Attraction

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. In quest’ultimo periodo mi rendo conto di aver sfornato per lo più due tipi di articoli: articoli dedicati all’horror e altri dedicati ai biographic. Certo, Lacci è stato qualcosa di nuovo, ma mi rendo conto di essermi concentrato per lo più su quei due generi. Chi mi segue da un po’ sa bene che oltre all’horror e al gotico (impariamo a differenziare i due generi, hanno molte caratteristiche in comune ma sono diversi) c’è un altro genere che ho sempre amato: la fantascienza. E purtroppo non ho mai dedicato tanto spazio a questo genere sul nostro blog. Cercherò come sempre di rimediare a ciò e infatti questa volta affronterò un film di fantascienza. Soltanto che non voglio buttarmi su qualcosa di molto conosciuto, ma qualche opera indipendente oppure qualche sci-fi non americano. Ci sono stati diversi film che hanno attirato il mio interesse, alcuni che amo particolarmente e altri che considero interessanti da discutere. Diciamo che la scelta non è stata semplice. C’erano dei film che da tempo volevo portare sul blog, film capaci di approfondire in maniera stupenda e intelligente tematiche riguardanti la vita e l’uomo. Però su quest’ultimi vorrei fare articoli più specifici e approfonditi, quindi per questa volta ho puntato su un altra pellicola sempre molto particolare. Un blockbuster russo.
Ecco a voi Attraction (Притяжение, Pritjaženie), pellicola fantascientifica e sentimentale del 2017 diretta da Fëdor Bondarčuk.

Trama:
Siamo in Russia e nella nazione, ma in particolar modo a Mosca, c’è molto fermento perché le persone stanno per assistere a una pioggia di meteore, un evento meraviglioso che si ripeterà solo tra altri cinquanta anni. Julia (Irina Staršenbaum) vorrebbe vedere lo spettacolo insieme al suo fidanzato Tyoma (Alexander Petrov) e alla sua migliore amica Sveta (Darya Rudenok). Purtroppo suo padre, il colonello Valentin Lebedev (Oleg Menshikov) le proibisce di uscire. Nonostante ciò Tyoma riesce a convincere Julia a unirsi al gruppo. Nello stesso momento la pioggia di meteoriti colpisce in pieno una nave aliena che perde il controllo, finendo nell’atmosfera terrestre. Questa nave arriva nel territorio russo e qui le viene fatto perdere completamente il controllo da dei caccia russi che la colpiscono. La nave spaziale così si schianta a Čertanovo, un quartiere di Mosca, lo stesso quartiere in cui si trovano Julia e i suoi amici. Julia e Tyoma sopravvivono alla catastrofe, ma Sveta invece rimane uccisa insieme a molte altre persone. Il governo e i militari cercano subito di avere un contatto con questi alieni e fin da subito notiamo che quest’ultimi non sono aggressivi e che non stanno facendo niente contro gli umani. Ovviamente la popolazione non sa perché la nave spaziale sia precipitata lì, sta di fatto che gli abitanti sono molto furiosi: le loro case sono state distrutte, hanno perso i loro cari e i loro amici e il governo pensa più agli alieni che a loro. In questo clima di odio si unisce anche Julia che, ancora sofferente per la morte di Sveta, decide di fare un gesto rischioso. Insieme a Tyoma e ad alcuni amici di lui, Julia riesce a entrare nella zona di quarantena per vendicare l’amica. Qui incontra uno degli alieni che si aggirano dentro enormi esoscheletri. Spaventata dall’incontro, Julia rischia di cadere da un palazzo ma l’alieno le salva la vita. Mentre l’alieno cerca di fuggire però precipita dall’edificio. Il gruppo controlla l’esoscheletro e notano che è vuoto, ma Katia vede dov’è finito il pilota. E soprattutto nota che l’alieno assomiglia in tutto e per tutto a un umano.

Iniziamo con il dire che non conosco tantissimi film russi moderni. Ho una buona conoscenza per quanto riguarda i classici, capolavori e cult diretti da registi meravigliosi come Ėjzenštejn, Kalatozov e Tarkovsky, giusto per citarne alcuni. Per quanto riguarda invece il cinema odierno russo, ammetto una certa ignoranza. L’ultimo lavoro russo che ho visto è stato Muori, papà, muori un film stupendo in tutti i sensi, ma per il resto le altre pellicole che sono riuscite ad arrivare in Italia mi sono sembrate lavori tremendamente dimenticabili. Questo Attraction ha colpito molto la mia curiosità perché sembrava promettere bene e a livello di messa in scena aveva delle idee ben precise. Del regista conosco veramente poco, so che è stato un attore prima di passare dietro la macchina da presa e che prima di questo Attraction diresse un’altra pellicola, un altro blockbuster che ebbe un ottimo successo al botteghino ovvero Stalingrad, un film di guerra dedicato alla battaglia di Stalingrado e alla sua grande importanza. Conosco il film del 1993 diretto da Joseph Vilsmaier e non ho idea di come sia fatto invece il film russo. Per quanto riguarda Attraction, è un vero e proprio blockbuster costato ben 380 milioni di rubli, che dovrebbero valere più o meno 6 milioni di dollari, e guadagnando oltre un miliardo di rubli (19 milioni di dollari americani), superando molti d’incassi in Russia.

Parlando in generale della pellicola, i lati positivi li possiamo ritrovare nel comparto tecnico. Partiamo dalla regia. Bondarčuk riesce a cavarsela molto bene con le scene d’azione. Già solo la scena dello schianto dell’astronave si può notare ciò. Una scena resa molto bene con le persone che guardano l’evento inizialmente increduli e subito dopo iniziano a correre, cercando di evitare i detriti dei palazzi in rovina. In questa parte riesce a gestire bene l’intera sequenza con la nave spaziale che va a sbattere contro gli edifici, le persone che fuggono e Julia e Tyoma che cercano di sopravvivere a questa catastrofe. Molte delle scene d’azione sono rese bene e hanno un ottimo ritmo. Queste scene non sono tantissime, visto che non solo il fulcro della storia, ma sono capaci di intrattenere lo spettatore.
Un’altra caratteristica interessante è il design dell’astronave e degli esoscheletri. La nave spaziale mi piace molto, un enorme macchina sferica con intorno questi spirali. Non è un design complesso ma riesce a rimanere impresso ed è veramente curato nei dettagli. Anche gli esoscheletri sono ben resi, hanno dei colori che entrano bene in sintonia e non hanno per nulla un aspetto spaventoso, nonostante siano capaci di muoversi a una velocità spaventosa. Per quanto riguarda il lato tecnico il film è ben fatto, ma ci sono molti difetti che riguardano in parte la storia ma in special modo i personaggi.

Per quanto riguarda i personaggi, possiamo assistere molte volte alla presenza di macchiette comiche che servono a far divertire il pubblico e alcune di loro avranno perfino un certo peso a livello di trama. Se proprio si deve inserire una macchietta in un film, lo si deve fare bene e diciamo che in questo contesto sono più che sbagliate e alquanto esagerate. Ad esempio l’amico intelligente di Julia, un ragazzo goffo, impacciato, balbuziente, pauroso ecc… Quel personaggio è un concentrato di macchiette e stereotipi legate ai nerd o comunque alle persone intelligenti veramente impressionanti. La stessa cosa vale ad esempio per il politico che va a parlare con gli alieni, un elemento inetto e improponibile che nessuno sano di mente manderebbe a parlare con degli alieni durante il primo contatto. Inoltre molti dei personaggi secondari non sono per niente caratterizzati mentre altri hanno un accenno di personalità.

Sicuramente colo che sono stati caratterizzati bene sono Julia, Tyoma, Hekon l’alieno (Rinal Muchametov) e il colonello Lebedev. Di Julia apprezzo molto la sua evoluzione. Parte come una persona ferita per la morte della sua migliore amica e per questo dentro di lei inizia a nascere un sentimento d’odio e quindi va alla ricerca della sua vendetta. Poi l’incontro con l’alieno e pian piano la consapevolezza di aver a che fare con un essere pacifico che non ha alcuna colpa, un essere molto intelligente e saggio che in realtà è migliore di non umani. Da qui lei inizierà a provare curiosità verso Hekon e infine, com’è anche ovvio, l’amore. Tra loro due la storia d’amore è abbastanza semplice e lineare, ma comunque gestita molto bene, funzionale per la trama e anche dolce in certi punti.
Hekon è un buon personaggio che a mio avviso aveva un potenziale enorme visto che è un alieno che si ritrova in un mondo a lui ostile e che pian piano impara a conoscere alcune emozioni umane come rabbia, tristezza e dolore. Sentimenti che potevano portare a un’evoluzione del personaggio migliore, un’evoluzione interessante su cui sembrava che stessero mirando all’inizio, ma che alla fine non hanno approfondito tanto.
Il colonello è interessante per via del rapporto che ha con la figlia. I due non vanno per niente d’accordo anche perché lui tende a negare alla figlia ogni cosa. Il motivo per cui lo fa è per proteggerla visto che ha paura di perderla così come ha perso sua moglie, ma ovviamente un comportamento simile non fa altro che soffocare Julia e per questo lei gli va contro. Gli va contro anche per via di molte idee che hanno in contrasto e lui fatica a comprenderla nonostante ci provi.
Tyoma invece è stato uno dei personaggi più interessanti e quello che ha avuto un’evoluzione, anzi una regressione ben gestita. All’inizio sembra il classico ragazzo che non dà ascolto alle regole ma comunque responsabile e affezionato alle persone che ama. Soltanto che andando avanti nella storia, per colpa della situazione in cui vive, della rabbia della gente e della crisi gestita male dei soldati, inizierà ad avere un comportamento aggressivo e violento, fino ad arrivare al crollo completo in cui diventerà una mina vagante. Sicuramente uno dei personaggi costruiti meglio di tutto il film.

Per quanto riguarda la storia, i suoi difetti non li ritroviamo nel fatto che abbia una storia lineare e già visto (la cosa importante in questi casi è il modo in cui mostri questa storia), ma nel fatto che in alcuni punti i nostri personaggi riusciranno a eludere certe sorveglianze con una semplicità disarmante e nessuno si renderà conto di nulla. In film del genere succedono spesso questi eventi ma diciamo che qui ci sono forzature abbastanza spesso e alcune anche plateali. Inoltre nella parte centrale la storia rallenta, creando in quel punto una certa pesantezza.
Quello che però ho molto apprezzato è il messaggio che ha voluto trasmettere, un messaggio di amore verso gli altri. In questo film viene mostrato molto bene come odio e diffidenza possano portare solo ad altra sofferenza e di come invece comprensione e amore siano state capaci di avvicinare due persone moto diverse tra loro e a far scattare qualcosa di dolce e unico. Un messaggio molto bello e positivo che viene recepito molto bene dallo spettatore.

Per concludere Attraction è un film di fantascienza, ma anche un film romantico, molto interessante, ben fatto a livello tecnico e con un bel messaggio. Purtroppo però presenta certi problemi a livello di scrittura per via di certi personaggi stereotipati e poco curati e una trama in alcuni punti un po’ forzata. Per il resto è comunque un film piacevole che si può guardare tranquillamente.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

11 pensieri riguardo “Attraction

    1. Non preoccuparti, in realtà lo conoscono veramente in pochi. A me piace buttarmi su vari film anche quelli sconosciuti. Se poi riescono a dirmi qualcosa mi piace condividere le mie opinioni con gli altri.

  1. Leggevo un articolo, qualche tempo fa, che parlava della Russia come il nuovo orizzonte da cui aspettarsi grandi sorpresi cinematografiche all’interno di questo genere, al contrario, ad esempio, degli USA, ormai un po’ stantii; sei d’accordo? Tieni conto che io della fantascienza ho masticato solo i classiconi, non sono un esperto o un grande estimatore del genere, per cui anche questa considerazione la riporto così come l’ho letta.

    1. In parte sì e in parte no. La Russia tende a fare dei blockbusters molto interessante con degli elementi belli per quanto riguarda il lato tecnico ma ha dei grandi limiti a livello di sceneggiatura e certi limiti anche su quello che possono dire.

  2. Interessante e completissima recensione di un film che non conosco. Da quello che hai scritto non posso dirmi troppo incuriosito, però se mi capita sotto mano potrei prenderlo per curiosità! Alla fine conosco poco e niente dell’odierno cinema russo!

  3. confesso che la fantascienza non è che mi attiri moltissimo! deve essere proprio molto bello per farmelo piacere e questo non l’ho visto e neppure ne conoscevo l’esistenza. ho amato moltissimo davvero “Stalker” del 79 credo, ma non son sicura, di Tarkovskij , del cinema riusso io ho amato molto Madre e figlio 97 credo, di Aleksandr Sokurov, ma devi vederlo in un momento di grazia perchè è un film di silenzi, ma straordinario per me e poi Il ritorno , di Andrej Zvjagincev, di altro devo andare come te indietro molto nel tempo! come sempre bellissimo il tuo racconto e sempre affascinate! bravo!

    1. Vabbè praticamente mi hai citato delle pellicole incredibili! E tutte pellicole di fantascienza che si pongono interrogative sulla vita, sull’uomo, sull’individuo…su tutto insomma! Delle pellicole che apprezzo con tutto me stesso.

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