Stanlio e Ollio

Bentornati o benvenuti a tutti quanti! Nell’ultimo periodo ho parlato veramente tanto di horror (per non parlare dei primi tre film di Hellraiser) emi sembra giusto cambiare genere una volta ogni tanto. Quest’oggi tornerò a parlare di un genere che affronto sul blog da tantissimo tempo: il biografico. Pneso che l’ultima volta che ne ho parlato sia stato con il bellissimo e sottovalutato Ed Wood (che consiglio a tutti di vedere se non volete perdervi uno dei film più belli di Tim Burton). Il biographic è un genere cinematografico molto complesso a mio avviso. Non è facile scavare nella vita di una persona e sicuramente non la si può comprendere nella sua interezza, ma comunque ci si può avvicinare anche prendendosi qualche piccola libertà creativa. Per me però le cose importanti in questi film, soprattutto quando si parla di alcune figure importanti della storia o del mondo dello spettacolo, è quello di riuscire a mostrare l’umano dietro la leggenda (oltre a cercare di essere fedeli con gli avvenimenti della sua vita). E ammetto che riuscire a fare una cosa simile non è molto semplice e che certe pellicole hanno fallito in ciò. Questo film invece sarà riuscito a rappresentare tuttu questo? Scopriamolo subito.
Ecco a voi Stanlio e Ollio (Stan & Ollie), pellicola biografica e commedia drammatica del 2018 diretta da John S. Baird e tratta dal libro Laurel & Hardy – The British Tours di ‘A.J.’ Marriot.

Trama:
Siamo nel 1937 e Laurel (Steve Coogan) e Hardy (John C. Reilly) sono il duo comico più famoso del mondo, hanno moltissimi ammiratori e molti soldi. Mentre si stanno preparando per girare I fanciulli del West, Hal Roach (Danny Huston), il produttore di molti dei loro lavori, e Laurel hanno una discussione. Il rapporto tra i due non è mai stato buono e adesso è arrivato a un punto di rottura. Laurel ha intenzione di scogliere il contratto con lui e di portare Hardy in un’altra casa di produzione. Solo che Hardy in quel periodo ha alcuni problemi economici e non è sicuro di riuscire a scogliere il contratto. Dopo questi eventi il film fa un salto temporale di 16 anni e arriviamo così nel 1953. Il tempo non è stato clemente con il duo: entrambi sono molto invecchiat e sono messi male fisicamente, in special modo Hardy che è ingrassato visibilmente e come se non bastasse soffre di ipertensione e ha problemi alle ginocchia. I due sono arrivati in Inghilterra per un motivo ben preciso: Laurel e Hardy vogliono realizzare un film su Robin Hodd e hanno bisogno di soldi per farlo e quindi hanno deciso di fare una tournée per tutta l’Inghilterra e l’Irlanda per guadagnare un po’ e farsi notare da un produttore che dovrebbe trovare i fondi per far partire il progetto. Purtroppo l’inizio di questa tournée non è dei migliori: sono costretti a recitare in teatri di second’ordine e con un pubblico molto piccolo. Nonostante gli spettatori apprezzino i loro spettacoli, le cose non vanno bene per quanto riguarda gli incassi e se non fanno qualcosa la tournée rischia di essere cancellata. Così Laurel e Hardy decidono di farsi pubblicità facendo apparizioni pubbliche, per ottenere l’attenzione del pubblico. E questo metodo sembra effettivamente funzionare e il lor spettacoli iniziano ad avere sempre più successo.

Non pesno proprio che ci sia bisogno di presentare il leggendario duo comico di Stanlio e Ollio. Questi due artisti sono stati dei comici incredibili che con le loro pellicole hanno saputo far ridere parecchio tutto il mondo e ancora oggi riescono a incantare e a divertire il pubblico. Buona parte dei loro film sono invecchiati benissimo e in certi casi sono perfino più moderni di certe commedie che escono in questi tempi (la commedia per me è il genere più difficile in assoluto). Fin da piccolo questo duo mi ha sempre divertito e continua a farlo anche ora che sono cresciuto. Siamo tutti d’accordo nel dire che loro sono stati tra gli attori comici più bravi di sempre e che tutto il successo che hanno ottenuto è meritatissimo.
Per quanto riguarda il regista, John S. Baird, ammetto di non conoscerlo bene. Di suo conosco solo Filth, film diretto da Baird nel 2013 con protagonista James McAvoy, film interessante e con una messa in scena particolare che vi consiglio di recuperare. Dopo questa pellicola ha diretto ualche episodio di alcune serie televisive tra cui un episodio di Vinyl, serie prodotta e realizzata dal grande Martin Scorsese. E con questa pellicola il regita dimostra di essere maturato molto dai tempi in cui diresse Filth, ma partiamo con ordine.

Prima di tutto apprezzo molto che abbiano deciso di rappresentare non il momento digloria di Stanlio e Ollio, bensì il loro declino e mostrando in questo modo il loro lato umano in maniera migliore, i loro pregi e i loro difetti. Apprezzo molto anche l’inizio, dove i due sono all’apice della loro carriera per poi passare al 1953 nel quale invece fanno grande fatica a farsi produrre una pellicola. Ha un inizio davvero ottimo, con questo lunghissimo piano sequenza di Laurel e Hardy che camminano ne vari set e negli studios mentre parlano del più e del meno. Oltre ad essere una scena costruita molto bene, capace di mostrare la grandezza e la complessità dei vari set, è una scena molto importante per la trama, poiché introduce alcuni elementi chiave della storia come ad esempio il matrimonio di Hardy, le sue difficoltà economiche e l’astio di Laurel nei confronti di Roach e la sua vogli di andarsene. Una scena lunga che non risulta per niente lenta, utile per comprendere meglio la trama e che è stata realizzata a livello tecnico moto bene.

Dopo questa parentesi gioiosa invece si passano al momento in cui arrivano in Inghilterra. Non sono più famosi come un tempo e c’è perfino chi crede che si siano ritirati. Qui vediamo tutta la loro fatica e le loro delusioni, ma nonostante ciò assistiamo anche alla loro forza di volontà. Entrambi vogliono realizzare il film su Robin Hood e sono d’accordo sul raddoppiare i loro sforzi nonostanti tutti gli acciacchi che hanno. In questo frangente abbiamo non solo modo di vedere la forza della loro amicizia e la loro vicinanza, ma anche di vedere il loro modo di lavorare. Grazie a ciò vediamo come fosse Laurel la mente dietro le loro gag e le varie scene. Teneva così tanto a questi personaggi e alle loro situazioni che scriveva sceneggiature su sceneggiature, materiale dedicato esclusivamente a Stanlio e Ollio e molte volte dava perfino consigli e suggerimenti ai registi e stava anche in sala di montaggio a controllare e ricontrollare che le scene funzionassero. Insomma lui crea e supervisiona tutto ciò che riguarda questi personaggi e con questo viene sottolineato molto quanto ci tenesse a questa coppia. Hardy invece ascolta tutte le idee di Laurel, a volte dà qualche consiglio, ma il più delle volte dà retta alle trovate dell’amico e in questi casi dimostra una completa fiducia nei suoi confronti, una fiducia enorme che crea quella sintonia che li ha resi famosi. In ogni caso riescono a umanizzare questi due artisti mostrandoci tutti i loro difetti, i loro vizi (come l’alcool e le scommesse) e qualche delicata questione che i due non hanno ancora risolto. E su questo punto mi riferisco a Zenobia, conosciuto anche come Ollio sposo mattacchione. Ricordo molto bene uesto film, non perché fosse bello ma perché Hardy non recitava insieme a Laurel ma con un altro attore che lo impersonava. Ricordo anche molto bene che non era nulla di che e che le gag non erano molto divertenti, dimostrando quanto era importante il coinvolgimento di Laure. In ogni caso quel film è er entrambi una ferita aperta ed è anche il motivo per cui litigano (nel film poi verrà spiegato perché quel film li abbia segnati così tanto). Una parte veramente bella e drammatica che mostra molti lati umani dei due.

I complimenti vanno senza ombra di dubbio ai due attori principali, Steve Coogan e John C. Reilly. Prima di tutto il trucco applicato ai due è veramente curato ed entrambi sembrano a livello fisico proprio Stanlio e Ollio. Il trucoc che mi ha colpito di più è sicuramente quello applicato a Reilly, che è praticamente irriconoscibile. Ma non è solo il trucco a renderli incredibili come Laurel e Hardy. Le loro movenze, i loro sguardi e le azioni compiono mentre fanno le scene e le gag sono tremendamente identiche a quelle che facevano i veri Laurel e Hardy nei loro film. Entrambi gli attori si sono studiati alla perfezione le loro performance, il loro mood di recitare e i movimenti. E’un lavoro veramente incredibile e curato nei minimi dettagli.
Anche se il film si basa principalmente sui due, fortunatamente non si dimentica di dare spazio anche ad altri personaggi come ad esempio il loro manager, Bernard Delfront (Rufus Jones), un uomo che pensa principalmente al guadagno ma che, nonostante tutto, a un certo punto riconosce la bellezza di quel che fanno Laurel e Hardy. Per non parlare poi di due personaggi stupendi come Lucille Hardy (Shirley Henderson) e Ida Kitaeva Laurel (Nina Arianda), le mogli dei due attori che mostrano personalità molto forti e che, nonostante i comportamenti siano molto diversi, entrambe hanno molte più cose in comune di quanto immaginino.

Qui si conclude la recensione di Stanlio e Ollio. Un film biografico veramente bello e realizzato con cura sia nel lato tecnico che in quello attoriale. Una commedia drammatica che riesce appieno a cogliere molti lati dei due attori, il loro impegno, la loro bravura e professionalità, la loro passione ma anche i loro vizi, i loro difetti e le loro debolezze. Un film capace di elogiarli come grandi artisti senza dimenticare di mostrare al pubblico il loro lato umano. Un film che consiglio assolutamente di recuperare il prima possibile.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

17 pensieri riguardo “Stanlio e Ollio

    1. Come mai? Sono molto curioso, io li ho sempre trovato grandiosi anche se loro volevano più intrattenere che trasmettere qualche messaggio sociale come fece ad esempio il grande Chaplin. (anche se uno o due dei loro film parlavano di tematiche mature).

      1. Sul film, ti linko la mia striminzita recensione (evidentemente ho capito poco il film: https://matavitatau.wordpress.com/2019/05/14/stan-ollie/)…
        Su Laurel & Hardy, mah, posso solo dirti che, essendo io repellente ai personaggi tout court (è un discorso complesso eh: io sono per le “storie”: sono troppo proppiano: per me il personaggio è solo funzione), ho avuto ben poco amore per qualsiasi cosa sia “gag di personaggio”… Non amo, per esempio, neanche Franco & Ciccio… e neanche certo Totò (o, perfino, certo Verdone, e, senz’altro, non amo Panariello, Pieraccioni ecc. ecc.)…
        Però riesco ad apprezzare Bud Spencer & Terence Hill, ma, paradossalmente, più quando sono da soli (la tetralogia di Bud Spencer e Michele Lupo è fantastica)…
        Per riassumerti: essendo, quelle di Laurel & Hardy, cose di “gag”, per alcuni è un bene (perché li rende “immortali”), per me è un male perché non ci vedo la “funzione” che porta avanti una “storia”…

        1. Un commento davvero molto interessante. È stato davvero affascinante avere un punto di vista completamente differente. Mi ha fatto molto piacere. Leggerò con molto piacere il tuo articolo appena potrò. Grazie ancora!

    1. Sì, ho visto il film di Redford e lo trovo veramente stupendo. Mi piacciono i personaggi e la messa in scena, ma io preferisco di più Ed Wood anche per questioni soggettive visto che tocca tematiche a me care.

      1. Mi fa molto piacere che tu condivida il mio apprezzamento per quel film. Colgo l’occasione per segnalarti che ho appena pubblicato un nuovo post, in cui racconto una bella storia d’amore… spero che ti piaccia! :)

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