Tigers are not afraid

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo fatto una discussione interessante su Lupin III – The First, il primo film di Lupin realizzato in CGI. Un film che ho apprezzato molto, un film con una storia fedele allo spirito di Lupin, non è qualcosa di originale o incredibile ma riesce a intrattenere bene grazie ai suoi personaggi, al suo ritmo e all’ottimo utilizzo della computer grafica. In quest’ultimo punto posso dire che hanno fatto un lavoro eccelso nell’unire questa tecnologia alla stile cartoonesco di Lupin, creando un’opera unica. E’ stato un film davvero affascinante e spero di poter parlare in futuro della storia di Lupin III in maniera molto più approfondita. In questo articolo però non solo lasciamo stare per un po’ il ladro gentiluomo ma lasciamo da parte anche l’animazione e torniamo a parlare di un tema molto ricorrente sul nostro blog: l’horror. Ne sentivo la mancanza e anche questa volta parlerò di questo genere come ho fatto con Gremlins e Sospesi nel tempo. No, questa volta non si parlerà di commedia horror, ma vedremo l’horror unito ad altri generi. E devo dire che adoro questa fusione di generi. Unire due o più generi cinematografici è un’impresa ardua e molto volte è successo che imprese simili siano fallite in maniera tremenda. Un esempio che mi viene in mente adesso è Hurricane – Allerta uragano, una pellicola che provava a unire l’heist movie con il genere catastrofico ma falliva miseramente sia nell’unire i due sia nel riuscire a mettere bene in scena almeno uno dei due generi. Fortunatamente poi ci sono pellicole come Gremlins e Sospesi nel tempo che riescono nell’intento con grande stile, ma ogni volta che peso a un film capace di unire i generi con una naturalezza disarmante, mi viene sempre in mente Il Labirinto del Fauno. Questo è senza alcun dubbio uno dei mie film preferiti in assoluto, un’opera d’arte che riesce a unire tantissimi generi diversi tra loro e a creare una storia unica, una storia che io amo tantissimo. Tempo fa ci feci una recensione, ma ne sono così insoddisfatto che un giorno intendo riscriverla, dando a quest’opera il valore che merita. Però è proprio parlando de Il Labirinto del Fauno che arriviamo a discutere del film in questione perché ha molto da spartire con il lavoro di del Toro.
Ecco a voi Tigers are not afraid (Vuelven), pellicola thriller, horror, fantasy del 2017 scritta e diretta da Issa López.

Trama:
La storia parla di Estrella (Paola Lara) una ragazzina messicana che vive in una città devastata dalla guerra della droga. Mentre lei è a scuola, lì vicino esplode uno scontro armato e per questo motivo le lezioni vengono sospese a tempo indeterminato. Estrella torna a casa ma non trova la madre e decide di aspettarla. Il tempo passa ma lei non torna, così la protagonista decide di esprimere uno dei suoi tre desideri rompendo un gessetto che la maestra le aveva dato per tranquillizzarla. Qui Estrella inizia a vedere dentro la sua abitazione dei fantasmi tra cui quello di sua madre che la implora di portare una certa persona da loro. Spaventata a morte, Estrella fugge da casa sua e trova un gruppo di orfani composto da Pop (Rodrigo Cortes), Tucsi (Hanssel Casillas) e il piccolo Morro (Nery Arredondo) e capitanati da Shine (Juan Ramón López). Shine rifiuta di accogliere la ragazza ma lei rimane comunque con loro. Un giorno un gruppo di narcotrafficanti cercano di rapire i ragazzi e riescono a prendere Morro. Il gruppo vuole vendicare l’amico e Shine decide di dare una pistola a Estrella per uccidere il capo di questo gruppo, Caco (Ianis Guerrero). Estrella entra in casa di Caco ed esprime il suo secondo desiderio ossia di non dover uccidere Caco. Lei scopre che Caco è morto e che in quella casa si trova anche Morro. Lei lo libera e i ragazzini considerano Estrella come un’eroina ma lo spettro di sua madre l’avverte di dover scappare perché i compagni di Caco stanno venendo a prenderli. Così Estrella, Shine e gli altri bambini saranno costretti a fuggire da questi narcotrafficanti che li considerano la causa della morte del loro capo e inoltre vogliono recuperare da Shine un oggetto che lui ha rubato e che contiene qualcosa di grande valore.

Era da molto che volevo parlare di questa pellicola. Ne avevo sentito parlare qualche anno fa grazie proprio a Guillermo del Toro che ne ha parlato con grande entusiasmo. Il film è del 2017 ma da noi è arrivato, come accade un po’ troppo spesso, con alcuni anni di ritardo. Inoltre mi aveva incuriosito il fatto che in tanti facessero paragoni tra questo film e Il Labirinto del Fauno e su questo punto ci torneremo più avanti. Mi sono poi informato sulla regista, Issa López, curioso di sapere quali altri film avesse fatti in precedenza e scopro che ha diretto molte commedie romantiche (e mi pare anche qualche telenovela) prima di cimentarsi in quest’impresa. Un cambio di genere molto interessante, López sarà riuscita a gestire bene questo film come dicono? Scopriamolo insieme.

Come ho sottolineato in precedenza, certe persone hanno paragonato questo film a Il Labirinto del Fauno e hanno apprezzato molto il modo in cui i vari generi si univano. In un certo senso posso ben capire perché queste persone abbiano preso in considerazione l’opera di del Toro. In entrambi i casi abbiamo come protagoniste due ragazzine che si muovono in un contesto reale per niente semplice, Ofelia durante il franchismo mentre Estrella in un luogo pieno di criminalità e narcotrafficanti, e in entrambi i casi le protagoniste interagiscono con elementi sovrannaturali che solo loro possono vedono e con cui avranno a che fare. In entrambi i film abbiamo quindi una condizione sociale molto particolare unita a degli elementi fantasy. E diciamo anche che il paragone calza a pennello nonostante ci siano delle evidenti differenze. Passiamo però a parlare di come Tigers are not afraid gestisce i vari generi.

In primis la regista riesce a inquadrare perfettamente la situazione in cui si trova la protagonista e il contesto sociale. Lo capiamo fin dall’inizio quando durante una normale giornata scolastica, la scuola di Estrella finisce nel mezzo di una sparatoria. Quando poi torna a casa si ritrova completamente sola per la scomparsa della madre e nel tempo che passa lei si guarda intorno e osserva come il suo quartiere si sia ormai spopolato e si ritrovi in uno stato di abbandono. In seguito lei si unirà a questo gruppo di ragazzini, tutti rimasti orfani per colpa di quei narcotrafficanti e vediamo le condizioni in cui vivono, costretti ad andare avanti con quello che trovano in giro o attraverso dei furtarelli e quello che lascia ancor più stupiti è il loro comportamento, ma su questo punto ci torneremo più avanti. La regista è molto brava a inquadrare l’abbandono, la sporcizia e la desolazione di questo luogo e la solitudine di questi bambini. Parole come abbandono e solitudine sono perfette per descrivere la situazione dei protagonisti, possono contare solo su se stessi. Infatti loro avranno a che fare anche con dei pessimi adulti, alcuni dei quali tenteranno di fargli del male mentre altri ignoreranno completamente la loro richiesta di aiuto. Gli unici adulti che gli vogliono veramente bene e a cui loro sono legati purtroppo sono scomparsi da tempo, presi e uccidi da persone crudeli e senza scrupoli. Il mondo in cui si muovono è crudele e spietato e non gli lascia quasi mai un momento di respiro o tranquillità. Ci sono delle scene in cui loro si divertono e sorridono, ma molto spesso sono costretti a dover interrompere quel momento di felicità davanti agli orrori che stanno affrontando.

L’elemento sovrannaturale non affievolisce la situazione, anzi la rende peggiore. I fantasmi appaiono solamente a Estrella e la seguono ovunque lei vada. Queste entità sono spaventose, all’inizio inseguono la protagonista ovunque lei si trovi e quello che mette inquietudine è che non riusciamo a capire le loro motivazioni, ma pian piano inizieremo a comprendere il loro vero obiettivo, Quando capiremo tutto ciò, cosa rappresentano e chi sono, proveremo una grande tristezza per loro ma nonostante ciò continueremo a temerli. Questi fantasmi sono vittime innocenti che però sono state sopraffatte dall’odio e dal rancore e sono diventati esseri vendicativi e faranno di tutto per ottenere ciò che vogliono anche contro la volontà di Estrella. L’ambiente realistico in cui vivono i personaggi e l’elemento sovrannaturale riescono a unirsi perfettamente, entrambi mettono in mostra lo stesso tipo di orrore legato alla storia e in entrambi i casi la sporcizia e l’abbandono saranno tematiche persistenti che saranno centrali per l’intera vicenda. Adesso invece passiamo ai personaggi principali di questa storia.

Devo assolutamente fare i complimenti a tutti gli attori presenti in questa pellicola e in special modo ai ragazzini che si sono dimostrati tutti, e dico tutti, bravissimi nel loro ruolo. Non è semplice interpretare quelle parti ma se la sono cavata benissimo partendo da Estrella e Shine e arrivando perfino al piccolo Morro. I personaggi invece sono scritti benissimo e sicuramente i due che rimangono più impressi sono Shine ed Estrella.

Shine è, come tutti gli altri, orfano però è colui che cerca di tenere il gruppo unito. Quando lo si vede agire e lo si sente parlare non sembra proprio di trovarsi vicino a un bambino ma a un adulto ed è questo l’elemento che fa più impressione: tutti questi bambini sono stati costretti a crescere prima del tempo per poter sopravvivere in quel mondo affamato e crudele. Shine però è quello che più di tutti si comporta come un adulto. Tutti gli altri alla fine fanno cose da bambini ma lui quasi mai, lui è duro, non crede più in niente e vuole solo sopravvivere insieme ai suoi amici. Ci sono dei momenti in cui però anche lui mostra le sue debolezze e le sue insicurezze, soprattutto con Estrella, facendoci capire bene come quella situazione sia pesante per lui.
Estrelle è una ragazzina costretta a gettarsi in un mondo crudele anche lei. Soltanto che, oltre a dover fuggire da dei criminali, dovrò anche fuggire dalle entità sovrannaturali. Lei è l’ultima arrivata del gruppo ed è costretta ad ambientarsi in fretta in quel mondo, ma è anche colei che riesce a vedere un’altra realtà, un mondo che gli altri non percepiscono. Questo perché lei, nonostante la tragica situazione in cui si trova, riesce a far sopravvivere la sua parte bambina. Lei crede in qualcosa al contrario degli altri, nonostante gli orrori riesce a rimanere innocente ed è questo che le permette di vedere questo mondo nascosto. Il suo personaggio deve affrontare un viaggio davvero complesso, un viaggio di crescita che la metterà a dura prova e rischierà più volte di buttarla a terra, ma lei riuscirà comunque ad andare avanti.

Per concludere Tigers are not afraid è una pellicola incredibile, una pellicola che riesce a unire perfettamente generi come il thriller, l’horror e il fantasy, tutto in maniera naturale e senza intoppi. Riesce anche a parlare di una situazione che purtroppo ha fatto molto male al Messico e ne parla in maniera diretta e cattiva, dimostrandoci un mondo violento che ingurgita gli innocenti. Un film incredibile, con una scrittura straordinaria e dei personaggi favolosi interpretati da giovani attori sorprendenti. Forse non sarà un capolavoro, ma è pieno di passione e di creatività, lo si nota a ogni inquadratura e in ogni scena, e anche per questo motivo è entrato di diritto tra i miei film preferiti. Cercherò di seguire i prossimi lavori della regista che, a quanto pare, dirigerà un film prodotto da Guillermo del Toro. Non vedo l’ora. E nel frattempo vi consiglio di recuperare quest’opera il prima possibile.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

10 pensieri riguardo “Tigers are not afraid

  1. Come te lo vidi anche io su suggerimento del Guillermone nazionale, dà sempre buoni consigli il magnifico gordo di Guadalajara e questo devo ammettere che forse è stato uno dei migliori in assoluto. Condivido in toto la tua ottima recensione, la fusione di magia e realismo scivola liscia come l’olio, fenomenale.

  2. […] e arrivando a Tigers are not afraid. In particolar modo mi sono divertito tantissimo nel parlare di Tigers are not afraid, una pellicola bellissima, capace di unire vari generi, unire i problemi di una società insieme al […]

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