Poltergeist 2: The Other Side

Poltergeist è un film che ho amato parecchio e che ancora oggi funziona benissimo e riesce ad appassionare le persone. Quando uscì in sala ebbe un successo enorme e divenne uno degli incassi migliori del 1982. Dopo un successo così grande ovviamente la produzione pensò bene di fare il seguito. Il punto è che per questi seguiti ci sono stati parecchi problemi a livello produttivo, dovuto non solo a certe mancanze per quanto riguarda la storia o a certi limiti imposti dalla produzione che hanno impoverito questi lavori, ma anche problemi legati alla cosidetta maledizione. Questi sequel sono stati molto sfortunati e hanno parecchi difetti che li hanno menomati, ma sono veramente seguiti da ignorare e disprezzare oppure anch’essi ci provano e vogliono trasmettere qualcosa? Scopriamolo subito con il secondo capitolo della saga.
Ecco a voi Poltergeist 2 – L’altra dimensione (Poltergeist 2: The Other Side), pellicola horror del 1986 diretta da Brian Gibson.

Trama:
Cuesta Verde, dopo gli eventi del primo capitolo, è stata completamente abbandonata e qui Tangina (Zelda Rubinstein) e il suo amico Taylor (Will Sampson), un nativo americano che possiede anche lui poteri sovrannaturali, fanno una scoperta inquietante. Sotto la proprietà dei Freeling scoprono una cripta piena di scheletri e tra di essi trovano avvertono un’entità malvaggia e i due dovranno rintracciare la famiglia e avvertirli della minaccia. La famiglia Freeling nel frattempo si è trasferito a casa di Jesse (Geraldine Fitzgerald), la mamma di Diane (JoBeth Williams). La loro situazione economica non è delle migliori e Steve (Craig T. Nelson) cerca di mandare avanti il tutto facendo il rappresentante di aspirapolveri. Carol Anne (Heather O’Rourke) invece si trova a suo agio e ha allacciato uno stretto rapporto con nonna Jesse. Qui la nonna capisce che Carol Anne ha dei poteri sovrannaturali e la stessa cosa vale per lei e per Diana. Jesse cerca di parlarne con la figlia, ma quest’ultima non ne vuole sapere niente. Così come sta facendo Steve, anche Diane sta cercando di dimenticare gli eventi successi nella loro casa. Purtroppo la famiglia Freeling non può ancora ricominciare con la loro vita daccapo visto che verranno perseguitati da un’entità malvaggia, Henry Kane (Julian Beck), un reverendo anziano che vuole a tutti i costi Carol Anne e farà di tutto per distruggere il legame della famiglia e farli dubitare di loro stessi.

Il primo Poltergeist fu un successo incredibile sia di pubblico che di critica ma nonostante ciò ci furono parecchi problemi causati dalla così detta “maledizione”. Si creò una tale agitazione nella troupe e nel cast, che perfino Spielberg vendette i diritti dell’opera e se ne tirò fuori. Un vero peccato a mio avviso perché forse con le sue direttive questi seguiit avrebbero scelto strade migliori. Nonostante i vari problemi Michael Gravis e Mark Victor, gli sceneggiatori originali del primo capitolo, tornarono in azione prendendo in questo caso anche il ruolo di produttori. Nella troupe ci furono dei cambiamenti, ma dal precedente film tornarono Jerry Goldsmith alla colonna sonora e il grande Richard Edlund agli effetti speciali (nel film Poltergeist ricevette una nomination agli Oscar per i migliori effetti speciali e anche in questo seguito successe la stessa cosa). Invece alla regia abbiamo Brian Gibson nel suo primo e unico film horror.

Partiamo per l’appunto con la regia del film. La regia non è niente male, non riesce a raggiungere il livello del primo capitolo, dove il duo Hooper-Spielberg aveva fatto un lavoro grandioso e molto curato, ma non per questo è da sottovalutare. Gibson ha dei tempi veramente azzeccati e riesce anche lui ha inserire perfettamente i momenti comici e goiosi della famiglia con gli orrori che il reverendo Kane scatenerà contro di loro. Ci sono anche delle scene che hanno una certa cura per i dettagli e riesce in certi frangenti a creare la giusta tensione fino a quando non esploderà il vero orrore. Gibson dirige moto bene la pellicola e l’unica cosa che non mi ha mai convinto riguarda i flashback dei protagonisti sul primo film che si incastrano male nella sequenza anche se per fortuna non rallentano troppo lo sviluppo della storia. Per quanto riguarda la storia diciamo che ci sono problemi che però nascono in fase di montaggio, ma su questo punto ci torneremo più avanti.
Sta di fatto che Gibson porta sullo schermo un buon lavoro soprattutto verso il finale dove si raggiunge l’apice e dove riesce a gestire bene le sequenze. Nonostante se la sia cavata bene a livello registico, non è riuscito comunque a nascondere certi difetti o mancanze della trama.

Parliamo adesso della sceneggiatura e lo faremo iniziando dal lato migliore di quest’ultima ovvero i personaggi. La famiglia Freeling continua a dimostrarsi una famiglia unita e funzionano sempre bene con i loro pregi e i loro difetti. Chi ho apprezzato in particolar modo questa volta è stato Steve. Nel primo film Steve era uno di coloro che aveva avuto momenti di debolezza e questa cosa viene ripresa anche in questa pellicola, dove più volte lo vedremo dubbioso e titubante in certe scelte e momenti, vedremo ancor di più i suoi lati deboli e in questo capitolo assisteremo a una sua maturazione dove dovrà prendersi le sue responsabilità davanti a questa situazione anche se non è colpa sua né della sua famiglia. E’ stata una cosa piacevole da vedere.
Anche tutti gli altri personaggi funzionano alla grande. Diane dimostra quella forza e determinazione che la contraddistinta nel primo film. Robbie (Oliver Robins) è sempre il classico ragazzino attivo e casinaro che in questo caso vorrebbe tanto avere un televisore (cosa che i genitori non prenderanno mai per ovvi motivi) e Carol Anne è sempre la bambina dolce e gentile che qui però viene a conoscenza dei suoi poteri e lega parecchio con la nonna. Uno dei motivi per cui hanno funzionato bene è che sono gli stessi personaggi che abbiamo imparato ad apprezzare nel primo ed era impossibile renderli noiosi o contradditori.

Le new entry del film sono anch’esse interessanti anche se con qualche difetto.
Nonna Jesse è un personaggio molto dolce che dimostra grande saggezza e, nonostante sia presente per poco tempo, riesce a farsi apprezzare. Una mezza delusione almeno per me invece è Taylor. Costui ricopre un grande ruolo nella vicenda e aiuterà parecchio i Freeling sia a difendersi da quest’entità sia a ritrovare loro stessi attraverso la sua magia e i suoi consigli. Mi dispiace solo che l’abbiano reso una specie di macchietta, il classico sciamano che parla sempre attraverso metafore e non spiega mai bene le cose. Come personaggio aveva un potenziale enorme. Invece il Reverendo Kane è uno di quelli che rimane impresso a tutti. L’attore che interpreta Kane, Julian Beck, era prevalentemente un attore e regista teatrale oltre che poeta e in qualche occasione aveva partecipato anche in certi film come ad esempio il bellissimo Edipo Re di Pier Paolo Pasolini. Nella pellicola appare con un aspetto molto scarno e ciò è dovuto a un tumore allo stomaco che lo avrebbe presto portato alla morte subito dopo e alcune sue battute vennero ridoppiate in lingua originale da Corey Burton. Il Reverendo Kane fa veramente impressione e non solo per il suo aspetto fisico ma anche per il suo modo di comportarsi. Julian Beck fece un lavoro incredibile con questi personaggio, che ha dei modi di fare e di parlare che dovrebbero rassicurare una persona, ma quella luce sinistra nei suoi occhi e quel sorriso quasi forzato riescono a rendere il tutto fuori contesto e riesce a farti provare una sensazione di disagio. Un aprova attoriale eccellente.

Mentre i personaggi sono realizzati bene, lo stesso lo si può dire per la storia. In questo capitolo ci sono delle forzature che troviamo già all’inizio con la scoperta di questa cripta e della storia che la circonda, che in un certo modo va a scontrarsi con quello che abbiamo visto in precedenza. Per il resto in alcuni momenti certe evoluzioni di trama si svolgono abbastanza in fretta, soprattutto nella seconda parte e certe cose non ci vengono spiegate proprio bene. Tralasciando la questione della cripta, vorrei spezzare una lancia a favore del film per quanto riguarda la scenegiatura e di come sia stata influenzata dalla produzione. Inizialmente il film aveva una lughezza di 2 ore, ma la MGM decise di accorciare parecchio la durata arrivando più o meno a 90 minuti scarsi. E questa è stata a mio avviso una scelta che ha peggiorato il film. C’erano anche alcune persone che non erano contente della cosa come ad esempio Zelda Rubinstein che in origine aveva un ruolo molto più grande e importante ma di cui hano tagliato molte scene (e infatti nella pellicola pare quasi una comparsa). E inoltre quest’enorme riduzione ha peggiorato anche il montaggio dove effettivamente in certi punti si notano dei tagli improvvisi e strani che non riescono ad allacciarsi bene. Questo è un vero peccato, non so se il film senza tagli sarebbe stato più bello di come è adesso, ma sicuramente ci sarebbero stati dei miglioramenti , specialmente per quanto riguarda appunto il montaggio.

Un elemento ottimo di Poltergeist 2 sono gli effetti speciali, resi ottimi grazie alla presenza di Richard Edlund, che come nel primo film utilizza molti lavori artigianali, stop-motion, animatronics, trucco e così via. Ci sono molte scene che riescono a sorprendere per la loro forza e l’abilità con cui sono state rese bene come ad esempio l’attacco al povero Robbie, ma soprattutto l’ultima parte dove si raggiunge il climax. Prima di descrivere quest’ultima parte vorrei dire che anche in questo capitolo ci sono delle scene con degli scheletri e anche questa volta sono stati presi degli scheletri veri. Ovviamente gli attori erano molto spaventati e venne eseguito perfino un esorcismo per sicurezza. Dopo questa piccola parentesi vorrei invece parlare delle creature presenti nell’ultima parte e dell’enorme contributo dato dal leggendario H.R. Giger (che, per chi non lo conoscesse, è colui che ha creato il design dello xenomorfo e i suoi disegni sono stati utilizzati per tantissimi film e i suoi lavori riescono a sorprendere ancora oggi).
Nell’ultima parte il film prende una piega che non mi aspettavo e che mi ha fatto molto piacere e le creature che appariranno faranno molta inquietudine per le loro forme strane e innaturali. Ammetto di aver apprezzato molto questi momenti e ho adorato anche il mostro chiamato “Great Beast” che aveva quasi una forma lovecraftiana e faceva paura. Nonostante l’ottimo lavoro svolto, H.R. Giger non rimase molto soddisfatto per come vennero realizzate le sue creazioni. E guardando i suoi concept in realtà posso capire il perché, visto che in origine dovevano esseri più mostruosi e soprattutto la Great Beast doveva esere molto più dettagliata di come è stata resa. Nonostante ciò non posso fare a meno di rimanere affascinato dagli esseri presenti in questa pellicola, creati attraverso costumi animatronics e soprattutto stop-motion.

Anche le musiche di Jerry Goldsmith sono molto belle anche se hanno delle differenze. Tralasciando Carol Anne’s Theme, le musiche sono nuove e realizzate attraverso un misto tra orchestra e suoni elettronici che rendono molto bene.
Prima di chiudere molti sapranno che in questa pellicola non appare il personaggio di Dana e non viene mai nominata o accennata dall famiglia e questo è stato fatto in segno di rispetto per l’attrice Dominique Dunne.

Poltergeist 2 – L’altra dimensione non può competere con il primo film, visto che gli manca una trama solida e la pellicola stessa non è abbastanza accattivante, ma dimostra di essere comunque un buon film con alcune idee interessanti, attori veramente bravi e certi momenti che sembrano usciti da un incubo. Quindi il mio consiglio è di dargli una possibilità visto che ha i suoi lati positivi.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

8 pensieri riguardo “Poltergeist 2: The Other Side

    1. Amato non direi ma comunque lo apprezzo. Ha introdotto un personaggio come il reverendo Kane che è diventato un icona e riusciva a inquietare e a aggiunto dei momenti veramente inquietanti. Ha tanti difetti ma nel complesso è un buon film.

  1. Non viene nominata la sorella grande interpretata da Robin Dunne perchè fu uccisa dal fidanzato a coltellate, nel film sembra che il padre soffrisse d’alcolismo , ottimo il povero Julian Beck e ironico lo sciamano

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