Why Don’t You Just Die!

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Negli ultimi due articoli abbiamo discusso di due pellicole che hanno fatto parte della mia infanzia ossia Jumanji e Hook – Capitan Uncino, entrambi con protagonista Robin Williams e tutti e due sono film per famiglie fantasy molto interessanti. Jumanji, seppur con le sue imperfezioni e qualche effetto digitale invecchiato un po’ male, rimane comunque una pellicola veramente divertente mentre Hook è un’opera di Spielberg abbastanza sottovalutata sia dalla critica che dal regista stesso, ma che in realtà si dimostra molto fedele al personaggio di Peter Pan e che aggiunge degli argomenti cari a Spielberg e trattati a mio avviso con molta maturità. Quest’ultimo film soprattutto mi ha colpito parecchio e lo consiglio con piacere.
Dopo aver parlato per due articoli di film per famiglie, è arrivato il momento di buttarsi su qualcosa di più cattivo e meno adatto alle famiglie. Nell’ultimo periodo abbiamo discusso un po’ di tutto, dal giallo al thriller, dal fantascientifico al fantasy ecc…
Abbiamo variato i generi e questa cosa mi fa molto piacere, anche se c’è un genere che ancora non ho discusso come si deve ovvero la commedia. Come ho detto più volte, questo è per me uno dei generi cinematografici più difficili da portare su schermo ed è anche difficile parlarne e far capire allo spettatore perché quella commedia ha funzionato. In compenso è molto facile e divertente recensire cosa invece non andava. Di tanto in tanto ho parlato di qualche commedia divertente ma in questo caso vorrei portare sul blog qualche commedia cattiva, quel tipo di commedie che mostrano il lato oscuro dell’uomo, senza peli sulla lingua, ma capaci allo stesso tempo di farti ridere e intrattenere. Ecco, quel tipo di commedia, un tipo di comicità che trovo abbastanza difficile da realizzare anche nel film di cui parleremo. Però qui non sarà presente solo questo genere, ma anche altri due che renderanno l’opera ancor più interessante ossia il thriller e il grottesco. Da come avete potuto capire, sarà una pellicola curiosa sotto molti punti di vista. E per l’occasione torneremo a parlare di un film russo dopo tantissimo tempo (l’ultima volta è stata con il film di fantascienza Attraction che, seppur con diversi difetti, era molto interessante). Partendo con queste premesse, direi di fiondarci subito nella recensione e vedere di che tipo di film si tratta.
Ecco a voi Why Don’t You Just Die! (in italiano chiamato Muori papà…muori!, mentre il titolo originale è Papa, sdokhni; Папа, сдохни), un film del 2018 comico, thriller e grottesco, scritto e diretto da Kirill Sokolov.

Trama:
Il film si apre con Matvej (Aleksandr Kuznecov) che si trova davanti a un appartamento pronto a suonare il campanello e un martello pronto all’uso nascosto dietro la schiena. Dopo un attimo di indecisione, lui suona il campanello e dopo un po’ la porta si apre e conosciamo Andrej (Vitalij Chaev), un commissario di polizia. L’uomo domanda al ragazzo chi è e quest’ultimo dice di essere il ragazzo di sua figlia Olja (Evgenija Kregžde). Il commissario lo invita a entrare e Matvej si accorge che in casa è presente anche la moglie di Andrej, Taša (Elena Ševčenko). I due uomini si mettono a tavola e Andrej inizia a fare delle domande a Matvej, sulla relazione che ha con la figlia e anche domande abbastanza scomode. Il commissario si è accorto che c’è qualcosa che non va nel ragazzo e nota subito il martello che quest’ultimo ha provato a nascondere. La tensione tra i due cresce e alla fine inizia uno scontro durissimo tra loro, senza esclusione di colpi, e dopo un po’ Andrej riesce ad avere la meglio e ad ammanettare il ragazzo in bagno. Durante la zuffa sono volati dei soldi nascosti nell’appartamento e questa cosa ha mandato in agitazione Andrej. Il commissario allora torna da Matvej per farsi dire per qualche motivo l’abbia aggredito, se per vendetta o denaro. Il ragazzo non risponde e allora Andrej lo tortura trapanandogli la gamba. Alla fine Matvej confessa: Olja gli ha detto che il padre l’ha violentata quando era piccola e vuole vendicarsi di lui. Per questo Matvej si trova lì. Andrej è abbastanza confuso dalla notizia e nega tutto quanto, ma nonostante ciò questo commissario di polizia ha molti scheletri nell’armadio che inizieranno a uscire e che farà sprofondare la situazione fino a farla degenerare in maniera irreversibile.

Al contrario di quanto successo con Attraction, qui non so nulla di questo regista, Sokolov. Cercando in giro ho visto che ha diretto alcuni corti e che Why Don’t You Just Die! è il suo primo lungometraggio. Già dal trailer il film aveva attirato il mio interesse anche se temevo una cosa: nel filmato venivano mostrati queste due persone che si picchiavano a vicenda e in maniera assurda ed esagerata. Il pericolo era che in questo film i due continuassero a picchiarsi per un’ora e mezza, senza aggiungere niente alla storia.

E diciamo che all’inizio è così: dopo un po’ di tensione, i due saltano subito alle mani e devo ammettere che quella sequenza e quello scontro è realizzato benissimo. Il combattimento tra i due è volutamente esagerato, entrambi si picchiano ferocemente, sfondano i muri, sbattono la testa con violenza e si lanciano addosso tutti i tipi di oggetti possibili e inimmaginabili tra cui un televisore in pieno volto. Il tutto gestito con inquadrature rapide e inclinate, zoom usati al punto giusto e anche molto, molto sangue (infatti possiamo dire tranquillamente che questo è anche un film splatter). Tutto ciò però succede solo all’inizio. Quello che all’inizio sembrava un film di vendetta, si trasforma e cominciamo a capire molte cose della famiglia di Olja e di Olja stessa, ma partiamo con ordine.

Dopo lo scontro ci sarà la scena in cui Matvej cercherà di fuggire e quella in cui Andrej lo torturerà maciullandogli una gamba, una scena molto splatter ed esagerata, ma che comunque non fa impressione o orrore appunto perché così esagerata. Ed è proprio qui che la trama prende una piega diversa. Il commissario pensava che le motivazioni del ragazzo fossero altre, perché lui effettivamente non ha mai osato fare una cosa del genere alla figlia e bisogna scoprire adesso che cosa l’ha spinta a mentire. Ed è qui che l’attenzione della storia si sposterà da Matvej a questa famiglia, una famiglia che sembra avere veramente molti problemi e non è per nulla unita.
Andrej non ha violentato la figlia, ma si dimostra comunque una persona orrenda, meschina, violenta e corrotta. Lui lavora nella polizia e scopriamo quanto è corrotto e di come molte volte si sia intascato delle mazzette durante certi casi e nell’ultima occasione si è procurato una somma di rubli molto elevata. Il personaggio di Andrej è caratterizzato molto bene e capiamo molto della sua persona dal modo di comportarsi e da come si rivolge alle persone che gli stanno intorno. In questa situazione vediamo anche sua moglie Taša, una donna molto passiva, lenta, che sembra quasi sempre sotto gli effetti di antidepressivi, una donna distrutta molto probabilmente dalla vicinanza con il suo marito violento. Di Olja non ne voglio parlare perché di lei il film ne discuterà alla fine, ma in ogni caso si dimostra particolarmente caratterizzata e con delle sue forti motivazioni. Il film quindi sorprende lo spettatore, perché appunto mette in secondo piano la storia di vendetta e diventa una storia incentrata su una famiglia disfunzionale e sulla tematica della corruzione.

Il film sorprende molto per la storia ma riesce a stupire anche per la cura a livello tecnico. Prima di tutto adoro il tipo di narrazione che ha. Mentre la storia si dipana, in certi punti chiave arrivano dei flashback che ci spiegano a volte piccole particolarità (tipo la scena delle manette) oppure ci parlano di un determinato personaggio, facendoci capire le sue motivazioni e il peso che ha in questa storia, come ad esempio il flashback dedicato a Matvej oppure a Evgenijč (Michail Gorevoj), un amico di Andrej che si dimostrerà centrale in questa storia. Qualcuno potrebbe dire che questi flashback ricordano in parte quelli presenti in Le iene di Tarantino e questo film in parte si ispira Tarantino per certe cose, discostandosene, e in certi punti si saranno invece delle inquadrature che ricorderanno quelle di Sergio Leone.

Il film è costato poco e quindi ci saranno pochi set e principalmente la storia avverrà nell’appartamento di Andrej, poi ci sarà qualche altro luogo solo nei flashback. Nonostante tutti i limiti dovuti al budget, il regista riesce a utilizzare bene i pochi mezzi di cui dispone e li utilizza con intelligenza. Una cosa su cui cade subito l’occhio è la fotografia. I colori sono molto accessi, nell’appartamento di Andrej c’è una predominanza del colore verde e quando questo si mescolerà con il sangue dei personaggi riuscirà a creare un contrasto molto forte e ben costruito. Il montaggio è fatto benissimo, i flashback vengono inseriti al momento giusto e soprattutto occupano il giusto spazio narrativo, evitando di rompere il ritmo, anzi dando ancor più sostanza a questo e alla storia. Inoltre ho apprezzato molto anche le musiche composte da Vadim QP, musica elettronica che riesce a descrivere alla perfezione l’atmosfera che si respira, una storia cattiva e piena di tensione ma che riesce a essere comica nella sua assurdità e nelle varie scene.

Per concludere possiamo dire che Why Don’t You Just Die! è un film davvero stupendo, capace di intrattenere, divertire e tenere sulle spine. Il regista debutta con questo lungometraggio in maniera davvero ottima, dimostrando di possedere una bella regia e di sapere curare bene i dettagli. Una pellicola che sa sorprendere lo spettatore, non cade mai nel banale e riesce a far ridere nonostante la violenza mostrata. Un film che consiglio con molto piacere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

15 pensieri riguardo “Why Don’t You Just Die!

  1. Never heard about. It seems very looney toonesque! Hysterical violence serving a toxical family plot. You summon Tarantino’s spirit but, based on what you describe, it seems his referencial universe is still so far away from this.

    1. It has something of Tarantino in the staging and in showing a type of extreme but not at all shocking, almost grotesque violence (Type Reservoir Dogs). On the other hand, in the themes it is completely different. I recommend that you watch it because it is much more interesting than it looks.

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