La casa di Mary

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Con questo articolo inauguriamo l’inizio del nuovo anno per Mymadreams! L’anno scorso è stato periodo molto buono per il nostro blog (una delle pochissime cose buone del 2020), è cresciuto parecchio e abbiamo pubblicato un bel po’ di recensioni, racconti e impressioni. Sono molto soddisfatto del risultato che abbiamo ottenuto l’anno precedente e vorrei continuare così anche per questo 2021 o, se possibile, migliorarlo ancor di più. In ogni caso voglio iniziare quest’anno nel migliore dei modi e quindi vorrei parlare di qualcosa che adoro tantissimo e a cui tendo sempre a puntare come uno scemo: i B-movie. C’è da specificare una cosa a riguardo: in Italia per film di serie B si intendono film mediocri che non hanno avuto successo ne di critica ne di pubblico, ma io con B-movie intendo mi riferisco alla terminologia degli americani ossia pellicole a basso costo, a volte con produzioni indipendenti o semi-indipendenti. . Ecco, con B-movie io intendo proprio questo. Li ho sempre adorati e penso che li adorerò per sempre, anche perché certe volte questi film riescono a stupire moltissimo perfino più dei film di serie A. Con un budget misero queste produzioni devono sempre avere a che fare con parecchie limitazioni, ma nonostante ciò certi registi riuscivano a creare opere molto divertenti e anche intelligenti. Per esempio mi viene in mente Piranha di Joe Dante, quello è un B-movie puro e lo stesso vale per molte pellicole di John Carpenter. I B-movie sono veramente tanti e si possono dividere anche in tante categorie. Sarebbe bello un giorno fare un bell’articolo sulla storia e sull’evoluzione di questo filone cinematografico. Un giorno penso proprio che lo farò, un giorno ma non oggi. Questa volta sono qui per parlare di una pellicola che penso conoscono in pochi, una pellicola che avevo già adocchiato qualche anno fa ma che ho recuperato solo da qualche mese. Quindi iniziamo con la recensione.
Ecco a voi La casa di Mary (Superstition), film horror del 1982 scritto da Donald G. Thompson e diretto da James W. Roberson.

Trama:
Il film inizia con una coppia di amanti che stanno pomiciando davanti alla tenuta Charlotte, una casa che si dice abbia qualcosa di strano. La coppia viene spaventata da due giovani che gli fanno uno scherzo e fuggono via. Mentre i due sono nella casa a ridere di questo successo, vengono entrambi uccisi da una forza oscura: uno viene decapitato mentre l’altro viene tranciato in due mentre tenta di scappare dalla finestra. Qualche giorno dopo l’ispettore Sturgess (Albert Salmi) si reca dal reverendo David Thompson (James Houghton), il nuovo pastore locale che di lì a breve dovrà sostituire il reverendo Harry Maier (Stacy Keach Sr). L’ispettore spiega al giovane pastore la situazione: la tenuta Charlotte appartiene alla chiesa da tantissimi anni e adesso deve andare a vivere in quella casa il reverendo George Leahy (Larry Pennell) che si dovrà occupare dell’abitazione. Quel luogo però è diventato il luogo d’incontro di giovani coppie e nell’ultimo periodo alcune di loro sono morte in cause abbastanza agghiaccianti. Quindi i tre decidono di indagare su queste inquietanti avvenimenti. Nonostante tutto le misteriosi morti continuano ad accadere e a un certo punto si inizierà a pensare che il colpevole sia Arlen (Joshua Cadman), un uomo problematico e figlio di Vera, una persona che vive accanto alla tenuta e che tiene d’occhio la casa. Arlen scapperà dalla cattura e continueranno ad accadere altri strani eventi in quella tenuta, apparirà una bambina di nome Mary (Kim Marie) e il reverendo Thompson scoprirà una storia piena di orrore su quel luogo, una storia che risale proprio 300 anni fa e che molto probabilmente non si è ancora conclusa.

Sono assolutamente sicuro che quasi nessuno di voi avrà sentito parlare di questo film. Una cosa più che normale visto che è considerato un film di nicchia, almeno per quanto riguarda i fan del cinema horror. Questo è un B-movie realizzato appunto con un budget decisamente basso e inoltre molti degli attori presenti nella pellicola sono alla loro prima prova attoriale o con pochissima esperienza e l’unico ad avere alle spalle una certa carriera e a essere un minimo conosciuto è sicuramente Albert Salmi. Nonostante tutto la pellicola ebbe un certo riscontro da parte del pubblico, in particolar modo in Inghilterra dove uscì inizialmente in videocassetta, ottenne un buon successo come VHS, talmente tanto che nel 1984 venne perfino proiettato al cinema con il nome The Witch. Dietro c’era però tutta la storia legata ai pre-cart video, una particolarità dell’Inghilterra, e il Video Recordings Act fatto nel 1984, ma è un argomento veramente lungo che ci porterebbe da tutt’altra parte. Però è una storia interessante e su internet potete trovare delle spiegazioni molto dettagliate su questo argomento. Per quanto riguarda la pellicola, non conosco il regista e gran parte degli attori presenti. So ad esempio che il regista ha fatto qualche altro lavoro dietro la macchina da presa, ma poi ha lavorato soprattutto come direttore della fotografia. Come sarà stata la sua prova da regista? Scopriamolo insieme!

Come ho ripetuto all’inizio, La casa di Mary, è un film con un budget veramente basso e questa cosa la possiamo notare fin da subito e in particolare nei primi minuti della pellicola. Questo lo notiamo appunto durante la prima scena di morte. In questo caso uno dei due ragazzi che faceva scherzi viene decapitato e la testa viene messa in un forno a microonde. La cosa negativa di tutta questa sequenza è che si vede chiaramente che la testa è finta ed è tremendamente palese. E la cosa peggiore è che anche il corpo della vittima è un evidente manichino e il tutto poteva essere nascosto meglio attraverso l’oscurità e le inquadrature. In una scena simile una persona potrebbe perdere già tutte le speranze e invece il film sorprende lo spettatore con la morte del secondo ragazzo, tranciato in due, che invece è fatto molto bene a livello di effetti speciali ed è molto impressionante. Questa è stata veramente una bella sorpresa e il film continuerà a stupire ancor di più il pubblico soprattutto per quanto riguarda il comparto tecnico.

Non avendo a disposizione un budget abbastanza elevato, la storia si svolgerà i due ambientazioni: la casa e i suoi dintorni. Anche se non sono presenti molto luoghi, il regista riesce a sfruttarli al massimo, in particolar modo l’interno della casa. L’edificio è molto ampio e ha varie stanze che con il passare del tempo subiranno vari cambiamenti (visto che la stanno ristrutturando). Le stanze di maggior interesse saranno la soffitta e la cantina, un classico degli horror di questo tipo ma almeno ne La casa di Mary sono state utilizzate bene. Non solo sono state predisposte in maniera ben fatta, ma sono stati molto valorizzati dalla fotografia. La fotografia del film è stata un’altra sorpresa dato che non me l’aspettavo cos’ curata (d’altronde il regista era principalmente un direttore della fotografia). Soprattutto nella soffitta e nella cantina il regista riesce ad utilizzare molto bene l’oscurità ma soprattutto le ombre. Ci sono dei tagli di luce davvero interessanti che riescono a creare un’atmosfera di tensione davvero ottima e di claustrofobia e in certi punti specifici riesce a mostrarci bene quel ciò che vuole la storia, aiutando il pubblico a concentrare l’attenzione su certi dettagli. Perfino negli ambienti esterni la fotografia sarà ben resa e in particolar modo di notte, con un buio visto che crea anche in questo caso un senso di soffocamento ma che sarà in grado di valorizzare tutte le scene che si svolgono nel durante. Inoltre di notte verrà utilizzata un’illuminazione blu fatta abbastanza bene che ancora un volta aiuta il pubblico a immedesimarsi nella storia.

Anche la regia avrà una certa cura e sarà capace di dare un ottimo ritmo al film. Anche se in questa pellicola sono presenti un alto numero di omicidi, il regista non si dimenticherà di creare tensione e suspence (soprattutto nell’ultimo atto) e questa è una cosa che ho apprezzato. In molte pellicole di questo tipo di solito si tende ad aggiungere un alto tasso di splatter e uccisioni appunto per compensare quella mancanza di atmosfera che a volte caratterizzano certi B-movie. Qui fortunatamente non succede, prima che avvengono una o più uccisioni ci saranno dei momenti in cui il regista creerà una lunga tensione. Ciò avviene alla messa in scena, alle musiche di David Gibney (che in certi punti sono molto ispirate a quelle dei film di Dario Argento) e nel fatto che i personaggi presenti nella pellicola non saranno antipatici (e non sapete quante volte accade il contrario in questi film) e che si ritroveranno ad affrontare orrori che non capiranno.

Ovviamente ci saranno anche le uccisioni. In queste pellicole è normale che ci siano molte scene splatter, ma anche così La casa di Mary si differenzia rispetto a buona parte di altri slasher di quel periodo per il modus operandi e per la varietà. A volte abbiamo uccisioni molto rapide, molto veloci e quasi silenziose (se non fosse per la musica), in altri casi invece sono lente e diciamo che hanno una certa fantasia sadica e perversa. Ciò che mi sorprende, e che non è così presente in tanti horror anni ’80, è la cattiveria di questi omicidi. Molte di queste scene saranno veramente crudeli e non si guarderà in faccia a nessuno né ai grandi né ai piccoli. E’ un tipo di violenza che in certi casi ricorda più le pellicole sporche degli anni ’70 e in questo caso apprezzo ben volentieri la scelta, visto il risultato finale.
Tra le altre cose mi piace anche il design dell’essere che compirà questa carneficina. Ciò che hanno fatto bene a mio avviso è quello di non mostrare troppo spesso quest’essere e soprattutto di non mostrarlo benissimo. Nonostante ciò possiamo vedere com’è reso: un essere molto alto, la veste lunga e il cappuccio che gli copre completamente il volto, braccia lunghe e dita sottili e affilate. Un design abbastanza semplice ma di un certo impatto.

Finora ho parlato solo bene del lato tecnico e l’ho fatto perché è proprio grazie a tutti questi elementi se il film alla fine si dimostra un buon horror. Infatti la sceneggiatura non funziona benissimo. Questa storia ha una trama già vista e scontata, ma va comunque bene perché anche dalle sceneggiature più banali possono nascere delle pellicole stupende, se dietro c’è un bravo regista. In questa sceneggiatura però ci sono delle incoerenze e per lo più riguardano l’essere misterioso e la sua storia. Come se non bastasse c’è anche un problema che riguarda il personaggio di Arlen, che sembrava avere un peso maggiore ma di cui purtroppo ci si dimentica dell’effettiva importanza. Insomma la sceneggiatura ha delle lacune che fortunatamente vengono in parte nascosti dall’ottimo comparto tecnico.

In conclusione possiamo dire che La casa di Mary è un B-movie di tutto rispetto. Forse ad alcuni di voi potrà non piacere, ed è una cosa perfettamente comprensibile, ma io non posso fare a meno di apprezzarlo perché da una sceneggiatura molto imperfetta e da un budget piuttosto misero sono riusciti a tirar fuori un horror sovrannaturale davvero divertente. che non annoia e tiene incollato allo schermo dall’inizio alla fine e che riesce a sorprendere lo spettatore attraverso delle trovate niente male. Soprattutto, e questa è una cosa che adoro dei film di serie B, è una pellicola molto onesta con se stessa e con il pubblico, mostra una storia semplice e con una certa umiltà ma provando comunque a fare del suo meglio anche se i mezzi erano pochi. Quindi per me La casa di Mary è un buon film e spero che possa divertire anche voi.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

18 pensieri riguardo “La casa di Mary

      1. Mi fa molto piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Colgo l’occasione per dirti che ieri ho pubblicato nel mio blog un Best of del 2020… spero che ti piaccia! :)

  1. […] sul nostro blog. Per Mymadreams l’anno è appena iniziato con l’articolo dedicato a La casa di Mary, un film horror di serie B che, nonostante il budget basso e alcuni difetti, era comunque riuscito […]

  2. […] blog. In questo periodo abbiamo pubblicato due recensione che trovo molto interessanti. La prima è La casa di Mary, un horror indipendente a basso costo davvero lodevole, nonostante i suoi difetti. Il secondo […]

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