Signs

Bentornati in una nuova recensione. In questo articolo ho intenzione di parlare di un’opera di un regista che apprezzo veramente tanto. Quest’anno vorrei provare a discutere molto più spesso di registi che adoro molto e di cui seguo sempre con interesse i loro progetti. In questo caso ho deciso di tornare a parlare di Shyamalan. L’ultima volta che ne ho parlato è stato con E venne il giorno, uno dei suoi film meno apprezzati che avevo trovato migliore di quanto si dicesse in giro. Nonostante i suoi difetti riusciva a portare avanti un’idea interessante con un’ottima messa in scena. Forse sarò uno dei pochi a proteggere quel film, ma a mio avviso ha molte cose da raccontare e lo fa tenendo alta la tensione. Questa volta però voglio parlare di uno dei suoi lavori più famosi e no, non mi riferisco a Il sesto senso (che però dovrò trattare visto che è veramente un bel film), ma uno che ai tempi fu campione d’incassi e tutt’ora è uno dei più grandi guadagni del regista. Nonostante il film sia molto famoso e abbia fatti grandi incassi, è comunque una bella pellicola?
Ecco a voi Signs, pellicola di fantascienza del 2002 scritta e diretta da M. Night Shyamalan.

Trama:
Graham Hess (Mel Gibson) è un pastore protestante che, per colpa di un tragico incidente, ha perso completamente la fede e ha deciso di abbandonare il suo ruolo. Lui vive nella contea di Bucks, Pennsylvania, in piena campagna con i figli Morgan (Rory Culkin) e Bo Hess (Abigail Breslin) e a suo fratello minore Merrill Hess (Joaquin Phoenix). Qui il pastore scopre che sono stati realizzati dei cerchi nel grano tremendamente grandi e precisi. L’evento è molto strano, ma riescono a dargli una spiegazione logica su come sia stato possibile ciò. Questo evento però si sta ripetendo in gran parte del mondo e inoltre intorno all loro casa sembrano esserci degli strani esseri che li spiano. Lo scetticismo iniziale lascia il posto a una paura sempre più profonda e a un senso di paranoia e Graham tenterà inutilmente di trovare una ragione logica a tutto ciò, ma alla fine anche lui dovrà ammettere che tra loro ci sono degli alieni e purtroppo non hanno intenzioni pacifiche.

Le persone hanno sempre avuto un grande fascino verso gli alieni e nel cinema quest’ultimi sono stati rappresentati parecchie volte, che sia per conquistare la Terra, per cercare di conoscerci meglio oppure solo perché si sono smarriti. La figura dell’alieno è sempre stata importante nella cultura dell’uomo e a un certo punto lo sono stati per un po’ di tempo anche i cerchi nel grano. Questo fenomeno ebbe inizio alla fine degli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80 con la comparsa dei primi cerchi nel grano in Inghilterra. La cosa ebbe un impatto mediatico enorme, anche se hanno mostrato come molti di quei cerchi fossero stati creati dall’uomo. Il fenomeno di diffuse in tutto il mondo, arrivando perfino in Italia, e ha continuato a manifestarsi anche negli anni 2000 e con forme geometriche sempre più complesse. Ricordo bene che quando ero piccolo l’interesse per questi cerchi era ancora molto forte e c’era molto entusiasmo a riguardo. Quindi era normale che prima o poi avrebbero fatto una pellicola su ciò e il primo a realizzarlo è stato Shyamalan (anche se veramente non è il primo film a mostrare i cerchi nel grano).
Anche se i film fu un enorme successo al botteghino, Signs riuscì a dividere la critica in due. C’era chi lo considerava un ottimo film e chi invece lo considerava ridicolo o imbarazzante. Anche oggi vedo molte persone divise su questo film, dando però motivazioni anche interessanti da ambo i lati. Da parte mia posso dire che Shyamalan porta sul grande schermo quest’argomento con con originalità.

Prima di tutto il fulcro centrale della pellicola non sono i segni nel grano, anzi quelli sono più un presagio per quello che accadrà in seguito, il film infatti si concetra principalmente sulla famiglia. Una famiglia molto particolare e con molti problemi.
Partiamo ad esempio con i due bambini: Morgan è un ragazzo molto intelligente e introverso che fa fatica ad apprirsi, ma che dimostra di essere molto maturo per la sua età e si interessa molto per l’argomento dei cerchi nel grano e cercherà informazioni a riguardo. La prova attoriale di Culkin è molto convincente e, per chi se lo stesse chiedendo, sì, lui è il fratello di Maculay Culkin. Anche Bo si dimostra interessante. Come il fratello anche lei è abbastanza chiusa e soprattutto ha una specie di tic strano ovvero lasciare in giro per casa bicchieri pieni d’acqua, perché dice che l’acqua che beve è strana. Inoltre sembra possedere il dono di vedere quello che succederà in futuro mentre dorme, dono che ha ereditato dalla madre. L’attrice Abigail Breslin, nonostante al sua giovane età, già dimostrava un enorme talento e bravura che in questo film verrà fuori soprattutto nella scena della cena, una delle scene più belle della pellicola.
Merrill invece è uno dei personaggi più attivi e decisi del film. Dimostra grande forza di volontà e dà un enorme aiuto a suo fratello Graham a gestire la casa, il campo e i suoi figli. E’ un personaggio molto forte e anche simpatico che il grande Joaquin Phoenix ha interpretato alla grande, dandogli un’enorme energia e anche un pizzico di ingenuità.
Infine arriviamo al personaggio principale, quello più interessante e profondo di tutti, Graham Hess. Questo è un personaggio che si porta dentro un grande dolore, un dolore così grande che gli ha fatto perdere la fede e rinunciare alla sua carica di pastore. Dalle prime immagini possiamo capire molto bene come sia stanco e che vada avanti con molta fatica. E’ talmente distrutto che non riesce a occuparsi come si deve dei suoi figli e per questo motivo deve affidarsi a suo fratello Merrill. Con i suoi figli ha un rapporto abbastanza difficile, va abbastanza bene con Bo, ma con Morgan è tutta un’altra storia. Quest’ultimo prova antipatia e quasi disprezzo verso il padre e in un’occassione sottolinea come Merrill sia un padre migliore di lui. Ovviamente questa cosa pesa tanto a Graham e prova in tutti i modi a migliorarsi e a essere un buon padre. Inoltre il suo personaggio ci porta alla tematica centrale della pellicola ovvero la fede. Nonostante Graham abbia perso la fede, cerca in qualche modo di riacquistarla e per questo motivo cerca e aspetta un segno. E da qui anche la dualità del titolo. Infatti Signs non si riferisce solo ai cerchi nel grano ma anche a dei segni che possano aiutare Graham a riacquistare una cosa molto profonda che ha perso.

Ovviamente i personaggi non sono l’unica cosa migliore della pellicola. Prima di tutto Shyamalan ha scelto un’ottima ambientazione per la pellicola: una vecchia casa di campagna circondata da piante di grano e completamente isolata. Tutto questo set è stato completamente costruito a partire dalla casa, dalla fattoria ma in particolar modo dal campo di grano. Praticamente quel campo lo ha coltivato la troupe su un terreno di un istituto agrario che hanno preso in prestito e hanno usato un sistema d’irrigazione tutto loro per farlo crescere il più in fretta posibile. In ogni caso questo tipo di ambientazione, dove si svolgerà l’80% della storia, è perfetta per dare un senso di isolamento e solitudine. Un terreno molto ampio ma vuoto in cui si muovo i nostri e dove sembrano muoversi anche gli alieni.

Un’altra caratteristica interessante della pellicola è il modo in cui Shyamalan decide di raccontare questa invasione aliena ovvero attraverso gli occhi di una famiglia. Questo evento avviene su larga scala mondiale e riguarda tutti, ma l’intera situazione viene vista attraverso gli occhi degli Hess che seguono l’evoluzione di questa faccenda guardando la televisione e ascoltando la radio. E loro sono protagonisti in prima persona di tutto ciò, visto che gli alieni hanno circondato la loro fattoria. E qui cresce sempre di più un senso di paura e di paranoia nati non solo dalla situazione ma anche per il fatto che questi alieni non si mostrano quasi mai. Qui Shyamalan è molto intelligente a mostrare veramente poche volte gli alieni e gioca con lo spettatore attraverso i suoni e le ombre viste di sfuggita. In un certo senso fa lavorare l’immaginazione del pubblico utilizzando diversi fuori campo che ci fanno intuire cosa succede. E anche quando gli alieni attaccano sentiremo per lo più rumori, porte che rischiano di aprirsi e vedremo anche qualche parte del loro corpo ma nulla di più. In questo clima claustrofobico e paranoico, Shyamalan riesce a inserire anche un umorismo che riesce a divertire e a farti sorridere e in certi casi riguarda anche il modo in cui alcuni personaggi si comporteranno in questa spiacevole situazione a volte in maniera esasperante e buffa, cosa che ad alcuni potrebbe sembrare ridicola, ma credo proprio che molte persone normali reagirebbero in quel modo se non peggio.

Altri due elementi interessanti della pellicola sono l’uso della colonna sonora e della CGI. Nel primo caso abbiamo il motivo iniziale, che in seguito è diventato il tema centrale del film, composto da James Newton Howard, che è riuscito a creare un tema composto da tre note, ostile e minacciosa ma allo stesso tempo affascinante e misteriosa. Nonostante la presenza di questo motivo, nel film la colonna sonora sarà usata molto poco, una scelta voluta da Shyamalan. In questo modo il regista è riuscito a creare una tensione basata sulle atmosfere, sui rumori e sulla prova degli attori, che non sarebbe riuscito a rendere bene con la musica.
Per quanto riguarda la CGI questo è il primo film di Shyamalan in cui il regista ha a che fare con questa tecnologiae ha deciso saggiamente di usarla veramente poco. Infatti la CGI verrà utilizzata solo per creare gli alieni che appariranno verso la fine. Per il resto, quando vedremo parti del loro corpo in certi momenti della pellicola, saranno o protesi oppure animatronics. E questa scelta è stata veramente un’ottima pensata.

Signs è un film che ho veramente apprezzato e che mi ha divertito molto e credo che ad alcuni non sia piaciuto per il modo in cui sono stati mostrati questi alieni e per i loro punti deboli. E forse anche l’umorismo non è stato apprezzato da alcuni. Personalmente lo trovo un ottimo film, capace di mostrare un’invasione aliena da una prospettiva nuova e interessante, con argomenti e tematiche molto belle e un gruppo di personaggi particolari e interpretati da attori stupendi. Questo è un film che io consiglio caldamente e che consiglio di guardare senza farsi prendere dai pregiudizi e con la mente aperta per via della sua messa in scena originale per questo tipo di storia.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

23 pensieri riguardo “Signs

  1. «Signs» è di quelli che mi piacciono di più e lo rivedo sempre volentieri…
    Ma Shyalaman è di quelli che non capisco: la sua visione della vita (e del cinema, che vede soprattutto come “ludico”) mi fa ridere [«pisci sangue perché hai un tumore terminale? non bestemmiare! non arrabbiarti! il tuo pisciare sangue sarà indispensabile quando ci invaderanno gli alieni, che, guarda caso, sono allergici alla pipì sanguigna! … vabbé, gli alieni non arrivano, o tu muori prima che arrivino? ok! ma non ti arrabbiare! siamo tutti nelle mani del destino! e il destino, non so come mai, in quanto cattolico e non antico-greco, io lo considero sempre benevolo, anche se tu sei morto e stramorto!»]…

    Però deve avere “santi in paradiso” nell’industria cinematografica americana (o un buon agente, o una ottima capacità di contrattare e arrivare ai compromessi economici): dopo tutti i suoi flop (su 13 film hanno incassato davvero quanti? 2? 3?), riesce ancora a lavorare!
    A tanti è bastato un solo incasso al di sotto della media (non flop eh, badiamo bene, solo un incasso leggermente minore in quello che comunque, a livello di costi/benefici, è stato un buon risultato) per essere ostracizzato per sempre e finire a fare gli spot o a girare per la TV!…
    Shylaman no: è ancora qui e continua a dirci di sperare nel destino!
    Evviva!

    Non fraintendermi: a me sta molto simpatico: «Signs» e «The Village» li ho adorati e ho trovato carino «Lady in the Water» (anche «The Visit» m’è sembrato decente), e ancora devo vedere «Split» e «Glass», che sento da tutti descrivere come capolavorissimi!
    Evidentemente per Shyamalan si è magicamente sviluppata, nel pubblico, un’affezione personale, che ci sta prenda anche me una volta visti «Split» e «Glass»!

    1. Shyamalan è un regista che ha fatto incassare parecchio al botteghino. Per dire film come Signs e Il sesto senso furono un successo enorme e anche Unbreakable fece molto parlare di se. Ci sono stati dei flop ma anche i suoi film meno riusciti sono stati capaci di guadagnare abbastanza bene al botteghino (E venne il giorno ne è un esempio). Poi è tornato in azione con The Visit, un film indipendente dove ebbe una certa libertà creativa che da un po’ non aveva. Infatti penso proprio che Shyamalan se la cavi bene con film a medio-basso costo dove può esercitare una grade libertà creativa. The Visit ebbe successo e lo stesso vale per Split e Glass. Per quanto riguarda questi due posso dire di averli apprezzati veramente tanto nonostante i loro difetti (non sono perfetti) e ti dico di vederli senza pensare di guardare dei veri e propri capolavori. Glass in particolar modo è stato un film che ha diviso tutti e sono curioso di sapere la tua opinione (io l’ho apprezzato).

    1. Di solito se ci fanno una parodia è perché quel film ha un certo impatto sul pubblico e sulla critica. Signs è stato un film con un grande successo che divise abbastanza sia pubblico che critica e di cui si possono fare parodie veramente divertenti.

  2. che dirti a me non dispiace Shyamalan, i suoi non credo i possano defineire capolavori, ma reggono molto meglio di films definiti dalla critica stupendi! e ti dirò che ” E venne il giorno” secondo me aveva una idea geniale , sviluppata un po’ in fretta ma nitevole e poi tanto per essere bastian contrario quello che meno ho goduto è stato “sesto senso”!! ma mai fidarsi di quello che dico! ah ah sei sempre bravo nelle recensioni , ti leggo davvero con piacere

    1. Ti ringrazio tanto per il commento! Per il resto Shyamalan è un regista che apprezzo per via del suo modo di approciarsi a certi generi. Ha fatto i suoi sbagli (in particolare modo con After Earth e L’ultimo dominatore dell’aria, i suoi due lavori peggiori a mio avviso). Per il resto i suoi film migliori a mio avviso sono Unbreakable e The Village. Il sesto senso è un ottimo film ma un giorno dovrei farci un discorso anche perché, nonostante lo apprezzi, ha i suoi difetti. Grazie ancora e ti auguro una buona giornata!

    1. Visto e apprezzato parecchio. È un film dove oltre all’ottima regia di Shyamalan (che riesce veramente a tenere in tensione) bisogna fare tanti di cappello a McAvoy per la sua interpretazione. Sì è dimostrato un grande attore così come il resto del cast. Un giorno ne parlerò e parlerò anche della trilogia iniziata con Unbreakable e finita con Glass.

  3. Bel film! La tua recensione mi ha riportato con la memoria a molti anni indietro, quando vidi questo film per la prima volta da ragazzino in videocassetta… Non l’ho mai dimenticato! Non voglio entrare nel merito critico e mi limito a un giudizio personale: per me “Signs” è un bel film e ne consiglierei senz’altro la visione!

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