La strada per El Dorardo

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Questo mese abbiamo iniziato articoli dedicati a pellicole che variavano nel genere e non si concentravano solo sull’horror. Mi fa piacere cambiare un po’ e parlare di film differenti l’uno dall’altro. E anche questa volta discuteremo di qualcosa di diverso. Questa volta torniamo all’animazione. Gli ultimi film d’animazione che abbiamo recensito sul nostro blog sono stati I racconti di Parvana – The Breadwinner (di cui vi consiglio di leggere la recensione scritta da Shiki, è un film veramente incredibile) e La famosa invasione degli orsi in Sicilia (vi consiglio anche qui di leggere la recensione, vedere il film e supportarlo in ogni modo vista la sua enorme bellezza). L’animazione è una tecnica cinematografica incredibile, che permette di dare sfogo all’immaginazione e di creare storie e scenari incredibili. Una tecnica interessante che però nel mondo occidentale si è purtroppo concentrata quasi esclusivamente sul 3D. Come ho già detto in passato, quella tecnologia mi piace e vedo quanto utile possa essere per un animatore, ma non esiste solo quella e mi dispiace vedere come il disegno tradizionale sia stato quasi completamente abbandonato (nonostante di tanto in tanto arrivino dei film che provano a riutilizzarlo). Vorrei molto che si tornasse ad avere di nuovo film d’animazione disegnati a mano, ma non per nostalgia, ma perché quel tipo di disegno permette veramente di scatenare la fantasia (inoltre i film animati si differenzierebbero molto in questo modo). Ed è così che ho deciso di parlare di questa pellicola, una pellicola che in tanti conoscono e che sicuramente ha fatto parte dell’infanzia di molti.
Ecco a voi La Strada per El Dorado (The Road to El Dorado), pellicola animata comica e d’avventura del 2000 diretta da Bibo Bergeron, Will Finn, Don Paul e David Silverman.

Trama:
Siamo nel 1519 in Spagna e per la precisione a Siviglia. Qui il condottiero spagnolo Hernán Cortés (Jim Cummings) sta per imbarcarsi per andare a conquistare il Nuovo Mondo e dare alla Spagna enormi ricchezze. Nello stesso momento due ladruncoli, Tullio (Kevin Kline) e Miguel (Kenneth Branagh), stanno vincendo molto con il gioco d’azzardo, utilizzando ovviamente dei dadi truccati. Sembra che gli altri sfidanti non abbiano più nulla da scommettere, ma all’improvviso uno di questi tira fuori una mappa che dovrebbe portare alla leggendaria città di El Dorado. Se i due vincono, la mappa sarà tutta loro. Miguel è emozionato, vorrebbe a tutti i costi avere quella mappa per poter vivere finalmente un’avventura epica con il suo amico. Tullio d’altro canto non si fida. La mappa potrebbe essere anche un falso e non vuole rischiare tutto quello che hanno ottenuto finora per un pezzo di carta. Alla fine però Miguel riesce a convincere Tullio e i due vincono perfino la mappa. Purtroppo il loro imbroglio viene scoperto e i due sono costretti a una rocambolesca fuga. Alla fine finiscono per sbaglio nella nave di Cortés dove vengono fatti prigionieri. Riusciranno dopo un po’ a fuggire dalla nave e con loro porteranno sempre per errore un cavallo di nome Altivo. Dopo molti giorni passati a vagare nell’oceano, i tre arrivano sulla terraferma e Miguel riconosce alcuni luoghi presenti sulla mappa. Ed è così che i due intraprendono un viaggio dove scopriranno la magnifica città di El Dorado e faranno la conoscenza del suo popolo, un popolo tra l’altro che li considera degli dei.

Questa volta si parla di un cartone che probabilmente ha fatto parte dell’infanzia di tantissime persone. Sicuramente sono in tanti ad aver visto La strada per El Dorado e in molti lo conoscono alla perfezione. Questo era uno di quei film che da piccolo vedevo molto spesso (certi giorni lo rivedevo più volte di seguito) e che mi divertiva tantissimo. Questo fu il terzo film che la DreamWorks Animation creò e fu il secondo lungometraggio animato con tecnica tradizionale. In realtà attraverso La strada per El Dorado ho anche l’occasione per poter parlare della DreamWorks Animation, ma non ne parlerò tantissimo, vorrei più che altro soffermarmi sui suoi primi anni di lavorazione e di quello che fece. Lo studio non era solo specializzato nell’animazione tradizionale, lo era anche pr quanto riguarda la CGI. Infatti il loro primissimo film fu Z la formica, una pellicola fatta in computer grafica e che a mio avviso è invecchiata molto bene e che ormai mostra chiaramente quanto in realtà sia un’opera molto matura e ironica e ciò la rende ancor più affascinante. In quello stesso periodo però tutti noi ci ricordiamo di questo studio per un lavoro mastodontico che fecero: Il principe d’Egitto. Quell’opera era incredibile in ogni cosa, nelle musiche, nelle animazioni, sul fatto di essere stato in grado di mostrare grande epicità e drammaticità attraverso i suoi personaggi e i suoi incredibili momenti. Una pellicola straordinaria che con il passare degli anni non ha fatto altro che migliorare e stupire le nuove generazioni. Quella prima DreamWorks Animation mi è sempre piaciuta e, nonostante riesca ancora a fare dei film animati belli, purtroppo oggi non osa più come un tempo e cerca di mirare a progetti più sicuri, per così dire. Diciamo che mi manca molto l’animazione tradizionale di questo genere e spero sempre che un grande studio prima o poi torni a seguire quello stile.

Tornando a parlare di La strada per El Dorado, questo film ebbe bisogno di ben quattro anni di lavorazione per essere completato. La cosa interessante è che in quel periodo tutto lo staff non solo era impegnato con El Dorado, ma si stava anche occupando di Giuseppe – il re dei sogni, un’altra pellicola che come Il principe d’Egitto si basava sui testi dell’antico testamento. In questo senso lo studio fu veramente impegnato.

Parlando del lato tecnico, El Dorado riesce sicuramente a colpire lo spettatore. Già solo l’inizio mette in mostra una certa voglia artistica quando si vede, secondo la leggenda della popolazione di El Dorado, la nascita della città d’oro per mano delle due divinità. Mi ha sempre affascinato questa parte per il modo in cui sono stati realizzati i disegni, ossia in un modo che possiamo definire naïf, rimanendo però anche fedele al tipo di stile e immagini presenti nelle popolazioni indigene del Centro America. Già in quei primi due minuti il film sa sorprendere. In seguito la storia ci catapulta in Spagna, resa veramente bene e curata dai dettagli, fino a spostarci nelle foreste selvagge dell’America Centrale e infine alla città di El Dorado. Su questo punto hanno veramente dato sfogo a tutta la loro creatività. La città è veramente grande e cerca di essere il più possibile fedele alle architetture di quelle antiche civiltà. E’ molto bello vedere come El Dorado riesce a unirsi in maniera perfetta con la natura e soprattutto in questo momento ci sarà una grandissima esplosione di colori. Tutto sarà molto vivace e caldo e ci saranno anche dei bellissimi giochi di luce e ombre complessi che arricchiranno ancor di più l’ambiente. L’unico posto che sarà oscuro in questa città è l’abitazione di Tzekel-Kan (Armand Assante), dove le ombre saranno più presenti insieme a un colore verde che darà all’insieme un tono cupo e malvagio. Un’altra cosa che lo studio di animazione è riuscito a fare molto bene è stato l’utilizzo del digitale nei punti giusti. Per esempio è stato usato quando il mare è in movimento. In quei casi si creano delle scene veramente epiche. Un altro punto in cui hanno usato saggiamente il digitale è stato con l’oro. Sono riusciti a ottenere con il digitale un colore ben preciso che faceva sembrare tutto quanto molto autentico. In questi casi il digitale è stato veramente fatto bene e ancora oggi possiamo dire che regge molto bene.

A livello di trama non c’è molto da dire. Ha una storia molto semplice e lineare che non ha colpi di scena inaspettati o soprese di alcun tipo. E’ una storia tranquilla che ha lo scopo di intrattenere lo spettatore. In realtà avevano la possibilità di narrare alcune tematiche interessanti in maniera intelligente come appunto la colonizzazione e i danni che fece oppure la comprensione di altre culture senza rendere il tutto troppo pesante, ma hanno preferito concentrarsi sull’intrattenimento. Infatti non è la trama che ha reso questo film celebre a livello di pubblico (anche se bisogna dire che al cinema fu un flop, diventò sempre più famoso in seguito). Sono stati i suoi protagonisti.

In un film animato è difficile trovare due protagonisti come Tullio e Miguel. Di solito in cartoni simili ci troviamo di fronte a un protagonista positivo che intraprende un viaggio di crescita. Qui invece abbiamo due veri e propri imbroglioni che si arricchiscono ingannando gli altri. Nonostante ciò sono dei personaggi che hanno a cuore la salute degli altri e a El Dorado lo dimostreranno spesso. Amano le ricchezze e la bella vita, ma non sopportano che venga fatto del male agli altri Inoltre tra i due c’è un rapporto di amicizia e complicità veramente stretto e affrontano ogni situazione con la loro fortuna e la loro spassosa ironia. Penso proprio che questo sia uno dei duo migliori che ci siano.
I due hanno anche delle personalità molto differenti. Mentre Miguel è il sognatore, il personaggio pronto anche a rischiare il tutto per un ideale migliore o per la persona a cui è affezionato. Tullio invece è un cinico calcolatore che vede molto spesso il bicchiere mezzo vuoto e che si preoccupa parecchio per le possibilità future. Anche il loro design e il loro abbigliamento enfatizzano molto le differenze caratteriali dei due, ad esempio con Miguel che indossa un vestito rosso acceso e Tullio uno blu cupo.

Sono interessanti anche gli altri personaggi della pellicola. Anche se non hanno la stessa caratterizzazione dei due protagonisti, sanno rimanere molto impressi al pubblico. Come ad esempio Chel (Rosie Perez), una ragazza indigena molto scaltra e intelligente che scopre del piano di Miguel e Tullio e vuole farne parte per poter scappare e vedere il mondo esterno. Il suo è un personaggio anche molto sensuale, un tipo di sensualità che nei cartoni dei primi anni duemila era abbastanza presente e, come in questo caso, mai volgare.
Un personaggio che però mi ha sempre impressionato è sicuramente Tzekel-Kan. E non parlo solo del suo comportamento, un uomo fanatico e sadico che è sempre pronto a compiacere Tullio e Miguel con sacrifici di sangue. Non è solo il suo comportamento che colpisce, quello che salta molto all’occhio è il suo design. Penso che lui sia il personaggio con il design più curato e ricco di dettagli. Ha tratti delineati meglio rispetto a tutti gli altri, perfino rispetto ai protagonisti. Di lui c’è sempre stato un dettaglio particolare che mi è sempre rimasto impresso: i suoi denti. Va bene, detta così fa un po’ ridere, ma se osserviamo bene tutti gli altri hanno quel tipo di denti tipici dei cartoni (ovvero una lunga striscia bianca) mentre Tzekel-Kan invece ha una dentatura molto realistica. Questo particolare riesce a conferirgli un’aura che mette a disagio lo spettatore. E l’ho sempre trovata una scelta davvero intelligente.

Per concludere La strada per El Dorado è un film animato realizzato con grande cura per i dettagli e il comparto tecnico e, anche se ha una trama fin troppo semplice, riesce a funzionare benissimo grazie ai suoi protagonisti, alla loro amicizia e alla loro simpatica ironia. Certo, non è un capolavoro, ma è comunque una pellicola che è invecchiata benissimo e che riesce sempre a far sorridere tutte le volte che lo si rivede. E’ un film che consiglierò sempre.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

20 pensieri riguardo “La strada per El Dorardo

  1. lo devo rivedere
    invece, la colonna sonora in inglese (la canzone originale) è in un cd che ascolto in macchina 😍

    ” stupide le nuove generazioni”
    d’accordo che possono essere ignoranti, ma rispetto a voi credo anche io di essere una nuova generazione e quindi se non correggete STUPIDE in STUPIRE potrei anche offendermi^^

  2. La DreamWorks Animation degli esordi era un luogo ricco di meraviglie. Peccato nella lotta con la Pixar ne sia uscita mazziata di brutto, in quel periodo in cui facevano film speculari. Sarebbe stato bello vederli continuare su quella strada ricca di qualità, ma si sono un po’ persi ormai.
    Sarei contento anche io se l’animazione 2D riprendesse un ruolo di rilievo, non che abbia nulla contro il 3D, in certi casi mostra di essere ancora un territorio inesplorato come dimostrano Klaus e Spiderman: Into the Spiderverse, però sì, il fascino del disegno è intramontabile. Infatti sono un grande fan di chi ancora la porta ai massimi livelli, come Nora Twomey e Tomm Moore!

    1. Ultimamente la Dreamworks appunto tende a fare film un pò più infantili dove sicuramente non corre rischi ma così facendo ha perso completamente quella carica che aveva all’inizio. È un peccato perché era veramente un grande concorrente della Disney e della Pixar e ha perso e veramente in gamba. Klaus ne devo parlare. È un film straordinario in cui si è fatto un passo avanti nell’animazione tradizionale.

  3. Era uno dei film preferiti della mia sorellina, l’abbiamo visto decine di volte, concordo sull’amore per l’animazione più tradizionale, penso ci sarebbe spazio per tutte le tecniche, e mi sembra che anche i bambini apprezzino tutti i generi, senza vedere quelli più tradizionali come sorpassati.

    1. L’animazione tradizionale non credo che possa definirsi in alcun modo sorpassata. Nel tempo può evolversi in maniera interessante ma anche film come Biancaneve riescono a essere incredibili nel lato tecnico nonostante tutti questi anni. Io adoro tantissimo poi la stop-motion e apprezzo molto anche l’animazione 3D però mi dispiace solo che quest’ultima ormai abbia messo da parte l’animazione tradizionale, almeno qui in occidente.

  4. L’ho visto alcune volte da piccolo ma sono davvero tantissimi anni che non mi capita di rivederlo. Comunque lo ricordo con molto affetto, e sono d’accordo con tutto quello che hai scritto: la trama non è nulla di che, ma i protagonisti sono davvero carismatici e reggono tutto sulle loro spalle.

    Purtroppo, come dice giustamente anche Fausto, la DreamWorks si è dedicata ultimamente a film sempre più infantili, ma mi sembra sia un trend piuttosto condiviso: è difficile ormai trovare un film d’animazione con temi davvero maturi, perfino la Laika, con Missing Link, mi sembra abbia realizzato un’opera molto più infantile nonostante i suoi film iniziali siano tutt’altro che banali o rassicuranti.
    La DW, comunque, ha realizzato diversi film nel corso degli anni a cui sono molto legato, come Shrek, Kung Fu Panda e soprattutto Dragon Trainer, che ho veramente amato; a questi poi si aggiunge Le 5 Leggende, sottovalutatissimo, secondo me, e che riguardo ogni volta che passa in tv

    Per quanto riguarda l’animazione tradizionale, sfondi una porta aperta. Adesso che perfino lo Studio Ghibli si sta avviando verso il digitale vedo un altro pezzetto di mondo scomparire, e fa quasi male al cuore…

    1. Purtroppo in occidente c’è un concetto molto infantile legato al mondo dell’animazione. In molti pensano che i film animati siano dedicati esclusivamente ai più piccoli cosa che a mio avviso è completamente sbagliata. Per quanto riguarda la Dreamworks mi dispiace molto per la strada che ha intrapreso. Ha fatto delle opere incredibili come quelle che hai citato tu (e concordo al cento per cento quando dici che Le 5 leggende è un film fin troppo sottovalutato). Il digitale in giapponese è una questione più complessa. Ci hanno provato diverse volte e ammetto che i risultati migliori li hanno ottenuti con film del calibro di Capitan Harlock. Non ho ancora visto l’ultimo film di Lupin ma anche in quel caso il digitale sembra buono. Per il resto credo che il Giappone continuerà ancora con l’animazione tradizionale. È un campo in cui loro sono maestri e non credo che passeranno completamente al digitale.

    1. Non ti devi assolutamente vergognare di niente. L’animazione non è solo per bambini ma è un mondo dedicato a tutti che ha mille mila sfaccettature e tantissimi generi. Il mondo dell’animazione è un mondo incredibile, un mondo dove le persone riescono a esprimere perfettamente la loro arte. Non c’è niente di cui vergognarsi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...