I guerrieri dell’anno 2072

Benvenuti o bentornati sul nostro blog! La scorsa volta abbiamo discusso di un film spagnolo veramente interessante ossia Desconocido – Resa dei conti. Un thriller d’azione che riesce a intrattenere lo spettatore dall’inizio alla fine, gestisce bene perfettamente una situazione non semplice ossia narrare la storia di tre persone con una bomba in auto e bloccati lì dentro. Un film con una regia ottima ma soprattutto con un montaggio incredibile, l’elemento forte della pellicola che riesce a gestire la situazione anche in uno spazio ristretto come un’auto. Un film molto interessante capace di creare la giusta tensione e soprattutto capace di evolversi in maniera intelligente con il proseguimento della trama senza dimenticare l’idea di base. Inoltre è una pellicola che inserisce una critica sociale molto forte rivolta alle banche e che funziona benissimo. Una pellicola che saprà sicuramente intrattenervi. Dopo aver parlato di questo film spagnolo, ci spostiamo dalla Spagna e torniamo finalmente in Italia. L’ultima volta che abbiamo discusso di un film italiano è stato con il meraviglioso I tre volti della paura del grande Mario Bava e in quell’articolo sottolineavo come mi sarebbe piaciuto parlare di più anche di altri due registi che rispetto molto ossia Dario Argento e Lucio Fulci. In questo articolo ho finalmente deciso di introdurre il grande Lucio Fulci. Ad Argento avevo già dedicato un articolo tempo fa con L’uccello dalle piume di cristallo e sembrava giusto dare spazio a un regista che ho sempre rispettato da quando mi sono avvicinato al cinema. L’unico problema era questo: con che cosa introduco Lucio Fulci? Non è certo una scelta semplice anche perché ha diretto numerose pellicole dalla fine degli anni ’50 fino ad arrivare agli inizi degli anni ’90. Tra l’altro all’inizio della sua carriera aveva diretto molti film comici e qualche dramma per poi avere una svolta agli inizi degli anni ’70 cominciando proprio con il bellissimo Una lucertola con la pelle di donna, un giallo davvero interessante e bello per la sua messa in scena e le musiche sperimentali del grande Ennio Morricone. Tra le altre cose è proprio negli anni ’70 che Fulci realizza i suoi più grandi lavori ma questa è un’altra storia. Come per Mario Bava, io rispetto tantissimo Lucio Fulci perché in molti casi, nonostante il budget misero con cui era costretto a lavorare, riusciva a creare dei film davvero interessanti per la sua messa in scena e per certe idee intelligenti. Era un regista veramente in gamba, che ha anche diretto dei film brutti in certe occasioni, ma che ha sempre dimostrato una grande bravura e abilità. Nonostante Fulci sia famoso per i suoi horror, questa volta ho intenzione di introdurre il regista con un film di fantascienza particolare.
Ecco a voi I guerrieri dell’anno 2072 (conosciuto a livello internazionale con il titolo Warriors of the Year 2072), pellicola di fantascienza del 1984, scritta da Lucio Fulci, Elisa Livia Briganti, Dardano Sacchetti e Cesare Frugoni e diretto da Lucio Fulci.

Trama:
Nell’anno 2072 le reti televisive hanno un enorme potere sulla società e sulle persone e per avere degli ascolti sempre più alti hanno indetto dei programmi e degli spettacoli molto violenti. Una di questi enti televisivi è la Seven Seas che trasmette combattimenti mortali tra motociclisti tra cui spicca il campione, Drake (Jared Martin). Grazie alla sua presenza lo share è molto elevato e la Wbasic, rivali della Seven Seas, nonostante i loro programmi violenti non riesce a tenergli testa. Il matrimonio di Drake poi fa saltare gli ascolti alle stelle. Così il capo della Wbasic, Sam (Gianni di Benedetto) confida al dirigente Cortez (Claudio Cassinelli) il suo piano: farà un torneo di combattimento con le moto dove parteciperanno dei pericolosi condannati a morte e chiunque sarà il vincitore avrà la libertà. Il torneo si terrà inoltre nel Colosseo per festeggiare i due millenni dalla sua fondazione. Il torneo verrà organizzato grazie all’aiuto del super-computer Junior che suggerisce di far partecipare anche Drake per avere un maggior successo. Poco dopo la moglie di Drake, Susan, viene uccisa da tre sicari e Drake viene condannato a morte con l’accusa di essersi vendicato dei tre assassini invece di essersi affidato alla giustizia. Drake si dichiara più volte innocente ma il verdetto non cambia e così è costretto a partecipare al folle gioco della Wbasic e ad affrontare dei veri e propri criminali. Tra i dirigenti della Wbasic c’è però Sarah Newman (Eleonora Brigliardi) che, dopo aver fatto dei test psicologici su Drake, inizierà a credere alla sua innocenza e cercherà di scoprire cosa c’è che non va, a partire da Junior.

In quegli anni film come Interceptor e 1997: Fuga da New York avevano fatto enorme scalpore e ottenuto un enorme successo grazie a delle idee intelligenti nel rappresentare la distopia e grazie anche a due registi in gamba come George Miller e John Carpenter. Ovviamente in molti hanno provato a imitare il successo di questa pellicola e hanno cercato di fare pellicole simili per tematiche e stile. Anche l’Italia ha cercato di fare ciò e infatti negli anni ’80 sono usciti film come 1990 – I guerrieri del Bronx oppure I predatori di Atlantide. Pellicola con un budget decisamente basso ma che cercavano in tutti i modi di narrare qualcosa in più su questi mondi distopici. Film molto imperfetti ma capaci di essere interessanti a modo loro. I guerrieri dell’anno 2072 si colloca proprio su questo filone.

Questo film ha sicuramente avuto un budget più grande rispetto a quello con cui era abituato a lavorare Fulci, ma nonostante tutto rimane davvero molto basso se consideriamo la storia che mette in mostra. Come ho detto in precedenza questa pellicola fa parte di un ciclo distopico che si ispira a pellicole di grande successo come 1997: Fuga da New York ma rispetto agli altri film ha degli elementi molto interessanti che lo differenziano. Uno di questi riguarda il mondo dello spettacolo e della televisione e l’enorme presenza di queste tematiche e il modo con cui vengono trattate fa venire in mente un’opera di stampo orwelliana. Gli enti televisivi e la televisione hanno un grande peso sul mondo e possono perfino permettersi di passare sopra la legge e le battaglie che fanno sono a colpi di share e di programmi violenti che cercano in tutti i modi di sconvolgere il pubblico e di interessarlo. Forse ad alcuni questo potrà sembrare qualcosa di già visto come ad esempio in Hunger Games o ancora meglio nel bellissimo Battle Royale, ma il punto è questo: stiamo parlando di un film italiano degli anni ’80. Quindi queste tematiche affrontate in questo modo erano una vera e propria novità e se penso che una storia del genere era stata fatta già allora e in Italia rimango molto sorpreso. Tra i molti film distopici di quel periodo sicuramente questo riusciva a essere uno dei più originali proprio perché veniva presa in esame la tematica della televisione e del suo grande potere, una tematica che non è invecchiata per niente.

Ci sono però altri elementi che differenziano questa pellicola dalle altre dello stesso genere ed è la presenza del peplum. Avevo spiegato nella recensione di Ercole al centro della Terra cos’era il peplum ma è sempre un bene ripetersi: il peplum è un sottogenere cinematografico dei film storici che prendevano in considerazione eventi della Bibbia, dell’antica Grecia e della civiltà romana e avevano come protagonisti di solito eroi e leggende come Ercole o Maciste. In questo caso l’elemento peplum lo si può ritrovare nello scontro finale in cui i vari criminali si dovranno affrontare per avere la libertà come gli antichi gladiatori e in questo caso dovranno usare antiche armi modificate in un contesto tecnologico. Perfino la sfida finale con la corsa delle bighe alle antiche sfide, soltanto che al posto dei cavalli ci saranno le moto.

Un altro elemento di grande interesse riguarda la scenografia. Fulci per questo futuro distopico ambientato in una Roma tecnologica si è ispirato molto a Blade Runner e ha realizzato questa città futuristica utilizzando dei modellini. Qui purtroppo si notano dei limiti causati dal budget perché ovviamente questi modellini non sono realistici come quelli utilizzati in certi produzione e in alcuni punti si nota quanto siano finti. La cosa interessante però riguarda il design. Questa Roma è invasa da grandi grattacieli dove a essi sono attaccati degli enormi cartelloni pubblicitari proprio com’era in Blade Runner. Questi modellini vengono sempre ripresi di notte e sono piene di luci che illuminano l’intera città. Questo enorme contrasto tra lo sfondo oscuro e tutte quelle luci servono a nascondere i palazzi finti ma servono anche a creare un’atmosfera fantascientifica davvero ottima. Inoltre questa città non è bidimensionale, anzi si nota perfettamente la sua profondità e questo è un enorme punto a suo favore. Se questo film fosse costato un po’ di più probabilmente queste scenografie sarebbero state più realistiche e più curate.

Un altro elemento buono del film è il cast. Fulci certe volte è costretto a lavorare con attori non proprio professionali ma in questo caso gli attori presenti se la cavano molto bene, fanno il proprio lavoro e risultano credibili. Tra gli attori che rimangono sicuramente più impressi c’è Fred Williamson (che in molti ricorderanno nel film Dal tramonto all’alba) e Hal Yamanouchi, un attore e stuntman giapponese molto attivo nelle pellicole di serie B italiane.
Un difetto che un po’ mi ha fatto dispiacere è il finale molto sbrigativo, dove il ritmo accelera parecchio rispetto al ritmo ben equilibrato che aveva avuto fino a quel momento. Il film purtroppo fu un flop al botteghino e sinceramente mi dispiace perché era una pellicola con grande potenziale.

Per concludere I guerrieri dell’anno 2072 è un film di fantascienza davvero molto interessante che già in quegli anni introduce delle tematiche affascinanti come i giochi di sopravvivenza cruenti per intrattenere il pubblico e come la televisione abbia accresciuto il suo potere. Un film molto originale per messa in scena e con delle scene d’azione con le moto coreografate bene e dei momenti ottimi. Un film da riscoprire, certamente non è un capolavoro e certi difetti si notano bene, ma è comunque un lavoro da vedere almeno una volta.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

8 pensieri riguardo “I guerrieri dell’anno 2072

  1. Interessantissimo, non ne avevo mai sentito parlare! Chi lo avrebbe detto che Death Race avesse un capostipite italiano? Bellissimo articolo, davvero una chicca e un Fulci a cui di solito non si pensa.

    1. Ahahah, hai veramente ragione, hai fatto un confronto niente male. Mi fa piacere che l’articolo ti sia piaciuto, ho voluto portare qualcosa di originale di Fulci. D’altronde lui all’inizio dirigeva commedie e in seguito si è dato all’ horror, dirigendo però anche fantasy, gialli e film di fantascienza. Un regista che ha toccato molti generi durante la sua lunga carriera.

  2. Registrato su dvd recorder nel ’82 esce Running Man di Stephen King mi chiedò su Fulci l’abbia letto e se l’implacabile con Arnold non sia la copia con più soldi di questo tra l’altro qui Hal Yamanouchi si chiama Akira e ha fotto un’altro film distopico italiano cui campare Sabrina Siani, I guerrieri dell’anno 2020.

    1. Conosco benissimo il film di cui parli, dovrebbe essere Anno 2020 – i gladiatori del futuro! Un film diretto da Joe D’Amato. Purtroppo quel film non era il migliore D’Amato nonostante avesse dei buoni momenti. Inoltre D’Amato aveva prodotto anche altri film distopici molto interessanti in quel periodo. Tutto merito di 1997 Fuga da New York.

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