Dagon (film)

In questo nuovo articolo vorrei affrontare un tipo di film di cui non ho mai parlato fin’ora, ovvero i film tratti dalle opere di H. P. Lovecraft, E no, non intendo tutte quelle pellicole ispirate al mondo lovecraftiano, ma opere che riprendono in maniera più o meno fedele i racconti dello scrittore. Nonostante Lovecraft sia famoso in tutto il mondo e abbia ispirato tantissime opere di diversi medium (tra cui libri, videogiochi e ovviamente film), in tutti questi anni ci sono state veramente pochissime trasposizioni che riuscissero a essere fedeli ai suoi lavori. Questo perché Lovecraft è veramente difficile da trasporre per alcuni motivi: il primo riguarda il modo in cui presenta le vicende dove nella maggior parte dei casi è il protagonista che ricorda gli eventi orrendi accaduti e li scrive tutti su un diario e diciamo che questo modo di narrare è abbastanza anti-cinematografico; l’altro motivo riguarda la sua non descrizione degli orrori. Molte volte l’autore tende a dire che le sue parole non possono descrivere quello che sta guardando, perché troppo terrificanti e quindi a volte non abbiamo indizzi su quello che vede. In sua difesa però quando descriveva gli esseri faceva un lavoro a dir poco eccezionale. Quindi diciamo ceh Lovecraft non è mai stato semplice per il cinema ma c’è stata una coppia che invece ha fatto del suo meglio per portare sul grande schermo le opere di Lovecraft e sto parlando di Brian Yuzna e del compianto Stuart Gordon. L’esempio migliore lo abbiamo con uno del loro film più famoso ovvero Re-Animator. Oggi però non siamo qui per parlare di quella perla (un giorno forse) ma di un altro film davvero interessante e di cui si dovrebbe parlare un po’ di più a mio avviso.
Ecco a voi Dagon – La mutazione del male (sottotitolo come sempre abbastanza sbagliato) pellicola horror del 2001 prodotta da Brian Yuzna e diretta da Stuart Gordon.

Trama:
Paul Marsh (Ezra Godden) è un magnate americano con origini spagnole che è diventando ricco scommettendo su certe azioni e ora cerca di godersi una vacanza su uno yacht insieme alla sua fidanzata Barbara (Raquel Meroño) e ai suoi amici Howard (Brendan Price) e Vicki (Birgit Bofarull) al largo delle coste della Galizia. Paul però non è per niente tranquillo. Infatti da un po’ di tempo ormai fa un sogno ricorrente ovvero quello di nuotare dentro una specie di gigantesco portale sul fondo dell’oceano insieme a una donna sconosciuta con le fattezze di una sirena. E come se non bastasse si sente anche molto male da un po’ di tempo. La vacanza non lo aiuta a rilassarsi e come se non bastasse una tempesta improvvisa fa incagliare la barca su degli scogli e durante la colluttazione Vicki rimane incastrata e rischia di perdere una gamba. Non riuscendo a liberarla, Paul e Barbara decidono di dirigersi con un gommone sulla costa mentre Howard rimane con Vicki. Paul e Barbara alla fine riescono a sbarcare in questo paesino chiamato Imboca, ma stranamente non trovano nessuno in giro almeno fino a quando non entrano in una chiesa inquietante che mostra simboli religiosi mai visti prima e incontrano un prete (Ferran Lahoz) che tenta di aiutarli. Ben presto però Paul dovrà aver a che fare con gli oscuri segreti di questa cittadina, a partire dagli abitanti stessi che si comportano in modo strano, hanno deformazioni particolari e soprattutto una faccia particolare. In questo incubo l’unico alleato di Paul sarà Ezequiel (Francisco Rabal), un pazzo ubriacone che conosce la verità sul luogo.

Una cosa molto interessante da notare del film è sicuramente la produzione, perché in questo caso non è americana come molti possono pensare bensì spagnola. E questo è stato un cambiamento voluto da Yuzna e da Gordon, cambiamento dovuto dal fatto che le produzione americane, e in particolare quelle horror, non erano interessate a trasporre i racconti di Lovecraft e in quel periodo l’horror si concentrava di più su altri settori. Purtroppo il budget del film era molto ristretto (visto che la produzione non è americana) e in certi punti questa cosa si farà sentire ma ci torneremo più tardi.
Si può dire che questo film prende spunto da due racconti di Lovecraft. Il primo è Dagon e questa cosa la possiamo notare all’inizio, quando la nave si incaglia sugli scogli, più o meno quello che succede al protagonista del racconto (anche se in quel caso la situazione era molto diversa). Però il 90% del film si basa sul racconto La maschera di Innsmouth e buona parte del film riesce anche a essergli fedele. Innsmouth è il nome del villaggio nell’opera originale mentre Inboca non è altro che il nome del paesino in spagnolo.

Partiamo come sempre dai personaggi e iniziamo parlando proprio del protagonista, Paul. Paul è probabilmente uno dei personaggi più inetti, negativi e imbranati che abbai mai visto. Tutti questi elementi però non li ho elencati in maniera negativa. Sono tutte caratteristiche che fanno parte del protagonista e che sono state scritte molto bene. E’ un personaggio abbastanza irritante che si lascia travolgere dagli eventi e che si mette nei guai un mucchio di volte per via della sua incapacità e goffagine. Un personaggio che finisce dritto in qualcosa di molto grande e sconosciuto che non riesce, giustamente, a comprendere, così come gli altri, e che forse solo alla fine comprenderà veramente. Probabilmente se il protagonista della storia fosse stato Barbara, ci sarebbero stati molti meno problemi rispetto a quelli in cui inciampa Paul. La cosa che però mi interessa molto è che, nonostante lui sia un personaggio così inetto, non ti sta antipatico, anzi provi simpatia nei suoi confronti. Forse per pietà o forse perché invece che innervosire fa veramente ridere, ma comunque riesce a farsi apprezzare nonostante tutto e riuscire a rendere simpatico un personaggio simile non è cosa semplice.

Ci sono poi altri due personaggi che hanno grande importanza nella storia e di cui vorrei parlare brevemente. Il primo è Ezequiel, il matto del villaggio, che qui riprende il ruolo di un personaggio molto simile al racconto di Lovecraft e che serve al protagonista e al pubblico per capire cosa è successo al villaggio di Imboca e perché. Però, al contrario delr acconto, qui lui si dimostra una persona attiva e infatti cercherà in ogni modo di aiutare il protagonista a uscire da quella situazione.
L’altro personaggio che ricopre un ruolo importante in tutta la storia è Uxía Cambarro (Macarena Gómez) ovvero la donna che Paul sogna sempre. Di lei non posso ovviamente rivelare troppo ma comunque vuole che Paul passi dalla sua parte e, cosa molto interessante, dimostra dei sentimenti umani molto puri e sinceri.

Come ho scritto in precedenza, il film è costato veramente poco e per questo motivo hanno incontrato dei limiti. Il primo riguarda le telecamere visto che in molte occasioni hanno dovuto utilizzare una camera a mano. La cosa stupenda è che sono riusciti a gestire bene le scene, maneggiando la camera con cura, senza farla tremare troppo e utilizzando in maniera intelligente i cambi di scena per dare maggior ritmo. Purtroppo però il budget basso si è fatto sentire in alcuni punti ed è qui che parliamo probabilmente dell’unico difetto del film: la CGI. Non c’è tanto da dire a riguardo, è veramente orrenda in particolar modo ogni volta che mostrano i tentacoli e quest’ultimo sono realizzati come se non fossero stati renderizzati e hanno dei movimenti lenti e pesanti. Questo per me è l’unico difetto della pellicola.

Nonostante il budget basso però tutti gli altri lati tecnici sono curati nei minimi dettagli. Partiamo ad esempio con i costumi perché quando Ezequiel narra l’origine di quello che è successo al villaggio, veniamo trasportati parecchi anni indietro nel tempo e in questo caso la pellicola si trasforma in un film con i costumi. E quest’ultimi sono molto curati e ben resi. La cosa migliore di tutti però sono gli effetti artigianali del film. Ad esempio tutte le scene violente e gore presenti presenti nella pellicola non sono state rese con gli effetti digitali ma sono un misto di varie teniche come il trucco, le protesi e molti altri. C’è una scena in particolare veramente terrificante sia perché è molto lunga sia perché utilizza degli effetti artigianali che la rendono tremendamente verosimile. E contando che il film è costato veramente poco, tutto ciò mostra una qualità e un impegno sbalorditivo.
Inoltre adoro come hanno reso le creature nel film. Gli abitanti del villaggio sono cambiati, il loro corpo è cambiato e questo lo capiamo subito e adoro il modo in cui li hanno resi, molto fedeli al racconto di Lovecraft. Soprattutto apprezzo il fatto che più che spaventosi alcuni siano goffi mentre altri ancora molto grotteschi. Ed è una scelta ottima visto che vediamo degli uomini che stanno mutando in mostri acquatici e che sulla superficie non riescono più a muoversi come un tempo. Ed è anche bello vedere che molti di questi hanno le loro deformazioni e difficoltà differenti, riuscendo a renderli tutti unici.

Per finire Dagon – La mutazione del male è una trasposizione stupenda dell’opera di Lovecraft dove, nonostante molti cambiamenti (come ad esempio gli anni in cui è ambientato), riesce ad essere fedele allo spirito de La maschera di Innsmouth, aggiungendo elementi tipici del cinema di Gordon. Un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, il consiglio che vi dò è di recuperarlo e vedere uno dei film più fedeli e interessanti tratti dagli scritti di H. P. Lovecraft.

Spero che la recensione vi sia piaciuta!
Iä! Iä! Cthulhu fhtagn!

[The Butcher]

11 pensieri riguardo “Dagon (film)

  1. Non conoscevo questo film! Yuzna ha lavorato abbastanza in Spagna se non erro (ha prodotto pure Darkness di Balagueró), d’altronde non è il tipo di autore che piace molto a Hollywood…

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