la svolta, un punto in cui il mondo degli oggetti e quello di Fieravalli si incontreranno, portando un’evoluzione interessante, ma non voglio discutere oltre per non rivelare troppo. 

    Un libro davvero molto affascinante che in più punti mi ha davvero sorpreso ma che soprattutto riesce a lasciare dei messaggi molto importanti, tra cui il rispetto verso gli oggetti e gli altri e come anche le nuove generazioni debbano essere educate a questi valori. Una lettura che mi ha sorpreso e che consiglio.

    Spero che la recensione vi sia piaciuta.
    Alla prossima!

     

    [The Butcher]

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