Il pianeta del tesoro

Benvenuti o bentornati nel nostro blog. Dopo la recensione fatta su The Grudge del 2020, che non è catastrofico come altri horror che conosco ma comunque mi ha causato una certa sofferente soprattutto se penso a come hanno trattando quel capolavoro di Ju-On, ho deciso di parlare di qualcosa che potrebbe fare bene a tutti. Lasciamo da parte per un momento il cinema dell’orrore (spero di ritornarci con qualche bel film anche perché ultimamente mi sono capitati sotto mano solo lavori mediocri) e spostiamoci in un mondo completamente differente: l’animazione. Recentemente avevo scritto una recensione riguardo all’ottimo La strada per El Dorado, un film che quando uscì fu un fiasco al botteghino (e ricevette pure delle critiche non proprio positive) mentre oggi è diventato un cult ed è molto apprezzato da varie persone. Ai suoi tempi La strada per El Dorado fu molto sottovalutato e passò in secondo piano, ma questo non fu l’unico film d’animazione a incassare poco al botteghino. Si può dire anzi che in quel periodo ci furono pellicole animate che vennero sottovalutate dal pubblico e dalla critica, furono un flop oppure guadagnarono molto poco rispetto alle aspettative. Sarei molto felice di poter portare queste pellicole sul blog, in modo da farle riscoprire a molte persone perché, nonostante siano stati rivalutati, positivamente nel corso degli anni, certe volte tendono a essere dimenticati. Quindi iniziamo subito con la recensione.
Ecco a voi Il pianeta del tesoro (Treasure Planet), pellicola animata d’avventura e fantascienza del 2002 diretto da Ron Clements e John Musker.

Trama:
La storia inizia con un piccolo Jim Hawkins che insieme alla madre, Sarah Hawkins (Laurie Metcalf), legge una storia sul leggendario pirata Nathaniel Flint, un pirata spaziale che nel corso della sua vita derubò una quantità enorme di ricchezze dalla altre navi che attaccava. Inoltre questo pirata riusciva a sparire senza lasciare alcuna traccia e si dice che abbia accumulato tutto il suo oro nel famigerato Pianeta del Tesoro. Passano 12 anni e Jim (Joseph Gordon-Levitt) è ormai un adolescente. Purtroppo suo padre ha abbandonato la famiglia e quello è stato un duro colpo per Jim. Da allora il ragazzo tende a comportarsi in maniera spericolata e questo comportamento lo caccia in diverse volte nei guai con la polizia e rischia di finire in riformatorio se non cambia atteggiamento. Un giorno una navicella cade vicino alla casa di Jim. Il ragazzo soccorre il suo pilota, Billy Bones (Patrick McGoohan), un alieno che dà a Jim un misterioso globo metallico e gli dice di stare attento a un cyborg che sarebbe arrivato tra poco. L’alieno muore e subito dopo la casa di Jim viene messa a ferro e fuoco da dei pirati. Jim e Sarah riescono a fuggire e si rifugiano a casa dell’astronomo Doppler (David Hyde Pierce), un loro caro amico. Qui Jim scopre che il globo in realtà è una mappa capace di condurli tutti sul Pianeta del Tesoro. Nonostante le preoccupazioni di Sarah, Jim decide di imbarcarsi nell’impresa e Doppler decide di accompagnarlo e assoldare una ciurma e una nave. L’equipaggiamento è composto dal capitano Amelia (Emma Thompson) e Mr Arrow (Roscoe Lee Browne), ma anche da una ciurma molto strana e tra questi Jim conosce John Silver (Brian Murray).

E dopo La strada per El Dorado eccoci di nuovo davanti a un cartone animato che ha fatto parte dell’infanzia di molti o che almeno era molto presente nella mia. Anche questa era una pellicola che da bambino adoravo tantissimo e che riusciva sempre a sorprendermi con le sue avventure piratesche nello spazio. Di questo film dobbiamo assolutamente parlare dei due registi, Ron Clements e John Musker. Questi due artisti hanno ormai una lunghissima storia con la Disney a partire dal 1986, quando nelle sale uscì il bellissimo Basil l’investigatopo e da lì hanno continuato a sfornare pellicole animate stupende: La Sirenetta, Hercules, Aladdin, La principessa e il ranocchio. Però sul blog avevamo già parlato di loro due un po’ di tempo fa quando recensii il bellissimo Oceania, il loro primo film in 3D dove hanno dimostrato ancora una volta la loro bravura.

Per quanto riguarda Il Pianeta del Tesoro la sua produzione fu molto interessante: ci vollero più o meno quattro anni per realizzarlo (più o meno come successe per La strada per El Dorado), ma l’idea di questo film venne in mente ai due registi già nel 1985 (a quei tempi il film si chiamava Treasure Island in Space). Questa è un’idea che hanno sempre proposto da quei tempi ma che non è mai stata accolta dalla produzione eppure è un progetto che i due registi hanno cercato in tutti i modi di farsi approvare anche dopo il successo de La Sirenetta e Aladdin, ma senza successo. Riuscirono un giorno a parlare di quest’idea con Roy E. Disney. In questo caso si arrivò a un accordo in cui i registi poterono iniziare a lavorare su Il Pianeta del Tesoro dopo aver completato la produzione di Hercules (che uscì nel 1997). E finalmente Clements e Musker poterono lavorare al loro film, un film costato ben 140 milioni di dollari, cosa che lo rese il film animato con tecnica tradizionale più costoso della storia. E purtroppo al botteghino la pellicola fu un fiasco pazzesco, diventando uno dei flop animati più grandi della Disney e facendo perdere alla casa di produzione quasi 80 milioni di dollari. Ma si meritava veramente tutto ciò? Scopriamolo subito!

Un enorme vantaggiato derivato da tutti quegli anni in cui la produzione della pellicola è stata sempre rimandata, è che la tecnologia fece degli enormi balzi in avanti, come poi dissero gli stessi registi. Una cosa che salta subito all’occhio durante la visione del film sono i movimenti della telecamera. In un film d’animazione queste scene richiedono molto tempo e fatica e su Il pianeta del tesoro di questi momenti ce ne sono spesso, la telecamera è in movimento in particolar quando viene presentato un luogo e un ambiente nuovo oppure durante le scene d’azione e d’inseguimento e in tutte queste cose riescono a creare un ottimo senso di tridimensionalità e ci aiutano a capire anche la grandezza delle location. In questo modo hanno reso le scene d’azione ancor più dinamiche e hanno dato una certa imponenza ai vari pianeti che i protagonisti incontrano lungo il loro cammino.

Inoltre c’è un altro elemento che rende ottimo il lato tecnico del film: il perfetto connubio tra 2D e 3D. Parlando dell’animazione tradizionale, il lavoro svolto è impressionante. I tratti dei personaggi sono ben definiti e delicati e le animazioni sono curate nei minimi dettagli e la fluidità dei movimenti dei personaggi sono stupendi, capaci di incantare il pubblico per la loro cura. In questo film però viene anche utilizzato il 3D e ciò viene fatto con grande intelligenza: ad esempio certi macchinari vengono resi in questo modo come il robot B.E.N. o anche certe creature aliene come quella specie di balene che si vedono durante la partenza della spedizione. Il lavoro migliore però è stato fatto con John Silver. Lui è un cyborg, in gran parte ha un corpo umanoide mentre quasi tutta la parte destra è fatta completamente in digitale dato che quella zona è completamente robotica. E si sono sbizzarriti molto nell’animare i suoi arti meccanici visto che in particolar modo il braccio è capace di trasformarsi in tantissime cose utili (e in questo caso possiamo dire che nella pellicola sia presenti anche elementi dello steampunk). Qui animazione tradizionale e 3D vengono utilizzati benissimo e si amalgamano alla perfezione rendendo il risultato finale davvero lodevole.

Inoltre il design dei vari personaggi è molto fantasioso. Visto che parliamo di una galassia strapiena di alieni di ogni tipo, i registi e tutto il comparto tecnico si sono sbizzarriti per creare personaggi di varie forme e dimensioni, alcuni buffi, altri bizzarri ma alcuni anche inquietanti. E apprezzo anche come hanno reso lo spazio. Invece che renderlo in maniera realistica, l’hanno fatto diventare un luogo pieno di vita e di colori ed è in questo caso che il lato artistico del film raggiunge il suo apice. Riesce a trasmettere un senso di vita e di amore per l’avventura e l’ignoto davvero stupendo e sa incantare il pubblico per la sua bellezza.

Ora parliamo di come hanno trattato in maniera particolare il romanzo di Stevenson e di come hanno caratterizzato i personaggi. Penso che non ci sia bisogno di approfondire l’argomento su L’isola del Tesoro, uno dei romanzi d’avventura più famosi e importanti di sempre. In questo caso hanno deciso di ambientare questo grande classico, fatto di pirati e tesori, nello spazio e l’idea a mio avviso è veramente buona e, cosa migliore, funziona benissimo. Ciò che sorprende ancor di più è il modo in cui sono riusciti a contestualizzare i personaggi del libro in questo universo particolare. Partiamo appunto con Jim, un adolescente che molto spesso tende a cacciarsi nei guai da quando il padre ha abbandonato la famiglia. All’inizio della pellicola è una persona che non crede di avere un futuro e probabilmente non gliene importa niente, ma quando scopre la mappa per il Pianeta del Tesoro in lui si risvegliano un mucchio di sogni e obiettivi: vivere un’avventura, ricostruire la casa e il ristorante della madre Sarah e soprattutto dimostrare a tutti che anche lui vale qualcosa. Fino a quel momento era stato considerato da tutti come un caso perso visto che finiva sempre nei pasticci, ma con questa mappa potrà realizzare qualcosa di unico e lo vedremo impegnarsi realmente per raggiungere questo scopo, nonostante le difficoltà che incontrerà nel suo viaggio.

Uno dei personaggi più interessanti e riusciti nel film è John Silver. Quello che dico adesso non è per niente uno spoiler, sappiamo tutti bene che lui è un pirata e il suo obiettivo mettere le mani sul tesoro, un obiettivo che insegue da una vita e per il quale ha dovuto sacrificare parecchie cose tra cui anche una parte del suo corpo. Sulla nave si finge il cuoco ed è costretto a dover star accanto a Jim e all’inizio cerca di far di tutto per stancarlo a morte. Poi però più passerà il tempo con lui e più si affezionerà al ragazzo. All’inizio sarà rispetto per la volontà che Jim mostra, ma in seguito tra i due nascerà uno stretto rapporto di amicizia simile a quello tra un padre e un figlio. E probabilmente in quell’avventura John è stato sicuramente una guida molto importante per Jim e gli ha dato molto di più rispetto al vero padre. Ed è anche qui che nasce il conflitto interiore di John: da una parte ci sarà il sogno del tesoro, un sogno che sta inseguendo da una vita, dall’altra parte invece l’affetto profondo e sincero che prova verso Jim ed entrambe queste cose entreranno in forte contrasto e durante la pellicola avremo modo di vedere quest’indecisione nel suo sguardo e nelle sue scelte (inoltre sono contento che abbiano lasciato questa dualità nel personaggio, visto che nel romanzo John Silver non era ne buono ne cattivo e per questo motivo era il personaggio migliore di tutto il romanzo).

Per concludere Il Pianeta del Tesoro è un film d’animazione incredibile che è invecchiato veramente bene, anzi sembra che sia stato fatto oggi e non quasi vent’anni fa. Le animazioni tradizionali sono stupende così come il 3D che riesce a unirsi perfettamente all’ambientazione e ai suoi personaggi. Inoltre ci troviamo davanti a dei personaggi caratterizzati e scritti molto bene che riusciranno a farsi apprezzare dal pubblico sia per le loro qualità che per i loro difetti. Un film d’avventura ben fatto che riesce a funzionare molto bene anche nel suo lato fantascientifico. Ve lo consiglio di cuore.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

17 pensieri riguardo “Il pianeta del tesoro

  1. Uno dei preferiti di mio figlio grande :)! Sottovalutatissimo, noi lo riguardiamo spesso, forse non è il tipico Disney che piace a tutte le età, ma colpisce soprattutto quando si inizia ad avvicinarsi alla preadolescenza!

    1. Mi fa piacere! Io l’apprezzo molto appunto perché si stava discostando dal solito film Disney. In quegli anni a dire il vero la Disney ha provato a fare pellicole diverse da solito e sembra voler prendere una strada completamente diversa. Un pò un peccato che non ci sia riuscita.

      1. Vero, e tra l’altro, come dicevi anche tu, era aiutata dalla competizione con la dreamworks, di quell’anno, se non sbaglio, è Spirit, e io, anche se avevo 16 anni, li vidi entrambi al cinema, e uscii gasatissima da entrambi!

        1. Forse Spirit è uscito qualche anno dopo (2002 mi pare). In quell’anno insieme a Il pianeta del tesoro era uscito La strada per El Dorado. Spirit dovrei riguardarlo. Sono anni che non lo vedo più e non mi farebbe male rivederlo.

  2. Per un puro caso del destino parlerò anche io di questo film tra qualche giorno, e dovrò dire più o meno le stesse cose che hai raccontato tu, compreso il giudizio: è un film bellissimo, ingiustamente sottovalutato e trascurato nel momento della sua uscita. La canzone di Max Pezzali, poi, riesce a commuovermi ogni volta, soprattutto con il montaggio che mostra l’avvicinarsi tra Jim e Silver, una delle cose più dolci che la Disney abbia fatto in quegli anni. Davvero un film speciale, ma non poteva essere diversamente visti i registi: tutto quello che toccano diventa oro (o quasi: a me Oceania è piaciuto davvero poco)!

  3. Sono molto affezionata a questo film e non mi capacito del flop, visto che, oltre a una bellissima storia (che rende bene anche in salsa Disney) è una meraviglia per gli occhi.

    1. La stessa cosa vale per me. Forse la gente non è interessata alla fantascienza. In quel periodo erano usciti altri film d’animazione sci-fi come ad esempio Atlantis e Titan A.E. e anche questi furono un flop anche se non terrificante come Il Pianeta del tesoro. Però è stato un vero peccato. Era una storia bellissima e molto umana e meritava sicuramente più meriti.

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