Tideland

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nell’ultimo periodo abbiamo parlato veramente di tante pellicole molto interessanti, partendo da Gremlins e arrivando a Tigers are not afraid. In particolar modo mi sono divertito tantissimo nel parlare di Tigers are not afraid, una pellicola bellissima, capace di unire vari generi, unire i problemi di una società insieme al sovrannaturale e all’horror. Una pellicola che può anche vantare di una sceneggiatura scritta benissimo, una regia e una messa in scena ottima e dei giovani attori bravissimi che mi hanno sorpreso più volte. Come ho detto alla fine della recensione, quel film potrà anche non essere perfetto ma è pieno di passione e impegno e anche per questo merita sicuramente di essere visto. Meglio un film imperfetto ma pieno di umanità e messaggi importanti piuttosto che un’opera tecnicamente perfetta ma vuota. Quindi sì, Tigers are not afraid è un film da recuperare a tutti i costi, probabilmente uno dei film migliori arrivati da noi l’anno scorso. Adesso però chiudiamo l’argomento Tigers are not afraid e spostiamoci da tutt’altra parte. Come ben sapete ci sono tanti registi interessanti che vorrei portare sul blog, dedicandogli il giusto spazio e parlando dei motivi per cui sono apprezzati. Abbiamo in passato parlato di artisti come Scorsese, Spielberg, Kubrick, ma abbiamo fatto articoli anche su registi ingiustamente poco conosciuti come ad esempio Mary Harron. In questo caso vorrei parlare di un regista che ultimamente sta finendo sempre di più nella seconda categoria. Nonostante abbia creato delle pellicole stupende e importanti, negli ultimi anni viene molto spesso dimenticato e viene citato sempre più di meno. Sto parlando di Terry Gilliam. Sicuramente Gilliam è molto più conosciuto di Mary Harron, ma è comunque un dispiacere vedere un regista più unico che raro come lui venir ignorato nonostante tutto quello che ha fatto. Così oggi ho deciso di parlare di lui e non lo farò con i suoi film più famosi ma con un’opera molto spesso dimenticata e a mio avviso sottovalutata.
Ecco a voi Tideland (Tideland – Il mondo capovolto), film drammatico e fantasy del 2005 scritto da Terry Gilliam e Tony Grisoni, diretto da Terry Gilliam e basato sull’omonimo romanzo di Mitch Cullin.

Trama:
La storia parla di Jeliza-Rose (Jodelle Ferland), una ragazzina di undici anni che vive insieme a sua madre Grunhilde (Jennifer Tilly) e suo padre Noah (Jeff Bridges). Entrambi i suoi genitori sono tossicodipendenti e vivono una vita completamente sregolata. Un giorno la madre di Jeliza-Rose muore per overdose e dopo la sua morte Noah decide di lasciare la casa a Los Angeles insieme alla figlia e di trasferirsi in una località sperduta del Texas ossia la casa in cui Noah è cresciuto. Quando arrivano trovano la casa completamente abbandonata e decidono di rimanere lì. In quello stesso giorno Noah chiede a Jeliza-Rose di fargli un’iniezione di droga, cosa che la bambina ha fatto più volte. Soltanto che in questo caso la dose è mortale per Noah che muore anche lui per overdose. Nonostante ciò Jeliza-Rose continua a interagire con il padre come se fosse ancora vivo e lei continua a immergersi nelle sue fantasie. Mentre la bambina sta esplorando i dintorni della casa incontra Dell (Janet McTeer), una donna cieca da un occhio per colpa di una puntura di ape che ha un comportamento molto ostile nei confronti di Jeliza-Rose anche se a volte si dimostra stranamente gentile. Poco tempo dopo la protagonista incontra anche Dickens (Brendan Fletcher), il fratello di Dell, una persona con disabilità intellettiva che diventerà subito amico della protagonista. Ed è così che inizierà questa storia e folle avventura di Jeliza, in un poso sperduto e accompagnata dai suoi amici immaginari e da Dell e Dickens.

Terry Gilliam è sicuramente un regista molto importante per il cinema, un regista che ha sempre agito fuori dagli schemi e che ha adottato uno stile unico. Anche le sue storie sono molto conosciute e sicuramente ricordate: L’esercito delle 12 scimmie, Brazil, La leggenda del re pescatore ecc…
Tutti film molto belli e interessanti anche se in realtà ce ne sarebbero molti altri da citare. In ogni caso Gillian non è un regista qualunque ma un regista che ha realizzato opere stupende e ci tenevo molto a parlare di questo Tideland, un film a cui sono molto affezionato e che ha avuto una produzione molto interessante.

Vi ricordate I fratelli Grimm e l’incantevole strega? Un film di Gillian che in molti ricordano anche perché viene mandato in onda molto spesso. Quello era un film su commissione che Gillian aveva accettato di realizzare e che era stato prodotto dai Weinstein. Sappiamo molto bene che in tante occasioni i Weinstein si sono dimostrati ingiusti nei confronti di vari registi. L’esempio perfetto è Guillermo del Toro a cui hanno tagliato molte parti interessanti di Mimic, facendogli quasi concludere la sua carriera a Hollywood. Bè, con Gilliam le cose non sono andate bene visto che lui e i produttori hanno avuto un acceso diverbio sulla realizzazione del film. Risultato? Terry Gilliam è stato allontanato dal set e le ultime scene sono state girate da latri (come il direttore della fotografia). Quindi cosa fece Gilliam? Durante le pause dalla lavorazione del film lui scrisse la sceneggiatura di Tideland e iniziò poi a girarlo. In questo caso il regista aveva poco tempo a disposizione per le riprese ma, nonostante tutto, riuscì a completare l’opera. Com’è effettivamente questo film? Scopriamolo insieme.

Se dovessi trovare un modo per descrivere Tideland probabilmente lo definirei come una delle opere in cui lo stile di Gilliam si vede per tutta la sua durata. E’ un film folle e caotico e su questi due punti è necessario iniziare con ordine a partire dalla storia. Praticamente la trama è tutta quella che ho raccontato all’inizio della recensione. Se vogliamo essere più precisi possiamo dire che Tideland non ha neanche una trama vera e propria ma che tutto quello che accadrà in seguito sarà completamente imprevedibile e frutto delle decisioni delle poche persone che popolano la pellicola. Questa mancanza di una vera e propria storia e di un filo conduttore arriva a vantaggio del regista che si diverte più e più volte a cambiare il genere del film: passiamo a dei momenti di divertimento e spensieratezza con Jeliza-Rose che si diverte a inventarsi avventure, a momenti in cui il fantasy la farà da padrone e la protagonista, attraverso la sua immaginazione, si catapulterà in mondi magici e fantasiosi (molto volte non a casa viene citato Alice nel paese delle meraviglie). Oltre a questi momenti fiabeschi e dolci ci saranno anche altri momenti e atmosfere più particolari: ci saranno sequenze vicine al thriller in cui si proverà una certa tensione(in particolar modo quando sarà presente Dell), ad altre in cui si sarà un umorismo tragicomico per poi passare al grottesco vero e proprio. E’ un film che cambia in continuazione (e non solo per quanto riguarda i generi) e che non si ferma mai, ma questi cambiamenti improvvisi non daranno alcun problema allo spettatore visto che tutti questi momenti saranno collegati bene fra di loro grazie anche a un montaggio molto mutevole che passa dall’essere veloce a lento a seconda delle situazioni.

Un’altra cosa che lascia a bocca aperta sono sicuramente tutti i personaggi della pellicola, tutti fuori dai canoni e molto bizzarri, in particolar modo Dell e Dickens. Però colei che ruba la scena a tutti è sicuramente Jeliza-Rose. Jeliza è una bambina molto vivace e con una fervida immaginazione che in ogni momento riesce a creare delle storie o situazioni fantasiose e molto divertenti. La vediamo molto spesso interagire con le teste delle sue bambole che si porta con sé, dando a loro la voce e creando lei stessa dei personaggi di fantasia davvero interessanti e caratterizzati. Nonostante la sua grande fantasia e vivacità, quel che sorprende lo spettatore è il modo con cui reagisce alla situazione: suo padre è morto sulla poltrona e lei si ritrova in un luogo completamente isolato dal mondo eppure riesce a essere spensierata. Nonostante tutto il male che le sta accadendo lei riesce a rispondere a tutto con il sorriso, riesce a trovare il bello anche nei momenti bui e accoglie molto bene ogni cambiamento che avviene, sia esso positivo o negativo. Un personaggio particolare e unico che riesce a farsi affezionare e interpretato in maniera incredibile da Jodelle Ferland, che si dimostra un’attrice talentuosa e mi dispiace che in seguito non sia riuscita ad avere una carriera migliore.

Il film a livello di storia e personaggi è completamente folle e lo stesso vale anche per la regia. Gilliam ha sempre avuto uno stile particolare, uno stile che a mio avviso è impossibile copiare e che ci regala momenti davvero interessanti. La prima cosa che si nota in questo film sono sicuramente le inquadrature sghembe (ossia inquadrature inclinate lateralmente) che qui vengono usate molto spesso e in certi casi vengono unite al grandangolo, dando così alla scena un’aspetto surreale, molto distaccato dalla realtà che si abbina perfettamente a questo tipo di storia. Inoltre saranno presenti dei bei piani sequenza e della carrellate davvero ottime. In questi casi è interessante vedere come attraverso la regia cambino molti altri elementi come ad esempio la fotografia e il montaggio. Per quanto riguarda la fotografia passiamo dall’avere un tipo di illuminazione accesa e calda a un’altra nella scena successiva più fredda e bluastra e questo cambio lo si può vedere maggiormente quando Jeliza è fuori a giocare nel grano. Negli interni invece Gilliam opta più per uno stile espressionista dove il contrasto tra luce e ombra è molto evidente e ciò gli permette di giocare con i tagli di luce. Del montaggio ne ho già parlato in precedenza ma qui ripeto che lo stile cambia spesso: si passa a un montaggio folle, veloce e psichedelico a uno decisamente più lento dove il regista inquadra un unico punto per molto tempo.

Per concludere Tideland è un film folle e caotico che riesce a funzionare benissimo. E’ una pellicola di Gilliam pura, il suo stile si riconosce ogni secondo e in ogni inquadratura, uno stile che cambia molto spesso le carte in tavola e riesce a cambiare anche il genere e l’atmosfera alla storia senza mai risultare forzato oppure in contrasto. Una storia folle, una specie di fiaba nera che forse non piacerà a tutti, ma che ha osa molto, si dimostra unica e a cui io mi sono particolarmente affezionato. Vi consiglio di recuperarlo.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

29 pensieri riguardo “Tideland

  1. Uscì in Italia quasi due anni dopo l’uscita ufficiale, ma mi ricordo che un amico mio recuperò una copia credo britannica con sottotitoli italiani, che proiettammo (pagando tutte le SIAE possibili) in un cineforum autogestito nel Centro Giovani del nostro paesello di provincia…
    Cercammo di pubblicizzarlo come occasione super-ghiotta di vedere quella che era una “anteprima”, ma non venne comunque nessuno (come nessuno andò, almeno in Toscana, a vederlo in sala nel 2007, doppiato, alla distribuzione regolare)…
    È un film proprio forte!

    1. Mi dispiace molto. So bene che è un film sconosciuto ai più e in pochi sono disposti a vederlo. Eppure sia io che Shiki lo abbiamo adorato e lo troviamo molto curato e personale.

    2. Ricordo bene quella proiezione, che filmone Tideland!!!

      Si nota che anche the Butcher lo ama e non poco, come è giusto. Possiamo fondare un blog club di fan di Gilliam mi sa… :–D

      1. Carpenter e Gilliam richiedono un nostro special unificato! Possiamo dividerlo, invece che per film, per esempio per macroargomenti! — noi, Simon, c’è da fare Arma Letale prima che finiscano di girare il quinto, se davvero lo fanno! Mannaggia al tempo che manca!

      2. Non sarebbe una brutta idea! Adoro lo stile particolare di Gilliam e sarebbe divertente fare qualcosa di simile. Dobbiamo fare in modo che le persone non si dimentichino delle sue opere.

        1. Si può fare anche dividendoci per periodi o anni (anche di Carpenter, eh): tra tutti e tre abbiamo già scritto tanto sia su Gilliam sia su Carpenter, sicché si tratterebbe solo di “approfondire”, che ne so, o grosse tematiche: “sogno”, “potere”; o robe più tecniche “dutch angles”, “steadicam”, “panaglide”; ma sto blaterando eh (io avrei anche zero tempo per fare qualsiasi cosa, sicché butto un po’ la palla in tribuna)

          1. Sappi che ho pronto sul blog un articolo su Carpenter che pubblicherò tra un pò. L’avevo scritto qualche settimana fa ma lo pubblicherò in seguito. Devo recensire più spesso Carpenter, è veramente divertente.

        2. Nel mio piccolo, mi fa piacere scrivere di film o registi sottovalutati o dimenticati ingiustamente, anche se poi al mio blog arrivano quattro gatti! :–)

          Per me possiamo decidere uno o più Terry Gilliam day e coordinarci con dei post su di lui linkandoci a vicenda… basta non mettere scadenze troppo a breve che è un periodaccio (sicuro che lo è per tutti)!

          1. Dobbiamo metterci d’accordo effettivamente. Al momento sto scrivendo molti altri articoli e con il poco tempo che ho non so se riuscirei a fare questo progetto. Però mi piacerebbe tantissimo!

  2. Lo vidi in lingua ero all’estero quando usci e devo dire che mi piacque molto proprio perché un po’ “sghembo” come le sue inquadrature e come sempre la tua recensione è un magnifico racconto!

  3. Lo Amo!
    Il Barone di Munchausen
    Paura e delirio a Las Vegas
    Parnassia
    Etc.etc…
    In ogni suo film mi ci perdo,grazie per aver parlato di questo che della sua filmografia mi sa’che è l’unico che non ho visto!

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